Giro d'Italia, il Covid continua a correre: altre due defezioni. "Ma non ci sarà una bolla"
di Cosimo CitoNel 2020 il Giro d'Italia traslocò nelle brume di ottobre per evitare il primo lockdown. Nel 2021 e nel 2022 molti corridori, nel corso delle tre settimane, dovettero alzare bandiera bianca. Il Covid ha picchiato duro sul ciclismo e sulle sue corse, ma quello che parte sabato da Fossacesia Marina sarà il primo Giro post-pandemico. Sarà, o forse bisognerebbe dire “dovrebbe essere”. Continuano le defezioni a ritmi che iniziano a diventare non troppo rassicuranti. A farne le spese è finora soprattutto la Jumbo-Visma di Primoz Roglic, che questa mattina ha dovuto registrare la defezione di Jos Van Emden, positivo al Covid come i suoi compagni Gesink e Foss, depennati in precedenza. Al posto di Van Emden, i gialloneri hanno convocato l’olandese Sam Oomen, a sua volta colpito dal virus nei giorni successivi alla Liegi-Bastogne-Liegi. Anche in casa Bahrain Victorious c’è un forfait dell’ultim’ora, quello dello svizzero Gino Mäder. Covid, anche in questo caso: al suo posto lo storico gregario giapponese Yukiya Arashiro, 38 anni, il quarto più anziano al via dopo Pozzovivo, Leon Sanchez e Gavazzi. In casa Trek-Segafredo era arrivata a inizio settimana la dolorosa rinuncia a Giulio Ciccone, che dovrà guardare alla tv il Giro che parte sulle sue strade di casa.
Il medico della Trek: “Niente prescrizioni, decidono i team”
Ma il Covid non era finito? “Stiamo assistendo a una crescita improvvisa” spiega il medico del team Trek-Segafredo, Nino Daniele, “difficilmente spiegabile. In inverno il virus si era confuso con l’influenza. Ora sta di nuovo crescendo, ovviamente a livelli minori rispetto alle tre primavere precedenti e con effetti assai meno importanti”. Il Giro, così come tutte le altre corse di ciclismo, hanno abbandonato però il concetto di “bolla”. L’uso delle precauzioni è del tutto individuale e personale e non servono più tamponi negativi pre-gara obbligatori per esserci. Potenzialmente, un corridore positivo, d’accordo con il proprio medico sociale, potrebbe prendere il via. “Non abbiamo ricevuto prescrizioni particolari” prosegue Daniele, “l’organizzazione non testerà più i corridori durante i giorni di riposo, come accadeva dal 2020. Decide il medico di squadra, come accadeva in passato per semplici malanni. Negli anni scorsi il ciclismo è stato forse lo sport più rigoroso, fino a beccarsi anche qualche ironia per i modi estremamente severi. L’Uci si riserva la possibilità di inasprire le misure in casi di estrema necessità. Difficilmente potrà farlo ora, a Giro in corso. Ma nel regolamento sanitario questa possibilità, seppur teorica, c’è. Il ciclismo, per la sua natura, è uno sport che si presta alla diffusione di un qualunque virus: i corridori sono sempre molto a contatto e si scambiano umori corporei come sudore, saliva, respiro”.
Ciccone intanto si è negativizzato, nella sera di mercoledì, a tre giorni dal via. “Avrebbe, regole alla mano, potuto essere in corsa, ma ha perso una settimana di allenamenti e la condizione necessaria per essere protagonista al Giro. La sua stagione si sposta in avanti, il nuovo focus sarà il Tour. Il dispiacere resta, avrebbe corso nella sua terra, ma la vita va avanti”.
Evenepoel: “I giornalisti per parlarmi indossino la mascherina”
Sul concetto di “responsabilità” è intervenuto in conferenza stampa anche Remco Evenepoel. Il campione del mondo ha commentato così le defezioni dell’ultimo minuto: “Il Covid è ancora presente, dobbiamo stare molto attenti. Indossare una mascherina, lavarsi le mani ed evitare contatti non necessari diventerà importante nelle prossime tre settimane. Quindi, se i giornalisti vogliono vedermi sabato dovranno indossare una mascherina”. Sulla stessa linea Primoz Roglic, il capitano della Jumbo-Visma falcidiata dalle defezioni, con Evenepoel uno dei pochissimi alla presentazione dei team in Piazza Salotto, a Pescara, in mascherina: "Avevo detto già qualche tempo fa che il Covid avrebbe dato ancora problemi. Non ci troviamo nella posizione che speravamo, ma dobbiamo affrontarla e trovare soluzioni adeguate". Fatalista Geraint Thomas: "Ovviamente siamo super attenti nella squadra e facciamo tutto il possibile, ma non puoi controllare l'incontrollabile. Poi vada come vada, è la vita. Come si contrasta il Covid? Basta lavarsi le mani, stare lontano dalla gente e andare avanti, no?".