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Milan: Donnarumma, gli infortuni e i cinesi: l'inverno nero di Montella

Gianluigi Donnarumma (agf)
Raiola minaccia di portare via il giovane portiere, i ko di Bonaventura e De Sciglio, i dubbi sul closing. Un gennaio da incubo con la squadra finita fuori dalla zona Europa
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MILANO - A Milanello sarà stata una liberazione girare la pagina del calendario nella speranza che febbraio sia diverso rispetto al disastroso gennaio appena concluso. Il mese successivo al successo di Doha, il ritorno a un trofeo conquistato cinque anni dopo la Supercoppa di Pechino, ha fatto dimenticare rapidamente la sorprendente vittoria contro la Juventus. Sei partite: 3 sconfitte, 2 vittorie e un pareggio. L'eliminazione della Coppa Italia e un progressivo scivolamento indietro in classifica, in questo momento addirittura fuori dalla zona Europa League (ma con 3 punti nel recupero contro il Bologna i rossoneri sarebbero al 5° posto insieme alla Lazio).
 
SENZA I TRASCINATORI - A rendere ancora più cupo il clima ci sono circostanze che vanno al di là dei risultati. In particolare gli infortuni. La distorsione alla caviglia di De Sciglio, provocata dall'entrata di De Paul a Udine, e soprattutto il grave stop di Bonaventura, giocatore migliore della squadra rossonera, operato oggi in Finlandia per rimediare alla lesione del tendine degli adduttori. Stagione finita con quattro mesi di anticipo. In questo momento, del quadrilatero che aveva trascinato il Milan a inizio stagione, restano solo Bacca e Suso, entrambi appannati. Niang è stato ceduto in Premier League. E Bonaventura, jolly utilissimo tra tridente offensivo o centrocampo, non potrà più aiutare i compagni. Montella deve sperare in un rapido ambientamento di Ocampos e Deulofeu per restituire brillantezza all'elemento fondamentale dei primi mesi di stagione: il gioco sugli esterni offensivi.
 
LA QUESTIONE DONNARUMMA - Pagano dazio anche i giovani che avevano simboleggiato l'entusiasmo milanista fino a poche settimane fa: Locatelli e Donnarumma. A preoccupare è soprattutto il futuro del portiere beniamino dei tifosi. Raiola sta inscenando il solito copione: agita le acque, non dà nulla per scontato e fa balenare le ipotesi più disparate. L'agente italo-olandese ha approfittato di alcune critiche sui social network al giovane portiere per far capire che se l'ambiente non gradisce, Donnarumma può anche cambiare aria (per cancellare quelle contestazioni stanno partendo campagne sociale a favore della permanenza del 17enne campano in rossonero). La beffa per il Milan sarebbe una partenza a fine contratto in scadenza a giugno 2018 (19° anno di età per i giovani di serie che non hanno ancora firmato il primo vero contratto da professionisti). Sarebbe invece manna dal cielo per Raiola che su questi trasferimenti ha costruito una fortuna, come dimostra il caso Pogba. Sullo sfondo c'è soprattutto la Juventus.
 
EQUILIBRI IN GIOCO - Il procuratore di Donnarumma imbraccia le incertezze legate alla cessione del Milan chiedendo di conoscere i programmi dei compratori cinesi. E' evidente che questa partita va al di là del giocatore, ma riguarda i futuri assetti societari. L'asse tra Raiola e Galliani è fortissimo. Con l'attuale ad in sella sarebbe tutto più facile. Fassone rischia così di finire in una tenaglia. Ma la cortina fumogena intorno alla vendita del 99.93% delle quote rossonere non riguarda solo Donnarumma. Ormai mancano 30 giorni alla scadenza del 3 marzo, nuova deadline del closing. Nemmeno Sino Europe conosce la data in cui il governo di Pechino si pronuncerà sulle autorizzazioni. Sorprendente, considerato l'esiguità del tempo mancante. Non è questione di sperare in un via libera o meno. Chi è vicino alla trattativa non sa quando sarà il giorno della decisione.
 
NECESSITA' DI ESTRANIARSI - E dire che, secondo chi conosce la burocrazia cinese, questi iter non sono necessariamente lunghi. Spesso il governo sa essere rapido in certe decisioni. E' di pochi giorni fa la notizia dell'acquisto del Southampton da parte di un gruppo immobiliare cinese. Ormai viene dato per scontato che, se closing ci sarà, passerà attraverso versamenti dei rimanenti 320 milioni fuori dalla Cina: Isole Vergini Britanniche e Hong Kong con l'appoggio finanziario di China Huarong. Il famoso "piano B". E se il "piano B" fosse sempre stato il "piano A"? Sono ancora tante le informazioni che mancano. Ma Montella e la squadra, come hanno sempre fatto da luglio in poi, devono cercare di isolarsi da queste voci. L'Aeroplanino era stato bravissimo a costruire l'ambiente giusto. Proprio sul più bello, dopo il trionfo in Qatar, il giocattolo si è inceppato. 
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