Barlocco, cosa vi aspettate dall'S4 in Italia?
"Ci aspettiamo la conferma piena del fatto che sia il device di maggior successo tra quelli di fascia alta, il più performante, brillante, il "compagno di vita" come noi lo definiamo. Già l'S3 aveva conquistato la leadership di mercato, la nuova macchina, che è oggi lo smartphone più completo che c'è, lo sarà nuovamente".
Lo scenario di mercato, comunque, negli ultimi mesi è però molto cambiato...
"Sicuramente è cambiato lo scenario, anche i player, ce ne sono tanti che prima erano un po' fermi e invece si sono mossi, l'offerta è aumentata, ma la competizione è un bene. Ma è anche vero che la gente in un mercato in cui la disponibilità economica è limitata, spende meglio i suoi soldi, con maggiore attenzione, fa scelte più pensate e attente. Quando hai un portafoglio pieno puoi permetterti di sbagliare o di soddisfare la curiosità, se invece devi fare spesa oculata punti al meglio, guardi bene il rapporto qualità prezzo. In entrambi i casi pensiamo che l'S 4 sia una soluzione ottima, una macchina che ha un prezzo alto ma anche una qualità molto alta".
Certo lo sviluppo degli smartphone è arrivato ad uno stadio di maturità straordinaria. Come potranno evolversi in futuro?
"Nella tecnologia con l'S4 abbiamo fatto un passo ulteriore in avanti, oltre alle nomali app e funzioni, oltre all'innovazione hardware, abbiamo puntato ad offrire un'esperienza software tale da trasformare davvero il telefono in un "life companion". L'obbiettivo era quello di creare una macchina che potesse migliorare la routine quotidiana, essere d'aiuto in alcune funzioni dalla navigazione Internet alla salute, cercare di facilitarle. Il prossimo passo sarà verso device che intergiscono non solo con l'utilizzatore ma l'ecosistema che ci sta attorno. Già l'S4 è un passo importane nell'interazione wi-fi, domani lo smartphone sarà più centrale nello svolgere azioni che non sarebbero di uso dello smartphone, interagirà maggiormente con tv, frigoriferi, aria condizionata, con tutto quello che ha comandi a distanza".
Samsung è una delle pochissime aziende al mondo che produce di tutto, che ha un "ecosistema" nel quale si possono trovate ogni categoria di prodotto. Questo rende l'azienda diversa dalle altre e permette non solo di poter puntare su prodotti diversi a seconda dei cicli di mercato. Ma ha anche l'obbiettivo di far entrare i consumatori in un mondo "Samsung" che prima o poi sarà completamente integrato?
"Non c'è dubbio che questa sia la caratteristica principale di Samsung. Dal lato dell'elettronica di consumo, ad esempio, abbiamo una diversificazione continua. E la cosa importante è che non è fatta per avere sempre il prodotto più veloce e leggero o bello. A ottobre siamo entrati nel segmento del lightning, la luce, in un momento in cui c'è cambiamento tecnologico, la vecchia lampadina incandescente sparisce, quelle a risparmio energetico non facevano risparmiare molto, ed è arrivato il led. Insomma Samsung cresce nel mercato nuovo, non in maniera sterile, solo per avere il primato, ma identificando bene cosa fare, quali sono i trend. L'altra chiave importante è quella di essere proprietari tutta la supply chain. Oggi tutti si defiscono produttori, ma se guardi i primi dieci nel mercato vedi che i produttori veri siamo noi, Lg e pochi altri, gli altri terziarizzano. E quando lo fai perdi il controllo della tua identità, quelli che sono i tuoi principi, la tutela del lavoro e la visione generale. E questo, uscendo dalla tecnologia, è ancora più evidente, perché Samsung è un insieme molto ampio, e ai molti satelliti che già ha la nostra galassia se ne aggiungono sempre di nuovi. Ad esempio adesso Samsung si sta muovendo nella moda, con un nuovo brand, ha investimenti nel campo dell'energia, del medicale e altro ancora. E' il punto chiave di Samsung, quello di offrire sempre qualcosa che il mercato chiede. E di farlo velocemente, perché oggi il mercato di valuta ogni tre mesi".