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Twitter, il perché di un successo mondiale: essere la mente e la pancia del web in 140 caratteri

Twitter, il perché di un successo mondiale: essere la mente e la pancia del web in 140 caratteri
(ap)
Partenza stellare per il social del passerotto in Borsa a New York. Che con la sua struttura di microblog rappresenta ormai l'estensione digitale primaria del quotidiano di centinaia di milioni di utenti. Con gli altri costretti ad inseguire, inserendo gli hashtag. E che ora vale miliardi di TIZIANO TONIUTTI
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PRENDETE UN HASHTAG, una parola con davanti il simbolo del cancelletto. Su Twitter queste parole indicano un argomento attorno a cui ragionare, esprimendosi con appena 140 caratteri. Con un limite di questo tipo, prima della parola viene necessariamente un ragionamento. Ma, qui sta il bello, che sia un impulso di testa o di pancia, su Twitter hanno pari dignità: si tratta di riflessioni acute e improperi inverecondi, che evidentemente un utente nel mondo sentiva il bisogno di esprimere, e su Twitter può farlo. E lo fa. Questo è reale valore economico del social network protagonista di un boom in Borsa, con 232 milioni di utenti tra profili (reali e falsi), 200 miliardi di tweet al giorno, azioni che oscillano attorno ai 50 dollari e aumentano del 92% del valore iniziale nel giorno della quotazione. Una massa di persone che ormai compongono un organismo che produce pensieri e opinioni, e le declina in graduatorie di rilevanza a livello mondiale e locale. Componendo in questo modo anche una gerarchia delle notizie importanti a livello globale e dei singoli paesi. Nell'uccellino blu di Twitter c'è la mente e la pancia del web. E in questo modo un'azienda che produce ricavi ma (non ancora) guadagni particolari, può diventare una delle realtà più rilevanti dell'economia, digitale e industriale.


Twitter incarna l'idea base del web 2.0, quello che si spinge oltre le pagine dei siti scegliendo di sostenersi sulla condivisione, sui flussi di informazione. Una struttura fluida che supera l'ipertesto e i link per comporre un palinsesto di argomenti in continuo aggiornamento, che asseconda i picchi di interesse dei suoi utenti. Un fiume di informazioni di cui si può dirigere il corso, un miracolo digitale reso possibile dalla tecnologia, con tutte le opportunità, nel bene e nel male, che una realtà del genere offre. Una volta consolidata l'esistenza in Borsa, Twitter è più intimamente "sociale" di Facebook perché più immediato e meno strutturato, è l'espressione diretta dell'identità digitale. E' il "primo pensiero" che le nostre menti connesse compongono quando c'è la necessità di comunicare con il mondo. E che la concorrenza insegue, con Facebook e Google + che inseriscono gli hashtag, ormai un codice universale per definire l'esistenza di un'idea.

TWITTER IN BORSA, IL DOSSIER

Il modello di fruizione di Twitter è un altro punto di valore. E' un un fiume che si può guardare senza necessariamente aspettare che passi il cadavere di qualche nemico, leggendo cosa pensa il mondo - o almeno quella parte di mondo che si "segue" attraverso la propria selezione. E questo è un altro aspetto chiave: il palinsesto lo crea l'utente, non cala dall'alto come nei media tradizionali. Gli utenti hanno contribuito nel tempo a definire gli strumenti stessi di Twitter, gli hashtag, i "retweet". E allo stesso modo intervengono sul contenuto del social, gestito da chi legge come da chi scrive. Ampliandolo,  restringendolo. Rendendolo se crede completamente differente da com'era, con interventi semplici. L'utente riceve in cambio interventi altrettanto "curati" sia dalla mente che dalla pancia delle persone con cui interagisce, che devono rientrare in 140 caratteri. E che sanno che la soglia di attenzione dell'utente, in questo tempo di inondazione informativa, è sempre esigua.


Parlando alla mente, Twitter attira per natura pensieri, informazioni, opinioni. In una parola, notizie. Parlando alla pancia, coinvolge anche i cinque sensi. E quindi i personaggi pubblici più o meno amati, le cui esistenze su Twitter abbattono i gradi di separazione presenti nella realtà fisica, e con le cui vite ognuno può arrivare, in qualche modo, a interagire. Oppure ancora, personaggi convinti di essere amati e a cui poi il passerotto consegna cospicue quantità di insulti. E' il corpo grossolano che incontra quello mentale attraverso una connessione elettronica, che è sempre più parte del nostro essere. Una connessione globale ormai irrinunciabile. E che si misura in miliardi di dollari.