Massimiliano Allegri parla in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Chelsea, secondo impegno della fase a gironi di Champions League.
Massimiliano Allegri, ci stupirà per sostituire Dybala e Morata?
"Non devo stupirvi, ho un po' di idee confuse. Scherzo, domani mattina deciderò. Abbiamo fatto un buon allenamento, a parte Ramsey sono tutti a disposizione: come ha detto Giorgio (Chiellini, ndR) servirà una partita tecnica perché loro sono una squadra fisica, Tuchel ha fatto un gran lavoro dando solidità difensiva. Bisogna giocare con pazienza, sarà difficile e dovremo essere bravi a stare in campo".
Riproporrà la difesa a tre?
"Quello è il primo dubbio. Che poi si parla di difesa a tre ma dipende tutto da quando hai la palla, se sei a tre o a due".
Possibile vedere Chiesa in avanti?
"Abbiamo giocatori con caratteristiche diverse, l'unica punta di ruolo è Kean. Cercherò di metterne due o tre in avanti a seconda delle caratteristiche".
Rabiot è a disposizione? Sulla sinistra Bernardeschi l'ha soddisfatta?
"Federico ha fatto una buona partita, ha ottime potenzialità inespresse perché ha un motore talmente importante che ogni tanto gioca di fantasia. Ma non è il suo ruolo, è un giocatore di sostanza. Con la Sampdoria ha fatto una buona partita così come quando è stato chiamato in causa. Rabiot è a disposizione, la caviglia va bene".
Aveva detto che avrebbe preannunciato tre giocatori...
"Szczesny, Locatelli e Alex Sandro".
Cosa si aspetta dai giovani?
"Non sono giovani. Mi aspetto una squadra che giochi tecnicamente una buona partita, pulita perché loro sono fisici. Ci vuole pazienza e bisogna divertirsi a giocare queste partite, sono uno stimolo. Ma bisogna giocare una partita internazionale, abbiamo di fronte una squadra che se sbagli una volta ti punisce".
Come può crescere ulteriormente Rabiot?
"Anche lui è sulla falsa riga di Bernardeschi. Un giocatore scelto da una grande squadra difficilmente può essere discusso tecnicamente. La differenza la fa la testa, la capacità di mettersi a disposizione e di migliorarsi, la cattiveria con cui si allenano, tirano, difendono. Sembrano dettagli ma fanno la differenza. Quanti giocatori bravi si sono persi? Perché gli mancava un pezzetto. Fossi Rabiot sarei arrabbiato con me stesso per i pochi gol realizzati. Non esiste, mi arrabbierei. Deve migliorare e credo che quest'anno lo farà".
Danilo giocherà a centrocampo di nuovo? A che punto è Arthur?
"Arthur è ancora molto indietro, nella sosta giocheremo due amichevoli per metterlo nelle condizioni nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda Danilo vi dico che giocherà. Dove? Vedremo, non lo so".
Come giudica l'avvio di stagione di Bentancur?
"Una mia convinzione è sempre stata quella che Bentancur sia cresciuto molto. Domenica poteva fare gol ma ha fatto fare una bella parata ad Audero. Ma da solo non può fare la regia, ha bisogno di collaborazione: e Locatelli lo aiuta perché anche lui in questo momento non può farla da solo. Si dividono il compito".
Cosa si aspetta da Kean?
"Una cosa che sa fare meravigliosamente bene è fare gol. Calcia, chiude bene l'azione... Deve migliorare nel gioco con la squadra, diciamo la tecnica individuale. Ma per l'età che ha, è esperto".
Chiesa è esploso definitivamente. Cosa si aspetta da lui?
"Da Federico mi aspetto quello che sta facendo ora e ancora meglio. Credo che abbia fatto molto bene, ma quest'anno l'Europeo con gol decisivi l'ha messo in una condizione tale per cui non è più il ragazzo che tutto quello che fa va bene. Il margine d'errore si è assottigliato. Ecco perché per lui quest'anno è molto più importante e difficile".
La partita tra Chelsea e City ha dimostrato che sotto pressione i Blues vanno in difficoltà. Può essere questa la chiave?
"Bisogna dare pressione ma deve essere giusta. Quando abbiamo la palla bisogna giocare bene, perché se dopo quattro o cinque passaggi la palla passa agli altri e non puoi arrivare alla fine del match".
Quando ha firmato il primo contratto per la Juventus ha chiesto il premio Champions. Lo ha fatto anche quest'anno?
"È un'ambizione, un desiderio. Quando si partecipa alla Champions League bisogna avere il desiderio di vincere, quello che porta a fare un passo in più. Sarà una serata fantastica domani, per le emozioni: questo ti porta a fare delle cose straordinarie. Tutti dobbiamo lavorare per ottenere il massimo, solo così possiamo arrivare in cima. L'obiettivo, anzi il desiderio, è arrivare in finale. Poi non so se ci arriveremo, ma è un obiettivo che noi dobbiamo cercare di raggiungere. Anche lo scudetto. Questo fa la differenza per stare in una grande squadra. Poi non si può vincere tutti gli anni, ma il desiderio che dobbiamo avere è quello".
La Premier è da anni il campionato più bello. Questione di soldi o altro?
"Non so se è il più bello, ma è diverso. C'è un'atmosfera diversa, una cultura diversa. La gente che va allo stadio tifa per la sua squadra e non contro, come succede qui. In Italia c'è una cultura completamente diversa, in Spagna un'altra, in Germania un'altra ancora. Poi che loro abbiamo più soldi è diverso, il rapporto è uno a tre. Ma gli italiani riescono comunque ad arrangiarsi, questo è nel nostro DNA. Non dobbiamo diventare la Spagna, la Francia. Siamo l'Italia. Poi dobbiamo migliorare, questo sì, noi ci avviciniamo alla cultura tedesca ma assolutamente non a quella inglese. Ma ci sono belle partite che finiscono 3-3, 0-0: quando i difensori fanno delle belle partite sono paragonabili alle belle partite degli attaccanti. Mi sono anche chiesto perché tutti questi 3-2, 5-4, se sono testimonianze di come è cambiato il calcio: ma dobbiamo vederlo tra un anno, perché senza tifosi hai meno pressione. Giochi al 75% di capienza, meno male, ma fino a marzo o aprile non puoi dire se il calcio è cambiato: ci sono ancora pochi dati, perché poi a marzo quando i punti pesano, sarà tutta un'altra cosa. In Italia uno fa un tiro in porta, 35 milioni! Calma, aspettiamo un attimo. Poi magari mi sbaglio, ci sono quelli più bravi e la vedono in modo diverso".
