MILANO - Paolo Berlusconi fa il punto sulla cessione del Milan dopo l'operazione al cuore di suo fratello avvenuta ieri al San Raffaele: "Lasciamogli il tempo di riprendersi, poi penserà al futuro del Milan. E' assolutamente legato al Milan, la situazione del calcio, con l'avvento degli investitori asiatici e del petrolio, è diversa rispetto a 30 anni fa", spiega a Milan Channel.
NODO INVESTIMENTI - Mentre è a Milano l'advisor della cordata cinese Sal Galatioto, che ieri ha incontrato i manager Fininvest, Paolo Berlusconi conferma che il fratello sta ancora valutando se vendere o meno il 70% del club rossonero: "Quindi se deciderà di cedere il Milan lo farà solo a condizione di cederlo a un soggetto in grado di far tornare la squadra ai fasti del passato, anche rinunciando ad un quota economicamente importante se questa verrà investita per rafforzare la squadra". Torna così una delle questioni considerate dirimenti in questa fase finale della trattativa: le garanzie da parte dei compratori sulle somme da spendere sul mercato.
TIFOSI VICINI - Resta sempre in campo il piano alternativo: "I tifosi rossoneri devono stare tranquilli, se lo cederà lo farà solo a chi è in grado di farlo tornare grande. Se invece deciderà di tenerlo servirà un po' di tempo per ricostruire un Milan italiano e riportarlo in alto". Serviranno 30-45 giorni per rivedere l'ex premier di nuovo attivo, secondo il fratello: "Non è ancora finita comunque, ma tra un mese, un mese e mezzo riprenderà a fare quello che ha sempre fatto, magari con minori pressioni. Anche i tifosi del Milan gli sono stati vicini. Prossimamente, ci siamo imposti di stargli molto vicini nel periodo di convalescenza per fargli capire che ora deve pensare soprattutto a sé stesso".
CONTATTI A MILANO - Proseguono intanto i contatti tra Galatioto e Fininvest per arrivare alla stesura definitiva del contratto che dovrà essere sottoposto a Berlusconi per la decisione definitiva sul destino del 70% del Milan. L'advisor di New York dovrebbe lasciare Milano domani per volare a Londra. L'avanzamento della trattativa non si accompagna a nessuna forma di pubblicità dei componenti della cordata cinese che, indiscrezioni a parte, non sono mai usciti alla scoperto in maniera ufficiale da quando è iniziata la negoziazione.
NODO INVESTIMENTI - Mentre è a Milano l'advisor della cordata cinese Sal Galatioto, che ieri ha incontrato i manager Fininvest, Paolo Berlusconi conferma che il fratello sta ancora valutando se vendere o meno il 70% del club rossonero: "Quindi se deciderà di cedere il Milan lo farà solo a condizione di cederlo a un soggetto in grado di far tornare la squadra ai fasti del passato, anche rinunciando ad un quota economicamente importante se questa verrà investita per rafforzare la squadra". Torna così una delle questioni considerate dirimenti in questa fase finale della trattativa: le garanzie da parte dei compratori sulle somme da spendere sul mercato.
TIFOSI VICINI - Resta sempre in campo il piano alternativo: "I tifosi rossoneri devono stare tranquilli, se lo cederà lo farà solo a chi è in grado di farlo tornare grande. Se invece deciderà di tenerlo servirà un po' di tempo per ricostruire un Milan italiano e riportarlo in alto". Serviranno 30-45 giorni per rivedere l'ex premier di nuovo attivo, secondo il fratello: "Non è ancora finita comunque, ma tra un mese, un mese e mezzo riprenderà a fare quello che ha sempre fatto, magari con minori pressioni. Anche i tifosi del Milan gli sono stati vicini. Prossimamente, ci siamo imposti di stargli molto vicini nel periodo di convalescenza per fargli capire che ora deve pensare soprattutto a sé stesso".
CONTATTI A MILANO - Proseguono intanto i contatti tra Galatioto e Fininvest per arrivare alla stesura definitiva del contratto che dovrà essere sottoposto a Berlusconi per la decisione definitiva sul destino del 70% del Milan. L'advisor di New York dovrebbe lasciare Milano domani per volare a Londra. L'avanzamento della trattativa non si accompagna a nessuna forma di pubblicità dei componenti della cordata cinese che, indiscrezioni a parte, non sono mai usciti alla scoperto in maniera ufficiale da quando è iniziata la negoziazione.