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Swiatek, la Wada non presenterà appello per la tennista polacca. Le differenze col caso Sinner

Iga Swiatek
Iga Swiatek (afp)

L’agenzia mondiale antidoping accetta la squalifica di un mese decisa dall’Itia, l’organismo indipendente che aveva assolto il campione italiano. Per l’azzurro, invece, ha presentato ricorso contro il proscioglimento

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Niente trattamento Sinner. La sospensione di un mese di Iga Swiatek per aver fallito un test antidoping non sarà impugnata dall'Agenzia mondiale antidoping perché la sua spiegazione "è plausibile". La Wada ha reso pubblica la sua decisione pochi minuti dopo che l'atleta polacca, vincitrice di cinque Slam ed ex numero uno al mondo, aveva battuto 6-0, 6-1 la tedesca Eva Lys negli ottavi di finale degli Australian Open. A differenza del caso Swiatek, la Wada ha presentato ricorso contro l'assoluzione di Jannik Sinner e ad aprile è prevista l'udienza presso la Corte arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, in Svizzera.

La contaminazione nel caso Sinner

Sinner non è stato sospeso perché l'International Tennis Integrity Agency (Itia) ha stabilito che non era stato negligente per la positività a due test per uno steroide anabolizzante a marzo. L’atleta italiano ha sostenuto di essersi contaminato col Clostebol dopo essere stato massaggiato dal fisioterapista Naldi, poi licenziato per questo motivo, che aveva curato una ferita a un dito con una pomata contenente la sostanza proibita.

La squalifica “light” di Swiatek

La risoluzione del caso di Swiatek è stata resa pubblica dall'Itia a fine novembre. Dopo la denuncia dell'Itia della contaminazione, Swiatek aveva accettato un periodo di sospensione di un mese: un tempo necessario per saltare i tre tornei asiatici di ottobre e – quando ci sono soltanto appuntamenti minori – per presentarsi alle Wta Finals.

La spiegazione della Wada

"La Wada – si legge nel comunicato – ha chiesto parere a un consulente legale esterno, il quale ha ritenuto che la spiegazione della contaminazione fornita dall'atleta fosse ben dimostrata, che la decisione dell'Itia fosse conforme al Codice mondiale antidoping e che non vi fossero basi ragionevoli per presentare ricorso al Tas".

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