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Sinner si ritira a Parigi Bercy dopo aver finito la partita a notte fonda. “Neanche 12 ore per recuperare”

Jannik Sinner, 22 anni

Jannik Sinner, 22 anni

 (afp)

Dopo il match vinto in notturna contro McDonald, l’azzurro dà forfait: avrebbe dovuto giocare negli ottavi alle 17 contro De Minaur

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Jannik Sinner s’è ritirato dal Masters 1000 di Parigi Bercy. Troppo poco il tempo per recuperare dalla fatica del match di ieri, in realtà finito oggi, alle 2.37 della notte. I tre set contro l’americano McDonald hanno lasciato il segno, e d’altronde l’azzurro aveva già fatto capire: “Vediamo come mi sentirò quando mi sveglio”. Sensazioni poi confermate: “Sono dispiaciuto di annunciare – ha scritto il tennista azzurro sui propri canali social – che mi ritiro della partita di oggi a Bercy. Ho finito il match quando erano quasi le 3 del mattino e sono andato a letto solo qualche ora più tardi. Avevo meno di 12 ore per riposarmi e preparare la prossima partita”.

Vietato correre rischi

Il senso è che Sinner abbia fatto benissimo: ritornando in campo, oltre alla stanchezza, avrebbe anche corso il rischio di infortuni proprio alla vigilia delle Atp Finals di Torino, l’evento clou (insieme alla Coppa Davis) della parte finale della stagione. Ne beneficia dunque De Minaur, l’avversario che avrebbe dovuto affrontare che dunque avanza ai quarti. L’australiano non ha mai battuto il numero uno azzurro.

La programmazione sbagliata

Resta la polemica, il dibattito o la discussione sugli orari e la programmazione dei match serali. Oggettivamente il solo immaginare di far entrare in campo alle 22 due giocatori (Rune e Thiem) lascia perplessi, figuriamoci Sinner e McDonald a mezzanotte. Stiamo parlando, poi, di tornei che non hanno il giorno di riposo (come gli Slam), quindi davvero diventa faticoso, per non dire impossibile, il recupero delle energie.

Bertolucci: “Forse ora qualcuno aprirà gli occhi”

Se Sinner ha sottolineato a modo suo, con il suo garbo (e coach Cahill, che è con lui a Parigi, ha tenuto la linea), è in Italia che s’è alzato l’indice accusatorio. “Da un lato spiace molto, perché sarebbe stato importante averlo oggi in campo, dall'altro sono contento perché vuol dire che forse qualcuno aprirà gli occhi e capirà di aver commesso un'ingiustizia sportiva” ha commentato Paolo Bertolucci, e Adriano Panatta gli ha dato man forte: “Ha ragione Sinner non si può giocare alle 2.30 di notte. Devono cambiare, non è la prima volta che succede. Sono orari che non esistono perché sbilanciano il metabolismo”.

Un calendario da rivedere

Il tema degli orari di gioco fa litigare atleti e tornei da sempre. Questi ultimi si difendono dicendo che devono mettere insieme più interessi, dal pubblico alle televisioni, ma oggettivamente l’argomento calendario deve diventare oggetto di riforma: basti pensare al turno di Coppa Davis programmato immediatamente dopo gli US Open che ha portato alle defezioni di Sinner, ma anche di Alcaraz ed altri colleghi meno noti.

Il record di Zverev

Il record, negativo, rimane comunque a Zverev che, nel 2022, battè l'americano Jenson Brooksby al torneo di Acapulco, al termine di una partita terminata alle 4.54 del mattino. A memoria si ricordano altri incontri nella storia del tennis conclusi oltre le tre del mattino, l'ultimo risaliva al 2008, Australian Open, quando l'australiano Lleyton Hewitt batté il cipriota Marcos Baghdatis alle 4.34 del mattino.

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