ROMA — Non è un robot, non lo è mai stato. Jannik Sinner si ferma, spegne tutto, si chiude in casa tra gli affetti. Non sarà al Quirinale mercoledì nella festa del tennis azzurro. Non andrà a Rotterdam, dove avrebbe difeso il titolo. Lo rivedremo a Doha fra tre settimane: i medici gli hanno prescritto assoluto riposo. E anche se la sua assenza è destinata a creare polemiche, la priorità del campione è riprendersi completamente. La crisi accusata durante il match con Rune e quel recupero improvviso, dopo una chiacchierata col medico negli spogliatoi, raccontano che il suo malessere non era solo una questione fisica, c’era di mezzo anche un momento di fragilità emotiva. «Tutte e due le cose», ha confermato Sinner. Ha bisogno di isolarsi. Circondato dai parenti e dalle persone care, come fosse una medicina. «Stare finalmente insieme, parlare d’altro». Niente tennis.
La decisione di Sinner
Il capo dello Stato riceverà gli azzurri che hanno issato l’Italia in cima al mondo: le campion…
ROMA — Non è un robot, non lo è mai stato. Jannik Sinner si ferma, spegne tutto, si chiude in casa tra gli affetti. Non sarà al Quirinale mercoledì nella festa del tennis azzurro. Non andrà a Rotterdam, dove avrebbe difeso il titolo. Lo rivedremo a Doha fra tre settimane: i medici gli hanno prescritto assoluto riposo. E anche se la sua assenza è destinata a creare polemiche, la priorità del campione è riprendersi completamente. La crisi accusata durante il match con Rune e quel recupero improvviso, dopo una chiacchierata col medico negli spogliatoi, raccontano che il suo malessere non era solo una questione fisica, c’era di mezzo anche un momento di fragilità emotiva. «Tutte e due le cose», ha confermato Sinner. Ha bisogno di isolarsi. Circondato dai parenti e dalle persone care, come fosse una medicina. «Stare finalmente insieme, parlare d’altro». Niente tennis.
La decisione di Sinner
Il capo dello Stato riceverà gli azzurri che hanno issato l’Italia in cima al mondo: le campionesse della Billie Jean King Cup e i campioni della Davis. Un anno fa Sinner, dopo la prima Davis e il primo Slam a Melbourne, era stato il mattatore al Quirinale e aveva regalato la sua racchetta a Mattarella. Il presidente aveva invitato a «non mettere alcun tipo pressione» sul campione altoatesino e gli altri ragazzi italiani. Stavolta Jannik ha svelato i suoi dubbi sulla partecipazione prima di partire per il lungo viaggio di rientro da Melbourne. Sbarcato in Italia, ha confermato pubblicamente la sua assenza. Non c’è stata fino a martedì sera una interlocuzione diretta con il Quirinale, che ne ha solo preso atto.
Il tennis azzurro da Mattarella
Ad accompagnare gli azzurri dal presidente ecco Filippo Volandri, capitano della squadra che a Malaga ha riconquistato il prestigioso trofeo a squadre. «Li porto io, da Mattarella: sarà una giornata particolare, ce la siamo meritata». Con Matteo Berettini e Lorenzo Musetti, due che quest’anno puntano a entrare nella Top10, poi il doppio delle meraviglie formato da Simone Bolelli e Andrea Vavassori, sconfitto sabato nella finale australiana. Tra le donne, Jasmine Paolini – numero 4 del ranking –, che insieme a Sara Errani forma la coppia più bella del mondo, anche se nei giorni scorsi a Melbourne non è andata benissimo, poi Martina Trevisan (che ha saltato gli Australian Open per preparare meglio il resto della stagione) e la capitana Tathiana Garbin.
Sinner, obiettivo Roland Garros
Jannik, rientrato in Europa sullo stesso volo di Zverev, scompare per qualche giorno. Quello che è accaduto a Melbourne, quando la mano gli tremava e sembrava sul punto del ritiro, è un campanello d’allarme che lo costringe a ripensare la sua stagione. Il suo vantaggio nel ranking resta molto ampio, rimarrà ancora a lungo il numero uno, comunque vadano le cose. Poi, a Pasqua, conoscerà il verdetto del Tas sul caso Clostebol. Il suo pensiero più grande, lo ha definito. Ha un preciso progetto in mente: «La terra rossa è sempre stata la superficie dove mi sono trovato peggio: devo migliorare. Imparare». Obiettivo Parigi. Lo scorso anno era arrivato sino alle semifinali del Roland Garros, battuto da Alcaraz. Una sconfitta che ancora gli brucia. «So di poter fare molto meglio, ma ho bisogno di prendere più confidenza con quel terreno». Adesso lasciatelo riposare. Tornerà presto, ancora più forte.