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Ansia in casa Samsung, il patron colpito da infarto

Lee Kun-Hee, operato sabato sera al cuore, è definito dai medici in condizioni stabili. Aveva lasciato la presidenza del consigli di amministrazione del gruppo ma resta con la sua famiglia il vero padrone del gruppo sudcoreano
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SEUL  - Il patron dell'impero Samsung, Lee Kun-Hee, è stabile e respira senza assistenza a qualche ora da un'operazione al cuore subita dopo un infarto che lo ha colpito sabato sera. Fonti della societa' hanno precisato che le preoccupazioni per il suo stato di salute "non hanno causato alcuna perturbazione nella gestione delle operazioni del gruppo". Lee Kun-Hee, 72 anni, ha lasciato la presidenza del consiglio di amministrazione della Samsung nel 2008 ma presiede sempre la Samsung Electronics e resta, tenendo conto delle partecipazioni della famiglia, il vero padrone del gigante sudcoreano.

Figlio del fondatore, Lee Byung-Chull, Lee Kun-Hee ha fatto della Samsung il primo produttore mondiale di memorie per computer, televisori a schermo piatto, cellulari e smartphones. Era stato ricoverato in ospedale sabato sera e trasferito domenica mattina al Samsung Medical Centre dove i medici gli hanno diagnosticato un "infarto acuto del miocardio", ha precisato la societa' in una nota.

Lee Kun-Hee soffre di problemi respiratori dopo una operazione ai polmoni subito alla fine degli anni '90. E' l'uomo piu' ricco della Corea del Sud con una fortuna stimata da Forbes intorno agli 11 miliardi di dollari (circa 8 miliardi di euro). Suo figlio, Jay Y. Lee, e' vicepresidente della Samsung Electronics, numero uno mondiale dei telefoni cellulari. Oggi a meta' seduta di Borsa, l'azione della Samsung Electronics guadagnava il 3,22%, in un mercato complessivamente apprezzato dello 0,44%.