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Sinner ci riprova, cosa serve per battere (di nuovo) Djokovic nella finale delle Atp Finals

L’azzurro ha sconfitto il serbo nella fase a gironi, ma sa benissimo che dovrà cambiare qualcosa per ripetersi
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TORINO – E adesso come la mettiamo? Jannik Sinner ritrova dunque Novak Djokovic, che aveva battuto martedì sera. Ha avuto la possibilità di liberarsene, Sinner avrebbe potuto eliminare il serbo. Ma avrebbe dovuto essere antisportivo e invece ha giocato seriamente, battendo Rune e qualificando il numero uno del mondo. E ora rieccoli di fronte per l’ultimo atto delle Atp Finals: si può battere Djokovic, numero uno del mondo, per due volte in meno di una settimana? Che meccanismi si attivano? Proviamo ad anticipare il match in programma stasera alle 18, a cominciare dalle parole dei protagonisti.

Djokovic e l’esperienza

“Penso che la partita dell’altro giorno mi serva anche come ottimo strumento di preparazione: analizzando quella sconfitt…

TORINO – E adesso come la mettiamo? Jannik Sinner ritrova dunque Novak Djokovic, che aveva battuto martedì sera. Ha avuto la possibilità di liberarsene, Sinner avrebbe potuto eliminare il serbo. Ma avrebbe dovuto essere antisportivo e invece ha giocato seriamente, battendo Rune e qualificando il numero uno del mondo. E ora rieccoli di fronte per l’ultimo atto delle Atp Finals: si può battere Djokovic, numero uno del mondo, per due volte in meno di una settimana? Che meccanismi si attivano? Proviamo ad anticipare il match in programma stasera alle 18, a cominciare dalle parole dei protagonisti.

Djokovic e l’esperienza

“Penso che la partita dell’altro giorno mi serva anche come ottimo strumento di preparazione: analizzando quella sconfitta posso capire cosa deve essere fatto per vincere”. Il serbo ieri sera ha letteralmente strapazzato Carlos Alcaraz, lasciandogli solo cinque game e rimandandolo in Spagna con molti dubbi esistenziali. Si tiene la soddisfazione, e passa all’analisi della finale: “Finora Sinner è stato il miglior giocatore del torneo. Ha vinto quattro partite su quattro e ha giocato un ottimo tennis. Ovviamente cavalcando la grande ondata di tifo del pubblico italiano. Lui va a caccia del suo primo trofeo. Io del settimo. Mi sono già trovato in queste situazioni. Speriamo che l'esperienza possa aiutare un po'. Ma lui avrà il pubblico dalla sua parte. So cosa mi aspetto. Penso che avere già una partita contro di lui, in questo tipo di atmosfera, mi aiuti a prepararmi meglio. La prestazione della semifinale mi dà davvero buone sensazioni in vista della finale, perché ho giocato la mia migliore partita del torneo”.

Il piano di Sinner

“Cambieranno un paio di cose. Devo esserne consapevole. Devo essere molto attento e intelligente per capire cosa sta succedendo in campo”. Sinner non nasconde le insidie. Sa che bisogna gestire i ricordi, ma anche fare una sorta di reset, per non restarne imprigionati. “Giocare per la seconda volta con lo stesso giocatore comporta degli aggiustamenti. Da parte loro, ma anche da parte nostra, quindi diciamo che la cosa positiva è che ho vinto io l’ultima volta, mentre quella negativa è che sicuramente lui entrerà in campo con più cattiveria”. Detto ciò, Sinner avrà il suo piano: “Ho tante informazioni prima della partita, su come giocare. Poi deve essere bravo io a capire come e quando usare certe giocate. Credo di averlo fatto molto bene questa settimana, fino ad ora”.

Le strategie

Djokovic non è tipo da 20 ace a partita. Ma è un gran ribattitore. Sinner non lo aveva mai battuto prima. Come ha fatto? “Ha avuto coraggio negli scambi più importanti, io sono stato poco aggressivo nel primo set”. Questo il ricordo di Djokovic. Che, dunque, partirà a mille. E Sinner dovrà usare il servizio per evitare guai, cercando di cogliere eventuali chance che il serbo dovesse offrire. Ci sarà anche un derby d’Italia, nello staff dei due tennisti: Umberto Ferrara e Giacomo Naldi nel box di Sinner, contro Marco Panichi e Claudio Zimaglia in quello di Djokovic. Anche il loro ruolo sarà decisivo perché, come dice sempre Sinner: “Il riposo dopo un match è fondamentale”. Appuntamento alle 18, allora.

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