LOSAIL - Ieri due italiani "positivi" al tampone molecolare: un meccanico e un manager. Ma la "bolla" della MotoGP regge. E la carovana internazionale di tecnici, ingegneri, atleti - 1.400 persone - dopo la gara in programma domenica prossima è pronta a ripartire per il terzo appuntamento della stagione: Portimao, in Portogallo. "Solo un mese fa il motomondiale era ancora in dubbio", confessa Carlos Ezpeleta jr, trentenne managing director della Dorna. "Invece oggi abbiamo 19 date confermate, e speriamo di aggiungere le gare di Argentina e Texas. Non sappiamo ancora se il pubblico potrà assistere, dipenderà dai rispettivi governi: ma si correrà regolarmente, questo è certo. Ci muoveremo da un Paese all'altro con relativa tranquillità".
Vaccino, non tutti i piloti hanno detto sì
Ezpeleta ringrazia il Qatar, che ha messo a disposizione gratuitamente i vaccini Pfizer per la grande "famiglia" delle moto e garantisce tamponi molecolari per tutti ogni 3 giorni (i giorni diventano 6, dopo la prima settimana). E' vero però che la vaccinazione è volontaria, e non tutti hanno aderito. Tra di loro una mezza dozzina di piloti delle 3 categorie, almeno uno della MotoGP. La prima dose è stata somministrata ad un migliaio di persone già all'inizio del mese, quando la carovana è atterrata a Doha per i test ufficiali della stagione. Molti hanno fatto anche il richiamo, per gli altri è questione di poco. L'organizzazione del Ministero della Salute Pubblica qatarino - retto da una donna, la dottoressa Hanan Mohamed Al Kuwari - sembra ineccepibile. Chi appartiene alla "bolla" sportiva viene sottoposto ad un primo tampone molecolare subito all'arrivo in aeroporto, rimane 24 ore in quarantena nella propria camera d'albergo, poi raggiunge il circuito di Losail con un percorso "blindato". Iper-controllato il trasferimento alla struttura pubblica per le somministrazioni del vaccino, operazione che si conclude in pochi minuti. Gli altri tamponi vengono poi eseguiti all'ingresso del circuito.
Valentino Rossi: "Farò il richiamo dopo la gara"
"Io dovrei fare la seconda dose dopo la gara di domenica", racconta Valentino Rossi. "Siamo dei privilegiati, ad avere una opportunità del genere", ammette il Doc. Che lo scorso anno aveva contratto il Covid tornato dal gp di Le Mans: "Ho incontrato un amico di Milano, che tra l'altro era tutto contento perché gli avevano appena comunicato che era negativo. Invece. E' bastata una stretta di mano". Il pesarese è rimasto chiuso per un mese nella sua casa di Tavullia. "I primi giorni ho avvertito un gran mal di schiena e un po' di febbre, poi più nulla. Ma non tornavo mai negativo. E ho finito per contagiare anche mia mamma, che veniva a portarmi da mangiare".
"Fino al mese scorso il mondiale era a rischio"
Carlos Ezpeleta spiega che i buoni rapporti col Qatar si sono rivelati fondamentali, "perché quando a febbraio sono stati annullati i test in Malesia avevamo bisogno di dare subito una buona notizia e rassicurare tutti. Così le prove si svolte in Qatar, dove hanno dato la disponibilità anche ad ospitare un secondo gp la domenica successiva. Abbiamo salvato il motomondiale". Il giovane manager dice che c'è "una gran voglia di dare delle belle notizie, però altrove la situazione non sta migliorando". Anche in Qatar il numero dei contagi è salito, e il governo ha stretto ancora sul protocollo: agli ospiti degli alberghi è vietato accedere alle piscine ed altri luoghi pubblici considerati potenzialmente "pericolosi", la mascherina naturalmente è obbligatoria. All'interno del paddock, poi, sono severissimi. Domenica scorsa hanno potuto assistere alla gara 1.500 persone. A proposito di calendario, secondo alcune 'voci' il gp francese -in programma a maggio - potrebbe saltare. "Mai sentito nulla del genere", smentisce Ezpeleta. "Non sappiamo ancora se il pubblico potrà assistervi, ma sicuramente a Le Mans si correrà".