ROMA - Il guru della pallavolo italiana torna ad allenare nel belpaese e non accadeva dalla stagione 2011-2012 quando sedeva sulla panchina di Modena. Stiamo parlando di Daniele Bagnoli che da venerdì scorso ha preso sotto le proprie cure la Top Volley Latina. La società delusa dall'avvio di stagione alquanto balbettante della formazione pontina ha deciso di correre ai ripari e lo ha fatto con decisione facendo sedere sulla propria panchina l'allenatore con più titoli sul groppone di chiunque altro: Daniele Bagnoli ha conquistato trentasei titoli, seguito da Gianpaolo Montali con diciotto e Silvano Prandi diciassette. E per gli amanti dei record e delle cifre ci troviamo di fronte al recordman di scudetti, otto, che lo condivide con Franco Anderlini. Ma a questi si devono aggiungere altri tre: in Russia, Iran e Qatar. Insomma nella bacheca di Daniele Bagnoli c'è tutto: si possono contare con i club 19 titoli in Italia, 3 in Russia, 1 in Turchia, 1 in Iran, 1 in Qatar, 10 in Europa e uno in Asia. Con la nazionale russa ha vinto il bronzo nel 2009 e l'argento nel 2010 alla World league. Nonostante tutto ha ancora voglia di rimettersi in corsa e scommettere su stesso e su un altro successo personale anche se con una squadra non di vertice. Dopo aver preso la squadra in mano prima del weekend, ha subito un ko a Piacenza e mercoledì nel turno infrasettimanale c'è il derby contro Sora, scherzi del calendario perché i ciociari sono allenati dal fratello Bruno Bagnoli. Insomma in famiglia, al termine della nona giornata, qualcuno sorriderà.
Bagnoli, bentornato nel campionato italiano.
"Ho allenato tanto all'estero che avevo voglia di tornare nel mio paese e allenare nel campionato italiano. Ho la possibilità di parlare la mia lingua e farmi capire al cento per cento quando spiego le cose. A Latina ho trovato una buona organizzazione e questo mi ha permesso, nonostante sia atterrato solo venerdì, di sedermi in panchina nella gara giocata a Piacenza".
Per Latina un coach dal nome altisonante.
"Il passato lasciamolo ai libri, i trofei vinti sono dei bei ricordi, ma se sono arrivato a Latina e per la voglia di rimettermi in gioco. Non sono in una squadra di vertice, però è necessario pensare a costruire un gruppo che faccia importanti passi in avanti rispetto alla classifica attuale. Entrare a stagione in corso non è mai così semplice ma ci siamo trovati in una situazione dove era necessario farlo".
Quindi grandi stimoli per questa nuova avventura.
"Assolutamente sì e tanti. Per me è già uno stimolo fondamentale tornare in Italia e sono curioso di vivere un'esperienza in una squadra che parte da una posizione di classifica abbastanza bassa in questo momento e vedere che cosa si riesce a fare. Questa classifica dobbiamo raddrizzarla il prima possibile".
Ma l'allenatore può fare la differenza?
"Penso di sì, anche se sono cosciente che è difficile perché i grandi protagonisti rimangono i giocatori in campo. E' chiaro che ci sono dei momenti in cui l'allenatore deve prendersi delle responsabilità con decisioni su come giocare un pallone e sul giocatore da seguire più da vicino o viceversa su quello da lasciare stare. Per raggiungere un feeling con l'intera rosa, però, serve tempo".
Come ha trovato la squadra?
"Ancora è presto per dirlo. La squadra voglio conoscerla da vicino e vederla sotto pressione per dare una valutazione, dobbiamo lavorare bene e con intensità e ci sono giocatori che devono essere gestiti".
Ci sono atleti che conosci bene.
"Certo, conosco Fei perché l'ho avuto molti anni, conosco anche Maruotti perché è cresciuto nel settore giovanile della Sisley Treviso. Mentre con Sottile ci siamo incontrati spesso negli ultimi quindici anni".
L'esperienza non manca.
"Per quello che ho visto Latina è una squadra sufficientemente esperta che ha risentito della mancanza dell'opposto titolare e che ha bisogno di ottenere dei risultati per tornare a esprimersi in scioltezza. L'importante è che i ragazzi stiano bene fisicamente anche perché la squadra ha buoni valori, voglio trasferire qualche concetto e conoscerli meglio. Cambieremo subito l'organizzazione di gioco e sarà necessario avere maggiore lucidità e freddezza nei momenti clou. A Piacenza non siamo stati bravi ad approfittare dei loro cali. Bisogna saper leggere i momenti della gara. Dobbiamo cambiare atteggiamento durante le partite e le possibilità per farlo ci sono. Basta avere il tempo di lavorare per entrare in sintonia".
Qualche altra indicazione dalla gara giocata a Piacenza?
"Nel complesso la squadra ha giocato una buona partita, in alcuni casi è mancata la sintonia con l'opposto, meglio con i centrali e dobbiamo difendere qualche pallone in più".
Il prossimo avversario appare più abbordabile.
"Non dobbiamo commettere l'errore di pensare troppo all'avversario sia che si chiami Modena o Lube oppure Sora come mercoledì. Ai giocatori ho raccomandato di avere come punto di riferimento noi stessi, il nostro gioco e le nostre caratteristiche. Non dobbiamo preoccuparci tanto degli altri e non dobbiamo subire psicologicamente in maniera negativa le difficoltà di una gara".
