Boxe, Alvarez si conferma campione. Ma che paura per Khan
di LUIGI PANELLA
Alvarez preoccupato per le condizioni di Khan (reuters)
Drammatica conclusione del mondiale dei medi Wbc. Un terrificante destro alla sesta ripresa chiude il match tra 'Canelo' e il britannico, che resta al tappeto per qualche interminabile minuto
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Forse quello che ha avuto più paura di tutti è stato proprio Saul Alvarez, in ginocchio al cospetto di Amir Khan che, immobile al tappeto, cercava chissà cosa con uno sguardo inquietante nel vuoto. Qualche minuto, sembra qualche anno, poi per fortuna, il britannico di origine pakistana si riprende. Il mondiale dei medi nella versione Wbc, tra Alvarez e Khan, vive su un lampo accecante. E' il sesto round: un destro del messicano, preciso e di straordinaria potenza, manda in frantumi la mascella del britannico e i sogni dei 4000 sostenitori giunti dal Regno Unito alla T-Mobile Arena di Las Vegas per sostenere il loro pugile.
Canelo, cannella (l'alias del messicano deriva dalla atipicità dei suoi capelli rossi), manda invece in visibilio un paese come il Messico che con la boxe ha un rapporto quasi mistico. Per far capire che significhi il ring da quelle parti, basta pensare che Alvarez a 15 anni (ora ne ha 25) era già professionista e che i suoi sei fratelli maschi sono tutti pugili. Hanno avuto ragione coloro che giudicavano improponibile la sfida di Khan al trono dei medi. Troppo poco strutturato per poter competere in una categoria del genere, lui che a17 anni aveva conquistato la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene, ma tra i pesi leggeri.
Khan al tappeto (reuters)
I sostenitori della sfida impossibile portavano ad esempio il ko subito da Khan ad opera di Danny Garcia: il britannico conduceva prima di arrendersi alla potenza del rivale, ed eravamo ancora nei superleggeri. Per spuntarla con Alvarez, Khan avrebbe avuto bisogno del match perfetto. Per cinque round, in virtù della sua classe cristallina e della sua notevole velocità, crea impaccio all'avversario, poi si spegne la luce. "Quando mi hanno proposto questo match era difficile dire di no, ma è chiaro che ho combattuto in una categoria che non è la mia -spiega Khan-. Ho comunque dimostrato di avere molto coraggio ad affrontare un avversario del genere".
"Era chiaro che un avversario di questa velocità potesse crearmi dei problemi, si trattava solo di aspettare il momento giusto", è il commento di Alvarez, alla 47esima vittoria a fronte di un pari ed una sconfitta (contro Mayweather). Poi quando gli fanno la domanda sulla sfida a 'triple G', parte il boato del pubblico e lui replica: "Sono pronto, non ho paura di nessuno". GGG è Gennady Golovkin, il kazako padrone delle altre fette di titolo, presente a bordo ring e probabilmente miglior pugile pound for pound. Canelo, almeno a parole, accetta la sfida che tutti vorrebbero: tripudio, e gli occhi del suo promoter, l'ex fuoriclasse Oscar De La Hoya, si illuminano. "Inizierò subito le trattative per questo match", e nelle pupille del golden boy sembra di vedere il simbolo del dollaro...
Oscar De La Hoya a bordo ring (afp)