ROMA - La Bunge Ravenna galleggia a ridosso del centro della classifica, nono posto, sogna l'aggancio alla zona playoff (valida fino all'ottava posizione) e sorride per le sei vittorie ottenute. Ma la più preziosa e inattesa arriva nel periodo di Natale, proprio quando c'è maggiore voglia di festeggiare, e si materializza in uno degli impianti per la pallavolo più famosi d'Italia e d'Europa: il PalaPanini a Modena. A cadere sotto i colpi di Van Garderen e soci addirittura i campioni d'Italia. C'è poco tempo per godersi l'impresa perché giovedì sera, in occasione della quarta giornata di ritorno della SuperLega (ultimo del 2016), in Romagna arriva Perugia (reduce da otto vittorie consecutive), un altro "gigante" della pallavolo degli ultimi anni in piena ascesa. La Bunge resta con i piedi per terra, sogna quanto basta, poi si sveglia e sa che per adesso l'ha fatta davvero grossa. Coach Fabio Soli, voluto in Romagna dal direttore generale Marco Bonitta (ex ct della nazionale femminile), reduce dalla promozione nella massima serie ottenuta con Sora guarda avanti e spera.
Soli, dopo Modena, giovedì tocca a Perugia?
"Speriamo (sorride l'allenatore, ndr). Sognare non costa nulla, ma ricordiamo che dobbiamo affrontare un'altra supercorazzata del massimo campionato. Perugia come Modena ha un organico superiore con enormi qualità e con panchine molto lunghe. L'unica cosa che possiamo sperare di avere dalla nostra è il fattore rilassamento. Vale a dire se Perugia, così come potrebbe essere successo all'Azimut, non arriva dalle nostre parti con il coltello tra i denti e ci lascia qualche spiraglio proveremo a dire la nostra".
Però contro i campioni d'Italia la Bunge è arrivata fino in fondo.
"Quando riesci a vincere in palazzetti come quello di Modena ci devono essere tante componenti favorevoli. A cominciare da una partita sotto tono degli avversari e viceversa una grande prestazione da parte nostra. Lunedì in Emilia queste congiunzioni sono state favorevoli. E' stato un momento magico, abbiamo vinto una gara importante contro una delle corazzate del torneo, una cosa che ci mancava. E' l'atteggiamento con cui ci siamo mossi in campo mi farebbe piacere vederlo sempre da parte dei miei ragazzi".
Invece che cosa non vorresti vedere in campo da parte della tua squadra?
"Mi arrabbio quando il mio gruppo non crede in se stesso, perché deve avere coscienza delle sue capacità. A Modena siamo stati puliti, costanti e pazienti, soffrendo quando c'era da soffrire, subendo quando c'era da subire e colpendo quando si poteva colpire".
Forse giocare contro le grandi toglie pressione alle squadra.
"Direi proprio di sì. Siamo una formazione giovane con giocatori sotto rete di massimo ventisei anni, per il resto ci sono atleti di ventidue anni che non avevano mai visto finora un campo di SuperLega. Comunque devo ammettere che abbiamo fatto le nostre migliori prestazioni quando abbiamo affrontato le big e fatichiamo più del previsto contro formazioni della nostra fascia. Infatti forse sentiamo troppo la pressione di dover fare a ogni costo risultato, mentre quando non abbiamo niente da perdere la musica cambia e giochiamo rilassati".
Tipico dei giovani...
"Secondo me c'è poca consapevolezza del talento che questi ragazzi hanno a disposizione, prima ce ne accorgiamo davvero, prima saremo capaci di vincere altre gare come a Modena e toglierci simili soddisfazioni. Nelle sfide testa a testa, per capirci quelle che dobbiamo portare a casa, perdiamo tranquillità e qualche volta è capitato di non riuscire a dettare i nostri tempi durante la gara".
Qual è l'obiettivo di Ravenna?
"Il nostro scudetto è raggiungere i playoff. E sono convinto che entrare tra le prime otto non sarà facile. Il campionato nella seconda fascia e molto livellato e abbiamo già lasciato per strada punti importanti. Ancora non dobbiamo guardare la classifica, ma pensare giornata dopo giornata, e guadagnare quello che possiamo meritare".
Quali sono i fondamentali di riferimento dell'attuale Ravenna?
"Anche qui dimostriamo una certa discontinuità. Fino quasi alla fine del girone di andata l'attacco, con medie molto positive, era considerato il punto di forza con muro e battuta appena vicino alla sufficienza. Adesso, da circa sei o sette gare, la situazione si è capovolta e facciamo più fatica nella fase offensiva. Spero al più presto di poter bilanciare la situazione e avere un rendimento costante. Nel complesso, va detto, che sono soddisfatto del rendimento e della crescita da parte di tutto il gruppo. I ragazzi si impegnano e in palestra lavorano tanto".
A cominciare dai singoli. Torres è il vostro riferimento offensivo.
"Vorrei sottolineare che Ravenna è un gruppo di giocatori interessanti, che poi poggia su alcune individualità. Questi singoli a turno riescono a dare una grossa mano. Torres (terzo nella classifica dei marcatori, ndr) è tra questi, come succede e Van Garderen e Lyneel. Grande lavoro da parte dei centrali con Ricci che è andato oltre ogni più rosea previsione. E non dimentichiamo l'apporto dalla panchina".
In regia un altro giovane.
"E' tra i più interessanti palleggiatori della nuova generazione. Si tratta di un ragazzo che sta facendo un percorso importante, ha bisogno di giocare e misurarsi con i talenti che circolano nel nostro campionato. Lunedì scorso a Modena ha fatto girare bene la squadra e si è ben comportato nel confronto diretto con Orduna (palleggiatore di Modena, ndr)".
