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Volley, Stankovic applaude la Lube: ''Abbiamo imparato a soffrire''

La Lube festeggia la conquista della coppa 
Il trentunenne capitano della formazione marchigiano dopo la conquista della coppa Italia: ''La squadra ha imparato dai suoi errore, possiamo arrivare lontano anche nelle altre competizioni". Subito in campo, mercoledì c'è la Champions
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ROMA - Un successo atteso tanto, forse troppo, e per questo più bello rispetto ad altri del passato. La bacheca della Lube Civitanova si impreziosisce della quinta coppa Italia, finalmente la società che costruisce squadre di vertice da anni ha ritrovato la strada del successo. Il trofeo appena portato a casa è il numero diciassette della storia del club marchigiano: dodici titoli nazionali (3 scudetti) e cinque continentali.
Grande protagonista del week end di Casalecchio di Reno è stato il trentunenne capitano Dragan Stankovic, centrale serbo, nelle Marche ormai dal 2010. Un punto di riferimento in campo e fuori per tutta la squadra.

Stankovic, finalmente la Lube torna a vincere.
"Possiamo tornare a sorridere e gioire. Dopo che negli ultimi tre anni siamo sempre usciti in semifinale in qualsiasi competizione. Ora abbiamo fatto il giusto passo in avanti. Siamo soddisfatti di aver portato un altro trofeo nella bacheca della società. E la stagione è ancora lunga".
Pensiamo alla coppa Italia, in semifinale con Piacenza tanta paura.
"La partita giocata contro gli emiliani ha detto che la Lube ha imparato a soffrire e giocare punto a punto anche nelle partite che contano, quelle da dentro o fuori per intenderci".
A un certo punto forse sono riapparsi i fantasmi delle precedenti delusioni.
"In passato è successo spesso che vincevamo due a uno e poi restavamo fuori perché perdevamo al tie break. E visto l'andamento della gara il rischio si è manifestato di nuovo. Questa volta con un finale diverso".
Problemi mentali oppure tecnici?
"Senza dubbio si trattava di problemi psicologici, ci bloccavamo. Perché se guardiamo l'andamento del primo e terzo set contro Piacenza abbiamo concesso davvero poco e non penso sia stato qualcosa di tecnico. Adesso la squadra ha capito e può arrivare lontano anche nelle altre competizioni".
Invece nella finale contro Trento siete apparsi più tranquilli.
 
Stankovic premiato 
"Infatti, superato lo scoglio delle semifinali ci siamo detti: oggi scendiamo in campo con un'altra consapevolezza, giochiamo la partita palla dopo palla, senza commettere troppi errori e senza rischiare più di tanto. E così è stato".
In generale è una Lube in crescita.
"Sono convinto che stiamo giocando bene e tenendo un trend positivo. E dall'inizio della stagione che siamo in crescita, ma la svolta è arrivata, senza dubbio, dopo la sconfitta a Berlino nella prima gara di Champions league. Una batosta che è suonata come un risveglio, non potevamo sempre fare un gran lavoro in palestra, fare tutte le cose per bene e complicarci la vita con prestazioni del genere".
E' scattato qualcosa nel gruppo?
"Esatto, la reazione è stata da parte di tutti. Abbiamo ritrovato Jiri (Kovar, ndr) che dopo un anno difficile per gli infortuni, adesso ci sta dando una grossa mano. Permette a Grebennikov, uno dei migliori liberi al mondo, di presidiare la seconda linea e giocare nel suo ruolo senza dover ricorrere ad alchimie tattiche per metterlo in campo. Ma è tutta la rosa che è davvero competitiva, bisognerebbe trovare il modo di far giocare tutti. Restano in panchina campioni che sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra".
Mercoledì si gioca subito in Champions. C'è il rischio appagamento?
"Penso proprio di no. Abbiamo ancora tanta fame e voglia di arrivare in fondo. Dopo le delusioni degli ultimi periodi, è arrivato il momento di prenderci qualche soddisfazione. E' chiaro che siamo contenti per quello che abbiamo fatto e questo ci darà tanta carica, buon umore e fiducia per il prosieguo della stagione. Siamo un gruppo troppo esperto per commettere certi errori".
La festa è durata poco, ora c'è il Resovia.
"In effetti è durata solo qualche ora, ieri (domenica, ndr) sera in albergo ma poi già da oggi (lunedì, ndr) si torna in palestra per un impegno importante e anche decisivo. Infatti vincendo contro Resovia possiamo dire di aver superato il turno, poi dobbiamo giocarci il primo posto con i tedeschi di Berlino nel match decisivo sempre in casa. A proposito di impegni ravvicinati, se penso al passato, forse è meglio tornare a giocare. Gli anni scorsi ci siamo potuti riposare anche quindici giorni e poi alla fine siamo sempre stati estromessi. Adesso che non spezziamo il ritmo chissà se andrà meglio".
A chi vuole dedicare questa coppa Italia?
"La dedica principale va a tutto il territorio delle Marche che ha sofferto e sta soffrendo tanto a causa del terremoto. Speriamo di aver regalato una piccola soddisfazione a tutte le persone che sono in difficoltà. Un grazie va anche alla società che in questi anni ha avuto pazienza nonostante costruiva squadre vincenti e mancava sempre il passo decisivo per festeggiare".
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