BRASILIA - Con una lettera aperta al popolo del Brasile, Edward Snowden è tornato ad appellarsi al Paese sudamericano, seppur indirettamente, affinché gli sia concesso asilo politico dopo che nei mesi scorsi Brasilia aveva fatto sapere di "non aver alcuna intenzione di rispondere". Come spiega il quotidiano 'Folha de Sao Paulo', che ha pubblicato il testo, il giovane informatico che ha rivelato i sistemi di sorveglianza elettronica dell'agenzia americana Nsa, ha scelto di rivolgersi alla società civile. La sua speranza è che i brasiliani gli siano grati per aver rivelato come lo stesso presidente Dilma Rousseff, diversi ministri e i vertici della compagnia energetica statale 'Petrobras' fossero sistematicamente spiati dall'intelligence Usa, nell'ambito del controverso programma 'Prism' di sorveglianza globale e raccolta di dati sensibili.
In Brasile vive il blogger Glenn Greenwald, autore dello scoop sul Guardian e primo giornalista cui Snowden scelse di rivolgersi - in quanto già fortemente esposto sui temi della trasparenza e delle ingerenze dei governi sulla privacy online. E' stato proprio il partner di Greenwald, David Miranda, a postare su Facebook il testo integrale della lettera di Snowden ai brasiliani e il Guardian l'ha messa subito online. Miranda è stato a sua volta protagonista di un tentativo di intimidazione da parte del governo britannico, quando è stato fermato e detenuto per nove ore nell'aeroporto di Heathrow - episodio su cui è ancora in corso una battaglia legale.
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"Sono emerso dalle ombre della National Securuty Agency", scrive il giovane analista informatico americano, rivendicando i propri meriti, "per condividere con il mondo le prove della creazione di un sistema di vigilanza mondiale in grado di conoscere segretamente come viviamo, con chi conversiamo e che cosa diciamo". Se ha deciso di abbandonare infine tali pratiche nelle quali lui stesso era coinvolto, ribadisce Snowden, è perché "i cittadini meritano di comprendere in quale sistema vivono". La "reazione di certi Paesi" alle rivelazioni, sottolinea poi citando proprio l'indignazione brasiliana, è stata "ispiratrice".
Il fuggiasco prosegue sottolineando come "oggi, quando qualcuno carica un telefono cellulare a San Paolo, la Nsa è in grado d'individuare dove si trova e che cosa sta facendo", e come altrettanto avvenga "cinque miliardi di volte al giorno con persone del mondo intero". Finché uno Stato terzo non gli avrà concesso l'asilo politico permanente, anziché quello meramente temporaneo ottenuto il 1 agosto in Russia, "il governo degli Stati Uniti continuerà a interferire" nelle capacità dello stesso Snowden di "parlare e denunciare". "L'unica cosa che vorrei il Brasile sentisse da me è questa: quando tutti ci uniamo contro le ingiustizie e in difesa della privacy e dei diritti umani fondamentali, possiamo difenderci persino dai sistemi più potenti".
"Se il governo brasiliano ne gradisce le rivelazioni", ha detto Greenwald al giornale di San Paolo, "sarebbe assoluatemte logico che lo proteggesse". Lo spionaggio da parte Usa ha creato forti tensioni diplomatiche tra Washington e Brasilia. La presidente Dilma Rousseff a annullare in ottobre una visita ufficiale a Washington, e per il marzo prossimo è stata indetta a San Paolo una grande conferenza internazionale sulla tutela della riservatezza nell'era di Internet. Numerose inoltre le iniziative brasiliane nel settore in ambito Onu.
Il governo Usa mantiene però la linea della fermezza, rivendicando l'utilità dei suoi programmi di sorveglianza. Il servizio di spionaggio Nsa ha bloccato "54 tentativi di attentato terroristico", di cui un quarto negli Usa e il resto in Europa, ha detto in una conferenza stampa al Parlamento Ue sul caso Snowden, Mike Rogers, presidente della Commissione permanente sull'Intelligence del Congresso Usa.
In Brasile vive il blogger Glenn Greenwald, autore dello scoop sul Guardian e primo giornalista cui Snowden scelse di rivolgersi - in quanto già fortemente esposto sui temi della trasparenza e delle ingerenze dei governi sulla privacy online. E' stato proprio il partner di Greenwald, David Miranda, a postare su Facebook il testo integrale della lettera di Snowden ai brasiliani e il Guardian l'ha messa subito online. Miranda è stato a sua volta protagonista di un tentativo di intimidazione da parte del governo britannico, quando è stato fermato e detenuto per nove ore nell'aeroporto di Heathrow - episodio su cui è ancora in corso una battaglia legale.
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"Sono emerso dalle ombre della National Securuty Agency", scrive il giovane analista informatico americano, rivendicando i propri meriti, "per condividere con il mondo le prove della creazione di un sistema di vigilanza mondiale in grado di conoscere segretamente come viviamo, con chi conversiamo e che cosa diciamo". Se ha deciso di abbandonare infine tali pratiche nelle quali lui stesso era coinvolto, ribadisce Snowden, è perché "i cittadini meritano di comprendere in quale sistema vivono". La "reazione di certi Paesi" alle rivelazioni, sottolinea poi citando proprio l'indignazione brasiliana, è stata "ispiratrice".
Il fuggiasco prosegue sottolineando come "oggi, quando qualcuno carica un telefono cellulare a San Paolo, la Nsa è in grado d'individuare dove si trova e che cosa sta facendo", e come altrettanto avvenga "cinque miliardi di volte al giorno con persone del mondo intero". Finché uno Stato terzo non gli avrà concesso l'asilo politico permanente, anziché quello meramente temporaneo ottenuto il 1 agosto in Russia, "il governo degli Stati Uniti continuerà a interferire" nelle capacità dello stesso Snowden di "parlare e denunciare". "L'unica cosa che vorrei il Brasile sentisse da me è questa: quando tutti ci uniamo contro le ingiustizie e in difesa della privacy e dei diritti umani fondamentali, possiamo difenderci persino dai sistemi più potenti".
"Se il governo brasiliano ne gradisce le rivelazioni", ha detto Greenwald al giornale di San Paolo, "sarebbe assoluatemte logico che lo proteggesse". Lo spionaggio da parte Usa ha creato forti tensioni diplomatiche tra Washington e Brasilia. La presidente Dilma Rousseff a annullare in ottobre una visita ufficiale a Washington, e per il marzo prossimo è stata indetta a San Paolo una grande conferenza internazionale sulla tutela della riservatezza nell'era di Internet. Numerose inoltre le iniziative brasiliane nel settore in ambito Onu.
Il governo Usa mantiene però la linea della fermezza, rivendicando l'utilità dei suoi programmi di sorveglianza. Il servizio di spionaggio Nsa ha bloccato "54 tentativi di attentato terroristico", di cui un quarto negli Usa e il resto in Europa, ha detto in una conferenza stampa al Parlamento Ue sul caso Snowden, Mike Rogers, presidente della Commissione permanente sull'Intelligence del Congresso Usa.