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Volley, via alla finale scudetto Trento-Civitanova. Zaytsev contro i campioni di De Giorgi: “La Nazionale? Il mio numero ce l'hanno ancora"

Ivan Zaytsev, 34 anni (Facebook LUBE volley)
Ivan Zaytsev, 34 anni (Facebook LUBE volley) 
Alle 18.15 gara 1 dell'ultimo atto del campionato: in casa della Itas Trentino la Lube detentrice degli ultimi tre scudetti. Michieletto, Lavia e Sbertoli, oro mondiale a settembre in Polonia, trovano il grande escluso che in questa stagione è rinato a 34 anni: sacrificandosi anche in ricezione ("Una sofferenza")
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È il campionato dei campioni del mondo, il torneo nazionale più quotato del volley, ed è arrivata l'ora di proclamare un vincitore. Dopo l'eliminazione di Perugia che ha vinto tutte le partite di regular season, dopo due semifinali decise a gara 5, la lotta per lo scudetto comincia il primo maggio: gara 1 a Trento (ore 18.15 diretta RaiSport), in campo nel ruolo di favorita l'Itas Trentino contro la Lube Civitanova detentrice degli ultimi tre scudetti, arrivata alla sesta finale di fila. Alleggerita dalle responsabilità di vincere a tutti i costi dopo una stagione travagliata che all'improvviso ha risvegliato doti di lottatori in una squadra che sembrava da rifondare. Il bilancio stagionale è equilibrato (una vittoria a testa), il pubblico ha risposto con sold out sia alla Blm Group Arena di Trento che in gara 2 all'Eurosuole Forum, giovedì 4 maggio (ore 20.30).

Riccardo Sbertoli e Alessandro Michieletto (facebook Trentino Volley Srl)
Riccardo Sbertoli e Alessandro Michieletto (facebook Trentino Volley Srl) 

Ma dietro allo scontro tra due giganti del nostro volley, compresi gli allenatori Gianlorenzo Blengini e Angelo Lorenzetti, si intravede anche un confronto in chiave azzurra, che rimanda a un'estate di vigilia mondiale che si è consumata su scelte drastiche, per varare una Nazionale in grado di vincere il titolo in Polonia. A costo di un sacrificio importante. E come se questa finale fosse inghiottita da uno dei tanti dilemmi dello sport italiano - Baggio o non Baggio ai Mondiali 2002? - ecco un blocco consistente dell'Italia di Fefè De Giorgi arroccato a Trento contro il grande assente del Mondiale dello scorso settembre: Ivan Zaytsev. Rimasto a Civitanova dopo aver rischiato di finire la sua avventura di fronte a tante incognite fisiche, con un ginocchio tormentato da un'infiammazione cronica al tendine del quadricipite. Ora che tutto questo è alle spalle, Alessandro Michieletto, Daniele Lavia e Riccardo Sbertoli cercheranno di portare a Trento uno scudetto strappandolo a un giocatore ritrovato, senza tempo e senza più limiti apparenti nonostante i 34 anni compiuti.

Michieletto: "Civitanova non si arrende mai"

"Da bambino nel palazzetto di Trento ho assistito a tante finali scudetto: poterne vivere una da protagonista in campo è emozionante e bellissimo" sottolinea Alessandro Michieletto da Desenzano, pilastro della nazionale campione del mondo, che però ha già messo in guardia i suoi: "Affronteremo una squadra fortissima come Civitanova. I play-off raccontano che la Lube non si arrende mai e sa combattere sino alla fine in qualsiasi situazione. Dovremo fare così anche noi". Di questo spirito Zaytsev è uno dei massimi rappresentanti, e i numeri stanno lì a dimostrarlo: 386 punti, 28 ace di cui 0,28 per set, 49% in attacco, 30 muri. Michieletto vanta cifre ancora superiori: 447 punti, 39 ace, 48 % in attacco con 39 muri. Ma c'è una novità in casa Lube: il "sacrificio" di Zaytsev, che non solo colpisce in attacco ma si cimenta spesso in ricezione, con medie del 28% (Michieletto è al 17%) "Metto a disposizione della squadra tutto quello che ho. È una sofferenza ma se questo aiuta a vincere la squadra e a mantenere gli equilibri nello spogliatoio ben venga". ha spiegato al Corriere Adriatico Ivan, che intanto è arrivato a 24 attacchi vincenti dal muro dei 4.500.

Zaytsev: "Ora la mia nazionale è la Lube"

A inizio stagione insomma Civitanova si chiedeva se Zaytsev fosse ancora un giocatore da Superlega, ora si ritrova un uomo ovunque. Trascinatore anche per i più giovani della formazione. Le condizioni che hanno agevolato l'esclusione dalla Nazionale dello schiacciatore di radici russe non sono più precarie come la scorsa estate. Ma ora che la stagione azzurra sta per ripartire, tornano in mente i principi con cui De Giorgi ha costruito la sua Italia campione del mondo: "Ho cercato ragazzi che avessero doti tecniche, cultura del lavoro ma anche identità della maglia". Le porte sono aperte per tutti, ma quanto saranno aperte ancora per Zaytsev? Lui, nel dubbio, non ha ancora rinunciato alla maglia azzurra, "Il mio numero penso lo abbiano ancora. Sinceramente non spreco energie mentali a pensare a queste cose perché ora la mia nazionale è la Lube e la finale quella dello scudetto". Se voleva fare il solletico a De Giorgi, c'è riuscito.

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