The Town of Light, il videogame che ti fa sentire "matto" nel manicomio
di GIOVANNI CEDRONE
L'ex ospedale psichiatrico di Volterra sarà il set di un nuovo videogame, di genere indie, che permetterà di vivere l'esperienza di una persona con problemi psichici prima della legge Basaglia. Il gioco premiato come 'miglior progetto emergente' nella categoria 'Storytelling' alla Game Connection di Parigi. Uscita attesa per settembre 2015
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E' SUFFICIENTE scorrere l'elenco dei libri e dei film visionati per capire il lavoro che c'è dietro The Town of Light, videogioco 'made in Italy' che vedrà la luce a settembre 2015. Si tratta di un progetto a cui sta lavorando Luca Dalcò, docente universitario a Firenze e programmatore toscano fondatore della LKA.it, con il suo team. La particolarità del videogame di genere indie è l'ambientazione: la scelta è caduta sull'ex Ospedale psichiatrico di Volterra, oggi abbandonato dopo la chiusura disposta in seguito all'approvazione della legge Basaglia.
Quando Dalcò qualche tempo fa vide quel luogo non ebbe dubbi: il suo prossimo lavoro doveva essere ambientato in quel posto di sofferenza. Nacque così un progetto sperimentale rivolto ai ragazzi dell'Università. L'idea raccolse grande favore a livello accademico, sia tra gli studenti che tra i docenti, e alla fine è stato deciso di farlo diventare un prodotto per il pubblico.
The Town of Light, la realtà di un Ospedale psichiatrico diventa un videogame
Il videogame rappresenta così una vera e propria esperienza diretta che permette di capire cosa sono stati i manicomi in Italia fino alla loro chiusura: si capirà come avviene il ricovero, com'erano le terapie, le condizioni dei pazienti. "Non è un documentario sui manicomi - chiarisce Dalcò - Lo scopo del gioco è quello di intrattenere, ma immettendo alcune nozioni di quella che è la realtà manicomiale. E' come un romanzo storico: una storia di fantasia ambientata in un contesto credibile a livello
L'idea è quella di un gioco narrativo: si perlustrano gli ambienti allo scopo di trovare indizi per ricostruire la vita della protagonista, una ragazza di nome Renè. La prima scena vede proprio lei come protagonista, prigioniera di una cella di contenzione. Poi, con un flashforward, si torna all'ingresso del parco che portava ad uno dei padiglioni dell'Ospedale. Il gioco si svolgerà nell'ospedale com'è oggi, in rovina con la voce di renè come guida.
"Il nome - spiega Dalcò - è tratto dall'esperienza di una paziente che aveva sempre delle allucinazioni caratterizzate da visioni con luce molto forte. Questa ragazza associava la follia alla luce, contrariamente all'immaginario collettivo che vede le cose che fanno paura con il buio. Molto spaventata della prospettiva di finire in un manicomio chiamava questi posti 'il paese della luce'". L'originale idea della ricerca del 'buio ristoratore' si evince anche nelle parole che accompagnao il trailer, un inizio da 'brivido': "La luce che abbaglia la mente dissolve il confine tra ragione e follia. Troverai l’interruttore del buio?" si legge in un filmato dalla grafica molto curata, così come sono realistici e originali i personaggi a cominciare dalla protagonista.
Guardando le prime immagini disponibili sul sito di The Town of Light si capisce come l'ideatore abbia alle spalle anche un lavoro in ambito teatrale con una particolare sensibilità nei confronti della narrazione e della sceneggiatura. Fonte di ispirazione principale è stato il videogame "Gone Home", videogioco interattivo che vede protagonista una ragazza che torna a casa dalla famiglia dopo un lungo viaggio senza però trovare nessuno.
"Sono un appassionato di videogame - spiega Dalcò - anche se a me piacciono giochi di simulazione di guida e giochi dove si spara. Tuttavia mi sono sempre rammaricato del fatto che il videogame come mezzo di comunicazione fosse quello che esprimesse meno di altri contenuti culturali". L'effetto realistico sarà amplificato dalla possibilità di giocare anche attraverso l'Oculus Rift, uno schermo da indossare sul viso che fornisce l'effetto realtà virtuale.
La bontà del progetto è testimoniata anche dai primi riconoscimenti: è stato infatti premiato alla Game Connection di Parigi (evento dove si incontrano tutte le aziende del mondo dei videogiochi, comprese quelle composte dai piccoli sviluppatori) come miglior progetto emergente nella categoria "Story&Storytelling", sia a livello europeo che internazionale.
Il progetto è stato accolto con grande curiosità anche a Volterra, set della storia, e una presentazione del videogame avverrà anche nella cittadina toscana.