ESSERI alieni che crescono dal terreno come piante. Piccoli, piccolissimi, hanno capi merlati da petali e foglie, si muovono a gruppi, si dividono per colore. Ognuno con i suoi punti di forza e di debolezza. Sono i Pikmin, una delle invenzioni più riuscite di Shigeru Miyamoto, "padre" di Super Mario e grande artefice delle fortune della Nintendo di Kyoto. Loro, i Pikmin, tornano ora su Wii U in una nuova avventura, la terza, a quasi dieci anni di distanza dalle precedente. Videogame da noi provato in anteprima - esce il 26 luglio - che racconta di tre esploratori spaziali finiti in uno strano pianeta in cerca di materie prime e vettovaglie per la loro terra madre ormai a corto di risorse. Ed è qui che incontreranno i Pikmin, con le loro vocine acute e gli occhioni tondi.
Pikmin 3, quei piccoli alieni fanno tenerezza
"Circola questa storia sulla loro origine, secondo la quale l'idea mi venne osservando le formiche nel mio giardino", spiega a Repubblica.it lo stesso Miyamoto, oggi sessantunenne. "In realtà l'ispirazione mi venne da una demo tecnica per la console GameCube mostrata al Nintendo Space World nel 2000. Si chiamava Mario 128 e ovviamente mostrava tantissimi Mario tutti assieme in una sola schermata. In quel momento pensai che sarebbe stato divertente vedere delle piccole creature che si muovono seguendo le nostre istruzioni. Ecco come nacquero i Pikmin".
Tredici anni dopo quegli esserini sono ancora lì a gironzolare in gruppi, seguendo le indicazioni che il giocatore impartirà nei panni dei tre diversi astronauti sbarcati sul loro pianeta. Poco importa che si tratti di attaccare un grosso insetto, raccogliere un frutto, abbattere un muro. Rispetto ai due capitoli precedenti stavolta di razze ce ne sono molte di più e come sempre tutto sta nel saperle sfruttare per aggirare ostacoli e battere avversari. Giorno dopo giorno, ogni scenario va percorso dall'alba al tramonto, le cose si fanno però più complicate (e intriganti). E già dalla decima giornata bisognerà pianificare bene cosa fare prima del calare del sole, quando i Pikmin vanno fatti rientrare alla base. Insomma, variazione sul tema di quanto visto in passato, ma ancora parecchio divertente. Anche se certe ripetizioni, le sequenze animate a inizio e fine giornata ad esempio, sono tediose quanto una puntata dei Teletubbies.
"Personalmente considero Pikmin 3 come la forma più riuscita del primo Pikmin", continua Miyamoto-san. "Il primo capitolo era piuttosto impegnativo e richiedeva precisione e tempestività: i giocatori dovevano correre e raccogliere le parti di una nave spaziale in un tempo limitato di 30 giorni. In Pikmin 3 questo limite è stato esteso e ciò consente di giocare in modo diverso. I principianti possono prendere tempo esplorando i vari livelli, mentre i più esperti possono impostare i propri obiettivi e finire il videogame nel più breve tempo possibile. La funzione di decidere i propri obiettivi è davvero importante, permette a tutti di attraversare il mondo di Pikmin con maggiore libertà."
Un'ultima domanda a Miyamoto-san la facciamo sulla visione del futuro della Nintendo. Partendo dall'esplosione delle app che stanno uccidendo le console portatili, 3DS inclusa, mentre diversi analisti sostengono che le macchine di nuova generazione (Wii U, PlayStation 4 e Xbox One) verranno superate dai tablet in quanto a potenza di calcolo nel giro di appena tre anni. Senza dimenticare che l'Npd Group parla di un calo del giro di affari dell'industria videoludica tradizionale di oltre 15% a giugno rispetto allo stesso mese del 2012. A conclusione di un anno che ha visto crolli con picchi del -44%.
Ma il "padre" di Zelda e Super Mario preferisce glissare, spostando il discorso su quanto l'alta definizione della Wii U sia perfetta per un videogame come Pikmin e su come il pad-tablet della console offra una seconda visione sul quel mondo che si integra perfettamente. Peccato. Dopo la debacle comunicativa dell'E3 di Los Angeles, la grande fiera dei giochi elettronici nella quale la multinazionale di Kyoto ha battuto in ritirata cancellando la sua tradizionale conferenza stampa per evitare domande scomode sulle vendite deludenti della Wii U, era una buona occasione per fare un po' di chiarezza. Chiarezza su un futuro pieno di ombre che il nuovo Pikmin, da solo, difficilmente riuscirà a scacciare.