ROMA - La pandemia ci ha costretti a chiuderci in casa, campionati e gare sono stati sospesi. E 1,7 milioni di italiani, tra il 2019 e il 2020, hanno smesso di fare sport. In un anno si è passati da 14 milioni e 874 mila a 13 milioni e 113 mila tesserati. È il dato più preoccupante del report "I numeri dello sport 2019-2020" stilato dal Coni, a cui ha fatto da controparte l'analisi sui "Numeri dello sport dopo il Covid-19. Da dove ripartiamo" dell'Istat. L'Istituto nazionale di statistica sottolinea come siano i giovani la parte più consistente ad aver smesso di fare attività fisica. Ma, per il 2022, è previsto un ritorno alla normalità. I due rapporti sono stati presentati al Salone d'Onore del Coni dal padrone di casa, Giovanni Malagò, e dal presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo. Un appuntamento annuale che ritorna dopo tre anni di stop dovuti proprio al Covid.
I numeri dello sport italiano
Gli oltre 13 milioni di italiani che nel 2020 hanno praticato uno sport erano tesserati a una Federazione sportiva nazionale, hanno praticato una disciplina sportiva associata o si sono appoggiati a un ente di promozione sportiva. Tra loro 1,4 milioni di operatori sportivi: dirigenti, tecnici, arbitri, ufficiali di gara. Ben 115 mila società dilettantisiche hanno un'affiliazione con uno o più organismi legati al Coni, per 146 mila legami complessivi. Che riguardano 102 sport che si sviluppano in 371 discipline. Nel 2019 le società iscritte nel registro del Coni erano 5.166 in più, le affiliazioni 7.167 in più. "Leggende questi dati - ha precisato Malagò - bisogna tenere in considerazione i periodi di iscrizione, che possono coincidere con l'anno solare o l'inizio della stagione sportiva".
Malagò: "Dal Pnrr briciole per lo sport a scuola"
L'Istat ha previsto per il 2022 il ritorno alla situazione pre pandemia. Ma il futuro preoccupa, soprattutto a livello professionistico. "Dopo il boom di nuovi tesseramenti dopo le Olimpiadi di Rio 2016, è stato un quadriennio olimpico difficile. Hanno influito negativamente l'incertezza economica, il calo demografico e la pandemia. Vinciamo tanto - ha proseguito il numero uno dello sport italiano - perché ai livelli massimi ci distinguiamo per competenza e organizzazione. Ma alla lunga, senza l'intervento dello Stato, sarà sempre più dura vincere. Non vorrei essere nei panni di chi mi succederà. Dei 209 miliardi di euro del Pnrr, solo 700 milioni sono previsti per le palestre scolastiche. Zero al Coni, una scelta imbarazzante". "L'aspetto demografico - ha aggiunto Blangiardo - sarà decisivo nei prossimi anni: nel 2070 l'Italia avrà 12 milioni di abitanti in meno, negli ultimi otto anni abbiamo perso 1,3 milioni di residenti".
Blangiardo: "I giovani si sono chiusi in camera, non fanno più sport"
Il rapporto dell'Istat si allarga dai tesserati a tutte le persone che praticano attività sportiva. La distinzione è tra attivi e sedentari. "Siamo un Paese dove la pratica sportiva è in crescita, nonostante il crollo del 2019 e il confronto impietoso con altri nazioni europee. A preoccupare di più - ha proseguito Blangiardo - è il calo di giovani sportivi, segnati dalla pandemia e non desiderosi di rimettersi in moto". Nel 2019 quasi il 70 per cento dei giovani tra gli 11 e i 17 anni faceva sport, nel 2021 si è passati al 55 per cento circa. Conforta invece il leggero aumento di chi fa moto tra i 25 e i 34 anni, sia tra gli uomini che tra le donne. Numeri che si inseriscono in un contesto definito: un italiano su tre è sedentario.
Gli sport più amati dagli italiani
Dal report del Coni si apprende infine che le Federazioni che hanno più tesserati sono quelle del calcio, del tennis, della pallavolo, del basket e dell'atletica leggera. Tutti in attesa del padel, che con ogni probabilità stravolgerà la graduatoria del 2021. Sia per numero di tesserati che per società affiliate, in tutte le regioni al primo posto c'è la Figc. Tranne che in Valle d'Aosta, dove per prima cosa si scia, poi semmai si pensa al calcio.