Che cosa ti aspetti dalla prossima gara?
"Ancora poco perché non c'è il tempo per allenarsi. Comunque diventa importante vedere come reagisce il gruppo messo sotto pressione dalla necessità di vincere per forza. Contro Sora è una partita alla pari. I segnali che arriveranno possono farmi rendere conto se possiamo far diventare la stagione accettabile".
Sarà la prima di Bagnoli in casa a Latina da allenatore.
"Riguardo il pubblico posso dire che ho fatto playoff infuocati a Latina in passato e mi ricordo di grandi battaglie, dove ho anche perso nonostante fossimo la squadra favorita. Il pubblico è molto corretto, entusiasta e spero di farlo tornare in massa al palazzetto. Questo è un obiettivo che la squadra deve avere. Dobbiamo essere, vincenti per mentalità".
Bagnoli, bentornato nel campionato italiano.
"Ho allenato tanto all'estero che avevo voglia di tornare nel mio paese e allenare nel campionato italiano. Ho la possibilità di parlare la mia lingua e farmi capire al cento per cento quando spiego le cose. A Latina ho trovato una buona organizzazione e questo mi ha permesso, nonostante sia atterrato solo venerdì, di sedermi in panchina nella gara giocata a Piacenza".
Per Latina un coach dal nome altisonante.
"Il passato lasciamolo ai libri, i trofei vinti sono dei bei ricordi, ma se sono arrivato a Latina e per la voglia di rimettermi in gioco. Non sono in una squadra di vertice, però è necessario pensare a costruire un gruppo che faccia importanti passi in avanti rispetto alla classifica attuale. Entrare a stagione in corso non è mai così semplice ma ci siamo trovati in una situazione dove era necessario farlo".
Quindi grandi stimoli per questa nuova avventura.
"Assolutamente sì e tanti. Per me è già uno stimolo fondamentale tornare in Italia e sono curioso di vivere un'esperienza in una squadra che parte da una posizione di classifica abbastanza bassa in questo momento e vedere che cosa si riesce a fare. Questa classifica dobbiamo raddrizzarla il prima possibile".
Ma l'allenatore può fare la differenza?
"Penso di sì, anche se sono cosciente che è difficile perché i grandi protagonisti rimangono i giocatori in campo. E' chiaro che ci sono dei momenti in cui l'allenatore deve prendersi delle responsabilità con decisioni su come giocare un pallone e sul giocatore da seguire più da vicino o viceversa su quello da lasciare stare. Per raggiungere un feeling con l'intera rosa, però, serve tempo".
Come ha trovato la squadra?
"Ancora è presto per dirlo. La squadra voglio conoscerla da vicino e vederla sotto pressione per dare una valutazione, dobbiamo lavorare bene e con intensità e ci sono giocatori che devono essere gestiti".
Ci sono atleti che conosci bene.
"Certo, conosco Fei perché l'ho avuto molti anni, conosco anche Maruotti perché è cresciuto nel settore giovanile della Sisley Treviso. Mentre con Sottile ci siamo incontrati spesso negli ultimi quindici anni".
L'esperienza non manca.
"Per quello che ho visto Latina è una squadra sufficientemente esperta che ha risentito della mancanza dell'opposto titolare e che ha bisogno di ottenere dei risultati per tornare a esprimersi in scioltezza. L'importante è che i ragazzi stiano bene fisicamente anche perché la squadra ha buoni valori, voglio trasferire qualche concetto e conoscerli meglio. Cambieremo subito l'organizzazione di gioco e sarà necessario avere maggiore lucidità e freddezza nei momenti clou. A Piacenza non siamo stati bravi ad approfittare dei loro cali. Bisogna saper leggere i momenti della gara. Dobbiamo cambiare atteggiamento durante le partite e le possibilità per farlo ci sono. Basta avere il tempo di lavorare per entrare in sintonia".
Qualche altra indicazione dalla gara giocata a Piacenza?
"Nel complesso la squadra ha giocato una buona partita, in alcuni casi è mancata la sintonia con l'opposto, meglio con i centrali e dobbiamo difendere qualche pallone in più".
Il prossimo avversario appare più abbordabile.
"Non dobbiamo commettere l'errore di pensare troppo all'avversario sia che si chiami Modena o Lube oppure Sora come mercoledì. Ai giocatori ho raccomandato di avere come punto di riferimento noi stessi, il nostro gioco e le nostre caratteristiche. Non dobbiamo preoccuparci tanto degli altri e non dobbiamo subire psicologicamente in maniera negativa le difficoltà di una gara".
Che cosa ti aspetti dalla prossima gara?
"Ancora poco perché non c'è il tempo per allenarsi. Comunque diventa importante vedere come reagisce il gruppo messo sotto pressione dalla necessità di vincere per forza. Contro Sora è una partita alla pari. I segnali che arriveranno possono farmi rendere conto se possiamo far diventare la stagione accettabile".
Sarà la prima di Bagnoli in casa a Latina da allenatore.
"Riguardo il pubblico posso dire che ho fatto playoff infuocati a Latina in passato e mi ricordo di grandi battaglie, dove ho anche perso nonostante fossimo la squadra favorita. Il pubblico è molto corretto, entusiasta e spero di farlo tornare in massa al palazzetto. Questo è un obiettivo che la squadra deve avere. Dobbiamo essere, vincenti per mentalità".