Ormai in Messico, dove è un vero idolo, ma anche negli Usa e in tutti i posti dove la boxe conta tanto, Saul 'Canelo' Alvarez ha l'appeal di un capo di stato. Campione del mondo dei pesi medi, pugile di interesse planetario: merito anche di DAZN, che su di lui ha puntato fortissimo. Trecentosessantacinque milioni di dollari per undici match, il primo dei quale archiviato senza badare troppo al sottile contro il britannico Fielding, abbattuto in tre round. Il prossimo, sulla carta ben più probante, il 4 maggio a Las Vegas contro Daniel Jacobs, uno capace di uscire bene, sia pure sconfitto ai punti, da 12 riprese contro quel Gennady Golovkin contro il quale Canelo ha sostenuto due match (un pari e una vittoria per il messicano) dai verdetti molto discussi.
Alla conference call che lo ha visto protagonista, Canelo è stato introdotto dal mito Oscar De La Hoya, patron della Golden Boy che gestisce il pugile, e accompagnato dai due storici allenatori, i fratelli Jose ed Eddy Reynoso. Le domande più gettonate sono state proprio quelle sul terzo incontro con Golovkin: "Certo - replica Canelo -, ma prima sarebbe il caso che Golovkin incontrasse Andrade (nella giungla della boxe è il campione Wbo, ndr). Poi, entro l'anno, il match si potrebbe". Chiaro l'obbiettivo di Alvarez, che punta a riunificare sotto il suo dominio tutte le corone dei pesi medi. A proposito, c'è anche un chiarimento sulla effettiva categoria nella quale vuole continuare: "E' questa, proseguo nei medi". Grandi progetti quindi, ma prima l'incontro con Jacobs, pugile tatticamente molto interessante: "Sarà un incontro molto complicato soprattutto nei primi round. Lui è molto bravo, sa cambiare guardia, conosce l'arte di muoversi sul ring. Sono però pronto ad adattarmi alla sua boxe per poi imporre la mia".
Altra caratteristica di Jacobs, è una certa prevalenza fisica, da medio naturale: "Sono un combattente, abituato a combattere contro grandi campioni. Penso possa bastare...". Grandi campioni come Floyd Mayweather, l'unico ad averlo battuto ma soprattutto l'unico ad avergli inflitto una vera lezione di boxe: "In ogni match impari qualcosa. Se oggi sono quello che sono è anche per l'esperienza maturata in passato".
Boxe e patria, la prossima sfida arriva nel week end del 5 di maggio. In Messico si celebra la vittoria contro i francesi nel 1862: "Amo combattere quando nel mio paese arrivano queste date importanti. Per me maggio e settembre (il 15 è la festa dell'indipendenza, ndr) sono molto importanti, mi motivano". La leggenda vuole un Alvarez 'protetto' dai giudici, tanto che sembra Jacobs abbia detto di volerlo mettere giù per evitare problemi con i giudici... "Non ci penso, non provo alcun fastidio. Tutti possono esprimere le proprie opinioni, è giusto così e fa parte del gioco"
Alla conference call che lo ha visto protagonista, Canelo è stato introdotto dal mito Oscar De La Hoya, patron della Golden Boy che gestisce il pugile, e accompagnato dai due storici allenatori, i fratelli Jose ed Eddy Reynoso. Le domande più gettonate sono state proprio quelle sul terzo incontro con Golovkin: "Certo - replica Canelo -, ma prima sarebbe il caso che Golovkin incontrasse Andrade (nella giungla della boxe è il campione Wbo, ndr). Poi, entro l'anno, il match si potrebbe". Chiaro l'obbiettivo di Alvarez, che punta a riunificare sotto il suo dominio tutte le corone dei pesi medi. A proposito, c'è anche un chiarimento sulla effettiva categoria nella quale vuole continuare: "E' questa, proseguo nei medi". Grandi progetti quindi, ma prima l'incontro con Jacobs, pugile tatticamente molto interessante: "Sarà un incontro molto complicato soprattutto nei primi round. Lui è molto bravo, sa cambiare guardia, conosce l'arte di muoversi sul ring. Sono però pronto ad adattarmi alla sua boxe per poi imporre la mia".
Altra caratteristica di Jacobs, è una certa prevalenza fisica, da medio naturale: "Sono un combattente, abituato a combattere contro grandi campioni. Penso possa bastare...". Grandi campioni come Floyd Mayweather, l'unico ad averlo battuto ma soprattutto l'unico ad avergli inflitto una vera lezione di boxe: "In ogni match impari qualcosa. Se oggi sono quello che sono è anche per l'esperienza maturata in passato".
Boxe e patria, la prossima sfida arriva nel week end del 5 di maggio. In Messico si celebra la vittoria contro i francesi nel 1862: "Amo combattere quando nel mio paese arrivano queste date importanti. Per me maggio e settembre (il 15 è la festa dell'indipendenza, ndr) sono molto importanti, mi motivano". La leggenda vuole un Alvarez 'protetto' dai giudici, tanto che sembra Jacobs abbia detto di volerlo mettere giù per evitare problemi con i giudici... "Non ci penso, non provo alcun fastidio. Tutti possono esprimere le proprie opinioni, è giusto così e fa parte del gioco"