Il progetto iniziato quest'anno a che punto è arrivato?
"Un progetto che nonostante le risorse di partenza limitate ha già fatto vedere buone cose. Non avendo dei budget importanti la Bunge deve fare i conti con le proprie risorse e la nostra forza sono i giovani, da scoprire e valorizzare. Da parte mia c'è la massima disponibilità, mi piace lavorare con i ragazzi in palestra. Con loro abbiamo uno confronto continuo e vederli migliorare e crescere è il mio scudetto personale".
Soli, dopo Modena, giovedì tocca a Perugia?
"Speriamo (sorride l'allenatore, ndr). Sognare non costa nulla, ma ricordiamo che dobbiamo affrontare un'altra supercorazzata del massimo campionato. Perugia come Modena ha un organico superiore con enormi qualità e con panchine molto lunghe. L'unica cosa che possiamo sperare di avere dalla nostra è il fattore rilassamento. Vale a dire se Perugia, così come potrebbe essere successo all'Azimut, non arriva dalle nostre parti con il coltello tra i denti e ci lascia qualche spiraglio proveremo a dire la nostra".
Però contro i campioni d'Italia la Bunge è arrivata fino in fondo.
"Quando riesci a vincere in palazzetti come quello di Modena ci devono essere tante componenti favorevoli. A cominciare da una partita sotto tono degli avversari e viceversa una grande prestazione da parte nostra. Lunedì in Emilia queste congiunzioni sono state favorevoli. E' stato un momento magico, abbiamo vinto una gara importante contro una delle corazzate del torneo, una cosa che ci mancava. E' l'atteggiamento con cui ci siamo mossi in campo mi farebbe piacere vederlo sempre da parte dei miei ragazzi".
Invece che cosa non vorresti vedere in campo da parte della tua squadra?
"Mi arrabbio quando il mio gruppo non crede in se stesso, perché deve avere coscienza delle sue capacità. A Modena siamo stati puliti, costanti e pazienti, soffrendo quando c'era da soffrire, subendo quando c'era da subire e colpendo quando si poteva colpire".
Forse giocare contro le grandi toglie pressione alle squadra.
"Direi proprio di sì. Siamo una formazione giovane con giocatori sotto rete di massimo ventisei anni, per il resto ci sono atleti di ventidue anni che non avevano mai visto finora un campo di SuperLega. Comunque devo ammettere che abbiamo fatto le nostre migliori prestazioni quando abbiamo affrontato le big e fatichiamo più del previsto contro formazioni della nostra fascia. Infatti forse sentiamo troppo la pressione di dover fare a ogni costo risultato, mentre quando non abbiamo niente da perdere la musica cambia e giochiamo rilassati".
Tipico dei giovani...
"Secondo me c'è poca consapevolezza del talento che questi ragazzi hanno a disposizione, prima ce ne accorgiamo davvero, prima saremo capaci di vincere altre gare come a Modena e toglierci simili soddisfazioni. Nelle sfide testa a testa, per capirci quelle che dobbiamo portare a casa, perdiamo tranquillità e qualche volta è capitato di non riuscire a dettare i nostri tempi durante la gara".
Qual è l'obiettivo di Ravenna?
"Il nostro scudetto è raggiungere i playoff. E sono convinto che entrare tra le prime otto non sarà facile. Il campionato nella seconda fascia e molto livellato e abbiamo già lasciato per strada punti importanti. Ancora non dobbiamo guardare la classifica, ma pensare giornata dopo giornata, e guadagnare quello che possiamo meritare".
Quali sono i fondamentali di riferimento dell'attuale Ravenna?
"Anche qui dimostriamo una certa discontinuità. Fino quasi alla fine del girone di andata l'attacco, con medie molto positive, era considerato il punto di forza con muro e battuta appena vicino alla sufficienza. Adesso, da circa sei o sette gare, la situazione si è capovolta e facciamo più fatica nella fase offensiva. Spero al più presto di poter bilanciare la situazione e avere un rendimento costante. Nel complesso, va detto, che sono soddisfatto del rendimento e della crescita da parte di tutto il gruppo. I ragazzi si impegnano e in palestra lavorano tanto".
A cominciare dai singoli. Torres è il vostro riferimento offensivo.
"Vorrei sottolineare che Ravenna è un gruppo di giocatori interessanti, che poi poggia su alcune individualità. Questi singoli a turno riescono a dare una grossa mano. Torres (terzo nella classifica dei marcatori, ndr) è tra questi, come succede e Van Garderen e Lyneel. Grande lavoro da parte dei centrali con Ricci che è andato oltre ogni più rosea previsione. E non dimentichiamo l'apporto dalla panchina".
In regia un altro giovane.
"E' tra i più interessanti palleggiatori della nuova generazione. Si tratta di un ragazzo che sta facendo un percorso importante, ha bisogno di giocare e misurarsi con i talenti che circolano nel nostro campionato. Lunedì scorso a Modena ha fatto girare bene la squadra e si è ben comportato nel confronto diretto con Orduna (palleggiatore di Modena, ndr)".
Il progetto iniziato quest'anno a che punto è arrivato?
"Un progetto che nonostante le risorse di partenza limitate ha già fatto vedere buone cose. Non avendo dei budget importanti la Bunge deve fare i conti con le proprie risorse e la nostra forza sono i giovani, da scoprire e valorizzare. Da parte mia c'è la massima disponibilità, mi piace lavorare con i ragazzi in palestra. Con loro abbiamo uno confronto continuo e vederli migliorare e crescere è il mio scudetto personale".