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Pogacar spiana il Muro di Huy e vince per distacco la Freccia Vallone: “Ma è una salita che odio”

Tadej Pogacar, 26 anni
Tadej Pogacar, 26 anni 

Nuova impresa per il campione del mondo, che si mette subito alle spalle la sconfitta all’Amstel Gold Race di Pasqua: e domenica 27 c’è la Liegi-Bastogne-Liegi. Longo Borghini terza nella gara femminile

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Tadej Pogacar per distacco. La Freccia Vallone è un assolo del campione del mondo, che ai -450 metri, sulla virage Criquielion, il punto più duro del Muro di Huy, ha salutato tutti e se n’è andato verso il traguardo con un’accelerazione irreale, da seduto. Vittoria in solitaria, in pratica, la numero 94 della carriera del fenomenale sloveno. Secondo, a 10”, il francese Vauquelin, poi Pidcock e gli altri. Indietro, molto indietro, Remco Evenepoel, solo 9° a 16”. In 450 metri, senza mai alzarsi sui pedali, Pogacar ha fatto a pezzi la concorrenza e conquistato la sua seconda Freccia Vallone dopo quella del 2023. “Una vittoria che per me significa molto” le prime parole di Pogacar, “è stata dura ma i ragazzi avevano grandi gambe. Il Muro di Huy è una bella salita, ma da corridore non mi piace”. Ora appuntamento alla Liegi, cercheremo di fare una grande corsa anche domenica”. Il campione del mondo ha già vinto per due volte la Doyenne, nel 2021 e nel 2024. Nel 2023 si ruppe un polso durante la Liegi a causa di una caduta: quell’infortunio compromise poi l’avvicinamento al Tour de France, chiuso al 2° posto dietro Jonas Vingegaard. A proposito: il danese dovrebbe tornare in corsa non prima del Dauphiné, a giugno. La sua stagione si è interrotta a marzo per una caduta alla Parigi-Nizza.

Il 40° compleanno del Muro di Huy

Era il quarantesimo anniversario dall’inserimento nella storica Freccia Vallone del Muro di Huy, percorso tre volte. L’ultimo passaggio, quello che porta all’arrivo, è naturalmente decisivo. L’irlandese Healy mette la testa davanti, poi è solo Pogacar, con gli occhiali rosa del Giro d’Italia appesi al colletto della maglia iridata, sotto la pioggia. Non c’è stato duello nel finale con Evenepoel: la debacle dell’Amstel Gold Race, dove Pogacar si era fatto sorprendere dal danese Skjelmose, è alle spalle. Proprio Skjelmose è mancato nel finale per una caduta avvenuta a circa 40 km dall’arrivo.

Prima una lunga fuga tutta norvegese con Dversnes, Leknessund, Foss, ripresi sulla Cote de Cherave, la penultima salita di giornata. Un distacco record per Pogacar: bisogna tornare al 2003 (Astarloa su Unai Osa) per trovare un distacco maggiore tra il primo e il secondo: 16”. Primo italiano Davide Formolo, 16° a 32”. A Puck Pieterse la gara femminile: la crossista olandese ha preceduto sul traguardo la connazionale Demi Vollering. Terza, in corsa fino ai 150 metri, Elisa Longo Borghini.

Tour of the Alps, tappa a Marco Frigo

Marco Frigo ha firmato l'impresa nella terza tappa del Tour of the Alps e sul traguardo di San Candido ha anche conquistato la sua prima vittoria tra i professionisti. Il venticinquenne vicentino della Israel Premier-Tech si è infilato nella fuga scattata sin dai primi chilometri dopo la partenza da Vipiteno, ha staccato tutti sul Passo Furcia ed ha portato a termine un'azione solitaria di oltre 50 km guadagnando in salita e gestendo il vantaggio nelle insidiose discese. Alle sue spalle, il gruppetto dei migliori si è avvicinato tantissimo con Jai Hindley che ha vinto la volata per il secondo posto a 19” dal vincitore. Terza piazza per Derek Gee, quarta per Giulio Ciccone e settima per Damiano Caruso con l'australiano Michael Storer che conserva la maglia di leader della classifica generale.

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