Italian Tech

Trasparenza, gli operatori telefonici europei pubblicano le richieste

Scheda - così le telco mettono in chiaro i rapporti con i governi e le interrogazioni per tipologie di dati. A chiedere autorizzazioni, tribunali e forze dell'ordine
di ALESSANDRO LONGO
2 minuti di lettura
La mossa di Vodafone si inserisce in un fenomeno cominciato già nei mesi scorsi: gli operatori telefonici hanno preso a pubblicare rapporti di trasparenza che spiegano quanto è comune per i Governi e le autorità pubbliche chiedere i dati degli utenti o intercettarli, anche senza mandato di un giudice. Prima anche di Vodafone, in Europa l'hanno fatto gli operatori telefonici tedeschi Deutsche Telekom e Posteo, a maggio.

I primi operatori a rivelare queste pratiche sono stati quelli americani, per forza di cose: è lì che è partito lo scandalo Datagate, delle intercettazioni di massa. Prima ancora degli operatori, sono stati big del web a pubblicare analoghi rapporti di trasparenza (Google, Facebook, Yahoo!, Twitter, Microsoft, Apple, tra gli altri). Ma è più significativa la presa di posizione da parte degli
operatori telefonici, perché è premendo su di loro che le autorità possono ottenere informazioni più dettagliate e personali sugli utenti: comprese le intercettazioni telefoniche, che - a quanto denunciato dagli operatori- in certi Paesi avvengono senza richiesta di un giudice. In tutti i casi, funziona così: un'autorità di polizia o di sicurezza nazionale si rivolge a un operatore con un numero di telefono, un indirizzo ip (che identifica un computer sulla rete internet), una mail e vuole avere la sua collaborazione per ottenere quante più informazioni possibili (identità della persona, contenuto delle comunicazioni, tabulati, localizzazione del cellulare e suoi spostamenti).

I rapporti degli operatori.
Il primissimo operatore telefonico mondiale a pubblicare un rapporto di trasparenza è stato probabimente l'americano Credo Mobile. Il primo grande operatore è stato invece Verizon, a gennaio 2014. Ha rivelato di aver ricevuto 321.545 richieste dal Governo Usa: numeri di telefono, contenuti di sms e mail. Solo la metà è arrivata da un tribunale; il resto sono richieste fatte direttamente dalle forze dell'ordine. Si aggiungono 36 mila casi in cui il Governo ha chiesto la localizzazione di telefonate. A febbraio è stata la volta di AT&T, sempre negli Usa. Delle 301,816 richieste fatte dalle autorità, solo 16 mila contenevano un mandato regolare. In Germania le richieste ricevute da Deutsche Telekom sono state le seguenti: 47.796 connessioni sorvegliate, 964.641 indirizzi Ip esaminati, 436.331 registrazioni di traffico internet. La Germania sta facendo avanguardia in Europa per tutela della privacy degli utenti, come dimostrano anche le azioni delle autorità contro Google (per Streetview). Recente è anche il rapporto d trasparenza di Telstra, operatore australiano. Quello di Vodafone è particolarmente importante, però, perché è il primo a riguardare numerosi Paesi, alcuni dei quali non democratici o semi-dittatoriali.

I prossimi passi.
E' probabile che altri rapporti arriveranno da un numero crescente di operatori. Anche italiani. Possiamo aspettarci che anche nel nostro Paese a volte le autorità hanno provato a ottenere il supporto degli operatori senza averne il diritto, cioè senza l'ordine di un giudice, com'è accaduto in un Paese pure democratico quali sono gli Stati Uniti. Ma Vodafone scrive che raccogliere quelle informazioni è stato rischioso, oltre che complesso. E che non ha potuto fornire quelle di Paesi dove le autorità hanno vietato di pubblicarle, per paura di ritorsioni contro l'azienda e i suoi dipendenti. E' chiaro che gli operatori da soli non possono combattere a pratica delle intercettazioni illegali. Ma è anche vero che la consapevolezza del pubblico sta crescendo, intorno al diritto alla privacy sulle reti di comunicazione elettronica e telefonica. Il terreno diventa maturo, insomma, per interventi legislativi a questo riguardo, com'è stato il recente Marco Civil: la prima costituzione di internet, del Governo brasiliano, che espressamente vieta le intercettazioni senza il mandato di un giudice e la sorveglianza di massa.