MANAGER e dirigenti, tesori ambulanti. Nelle loro cartelle e nei loro bagagli a mano che si nasconde un vero e proprio "patrimonio hi-tech" dal valore che oscilla da qualche centinaio di euro in su. Tecnologia spesso nuova, piena di dati personali e in continuo ricambio per esigenze professionali. Un po' per necessità lavorative e un po' per status symbol, le borse dei manager si stanno riempiendo di smartphone, computer portatili sempre più sottili, tablet, Ebook e di tutto il necessario per il perfetto comunicatore metropolitano. Dispositivi sempre aggiornati e costantemente connessi. Un concentrato di tecnologia che può superare addirittura i 4mila euro di valore. Almeno stando ai risultati ottenuti da un'indagine condotta in Italia. Gli psicologi dell'associazione "Donne e qualità della vita" hanno chiesto a oltre trecento tra funzionari, manager e dirigenti pubblici, uomini e donne di età compresa tra i 25 e 55 anni, di svuotare la propria borsa per analizzarne (e valutarne) il contenuto.
Secondo la ricerca, nella più "povera" delle ipotesi, la business bag ha un valore di "appena" 600 euro. Si tratta, però, delle borse dei lavoratori "ordinari": impiegati inquadrati come manager di medio livello, rappresentanti, artigiani, liberi professionisti che non hanno bisogno di tutto quel carico di tecnologia sempre al proprio fianco. Ma già se si prende in esame la 24 ore di un supermanager di grandi imprese o multinazionali, il valore sale vertiginosamente. Se infatti, per il 35% del campione analizzato la valigetta ha un valore economico che arriva fino ai mille euro, il 12% degli intervistati gira il mondo con travel bag del valore medio di 2-3mila euro (che nell'8% dei casi arriva a 4500 euro). Chi sono? Sicuramente gente che lavora nei settori della new economy (reti, nuove tecnologie, comunicazioni). Che hanno necessità di avere sempre l'ultimo modello di ogni dispositivo.
Ma cosa contengono queste borse piene d'oro? Praticamente tutti gli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia, compreso un laptop superslim (del valore anche di 3000 euro), un iPad o altri tablet, uno smartphone. Per non parlare degli accessori: cover in pelle, tastiere supplementari Bluetooth, adattatori vari per collegare i dispositivi a proiettori e computer e quant'altro la fervida fantasia dei designer è capace d'immaginare.
A fare la differenza, però, non è solo il contenuto ma anche il contenitore. Così, se la maggior parte dei manager preferisce spostarsi con borse e bagagli a mano non firmati e di materiali comuni, i più pagati non rinunciano a valigette griffate e trolley ultraleggeri. Senza preoccuparsi di non attirare troppo l'attenzione. Se si tratta di viaggiare per due o tre giorni, poi, un altro fattore da considerare è l'abbigliamento di ricambio, magari un vestito in più da indossare durante la trasferta di lavoro. Perché, tra i manager interpellati, se c'è chi può permettersi un abito di alta sartoria, i più devono ripegare su giacche e camicie di marche commerciali.
Se invece si analizzano le differenze tra uomini e donne, queste ultime preferiscono sicuramente fare a meno di un po' di tecnologia per non rinunciare a un abitino in più nel bagaglio e all'immancabile trousse dei trucchi. Secondo il 35% degli intervistati, poi, il bagaglio deve essere "leggero", per superare i check-in e per salire e scendere dai treni agevolmente. Mentre per il 27% deve essere "ipercompatto", per destreggiarsi con agilità ad ogni latitudine. Il 19% si aspetta che all'interno del proprio baggage ci siano "scomparti rinforzati" per inserire accessori tecnologici senza rischiare di graffiare o pregiudicare le prestazioni dei cristalli liquidi. Per il 9%, invece, è fondamentale la "sicurezza", optando per chiusure e lucchetti a prova di scasso. Per il 7% degli intervistati, infine, il bagaglio deve essere "resistente agli urti", in modo da attutire i colpi dagli sballottamenti nella stiva degli aerei.
Secondo la ricerca, nella più "povera" delle ipotesi, la business bag ha un valore di "appena" 600 euro. Si tratta, però, delle borse dei lavoratori "ordinari": impiegati inquadrati come manager di medio livello, rappresentanti, artigiani, liberi professionisti che non hanno bisogno di tutto quel carico di tecnologia sempre al proprio fianco. Ma già se si prende in esame la 24 ore di un supermanager di grandi imprese o multinazionali, il valore sale vertiginosamente. Se infatti, per il 35% del campione analizzato la valigetta ha un valore economico che arriva fino ai mille euro, il 12% degli intervistati gira il mondo con travel bag del valore medio di 2-3mila euro (che nell'8% dei casi arriva a 4500 euro). Chi sono? Sicuramente gente che lavora nei settori della new economy (reti, nuove tecnologie, comunicazioni). Che hanno necessità di avere sempre l'ultimo modello di ogni dispositivo.
Ma cosa contengono queste borse piene d'oro? Praticamente tutti gli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia, compreso un laptop superslim (del valore anche di 3000 euro), un iPad o altri tablet, uno smartphone. Per non parlare degli accessori: cover in pelle, tastiere supplementari Bluetooth, adattatori vari per collegare i dispositivi a proiettori e computer e quant'altro la fervida fantasia dei designer è capace d'immaginare.
A fare la differenza, però, non è solo il contenuto ma anche il contenitore. Così, se la maggior parte dei manager preferisce spostarsi con borse e bagagli a mano non firmati e di materiali comuni, i più pagati non rinunciano a valigette griffate e trolley ultraleggeri. Senza preoccuparsi di non attirare troppo l'attenzione. Se si tratta di viaggiare per due o tre giorni, poi, un altro fattore da considerare è l'abbigliamento di ricambio, magari un vestito in più da indossare durante la trasferta di lavoro. Perché, tra i manager interpellati, se c'è chi può permettersi un abito di alta sartoria, i più devono ripegare su giacche e camicie di marche commerciali.
Se invece si analizzano le differenze tra uomini e donne, queste ultime preferiscono sicuramente fare a meno di un po' di tecnologia per non rinunciare a un abitino in più nel bagaglio e all'immancabile trousse dei trucchi. Secondo il 35% degli intervistati, poi, il bagaglio deve essere "leggero", per superare i check-in e per salire e scendere dai treni agevolmente. Mentre per il 27% deve essere "ipercompatto", per destreggiarsi con agilità ad ogni latitudine. Il 19% si aspetta che all'interno del proprio baggage ci siano "scomparti rinforzati" per inserire accessori tecnologici senza rischiare di graffiare o pregiudicare le prestazioni dei cristalli liquidi. Per il 9%, invece, è fondamentale la "sicurezza", optando per chiusure e lucchetti a prova di scasso. Per il 7% degli intervistati, infine, il bagaglio deve essere "resistente agli urti", in modo da attutire i colpi dagli sballottamenti nella stiva degli aerei.