CHI RITIENE che gli italiani in vacanza pensino solo a divertirsi, si sbaglia di grosso perché solo il 24% afferma di volersi concedere un completo relax, mentre il 74% ha il "pensiero" rivolto al lavoro. Di questi il 43% cerca una nuova occupazione, stagionale o fissa, il 28% è in contatto con i colleghi e una piccola percentuale (3%) dichiara di non poter fare a meno di lavorare. Il 2 per cento, poi, afferma che si recherà all'estero per apprendere una lingua straniera. Un altro elemento significativo è rappresentato dal fatto che solo il 3% è obbligato a essere reperibile dal datore di lavoro, mentre il 29 per cento si tiene volontariamente al passo con tutto quello che succede in ufficio per smaltire il carico di lavoro prima del rientro. Il 32% del totale afferma di essere a disposizione dei colleghi in caso di necessità, mentre il 36 per cento lo è solo in situazioni di emergenza.
Da sottolineare anche le differenze geografiche. Contrariamente a quanto si potrebbe prevedere, solo il 13% di chi risiede nel Sud Italia pensa solamente a rilassarsi durante il periodo estivo, contro il 27% dei residenti al nord e il 25 per cento di quelli del Centro. Maggiore proattività al sud anche tra chi si dedica alla ricerca di una nuova occupazione durante le vacanze: il 52 per cento, dato che scende al 42% al centro e nord.
Ma come vivono gli italiani gli ultimi giorni di ferie prima di tornare al lavoro? Il 40% inizia a fare mente locale su quanto lo aspetta solo qualche giorno prima della fine delle vacanze, cui si aggiunge il 7% che dichiara di essere già in "modalità ufficio" ancor prima di rientrare. Il 19%, inoltre, non teme sorprese perché si è tenuto aggiornato, grazie a mail e telefono. Il 34 per cento, invece, sostiene di non pensare al lavoro fino all'ultimo giorno di vacanza. Questi sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca di InfoJobs, società di recruiting online, basata sulle risposte di circa 10 mila utenti su una base, a livello italiano, di oltre 6 milioni di iscritti.
La colpa o il merito sono del mobile. La grande diffusione di smartphone e tablet, dei quali non si riesce a fare a meno neanche in ferie, e l'utilizzo della posta elettronica o dell'instant messaging certamente favoriscono i contatti con le aziende e il lavoro da remoto. Infatti la mail è indicata dal 40% degli intervistati come mezzo privilegiato per comunicare con i colleghi e il 24 per cento afferma di controllare quella aziendale ogni volta che prende in mano il telefono, a cui si aggiunge un 34% che vi accede più di una volta al giorno. Il 42%, invece, preferisce godersi le vacanze e controlla la posta, o effettua chiamate di lavoro, una sola volta nell'arco della giornata o anche meno frequentemente. Dopo la posta elettronica, Internet e le app sono i mezzi preferiti per comunicare (23% del campione), mentre gli sms e WhatsApp sono gli strumenti più utilizzati dagli under 35 - il 20% della categoria l'ha indicato come principale mezzo di lavoro da remoto - contro il 14 per cento di quelli di età superiore che continuano a preferire le telefonate (primo mezzo per il 19% degli intervistati).
"Come InfoJobs siamo al fianco dei nostri utenti e, partendo dai loro bisogni nonché dall'evoluzione del mondo del lavoro, rispondiamo guidando l'evoluzione del settore del recruiting e proponendo soluzioni sempre più in ottica mobile", afferma Giuseppe Bruno, general manager di InfoJobs. "Solo nell'ultimo anno il traffico sulla nostra piattaforma da dispositivi mobili, attraverso l'app dedicata per iOS e Android, è raddoppiato, passando dal 28 al 48 per cento, mentre nel 2015 il numero di candidature sul nostro portale da mobile è cresciuto di circa il 68% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente".
Gli intervistati nel dettaglio. Il sondaggio si basa su circa 10 mila intervistati dei quali la maggior parte, rispettivamente 33,90 e 22,82 per cento, sono nelle fasce tra i 25-34 e i 35-44 anni, seguiti quasi a pari merito (poco più di un 19%) da quelli con un'età compresa tra 18-24 e 45-54. Gli uomini (53%) superano, anche se di poco, le donne che si assestano su un 47 per cento. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, il podio spetta alla Lombardia, regione a cui appartiene il 30,79% degli utenti che hanno risposto al sondaggio, seguita a diverse spanne da Emilia Romagna (10,70%), Piemonte con il 10,65 per cento e Veneto (9,99%). In mezzo il Lazio con il suo 8,71 per cento. Fanalini di coda il Friuli Venezia Giulia, l'Umbria, l'Abruzzo, la Calabria e la Sardegna, con percentuali di poco superiori all'1 per cento, e Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Molise e Basilicata che sono al di sotto.
Da sottolineare anche le differenze geografiche. Contrariamente a quanto si potrebbe prevedere, solo il 13% di chi risiede nel Sud Italia pensa solamente a rilassarsi durante il periodo estivo, contro il 27% dei residenti al nord e il 25 per cento di quelli del Centro. Maggiore proattività al sud anche tra chi si dedica alla ricerca di una nuova occupazione durante le vacanze: il 52 per cento, dato che scende al 42% al centro e nord.
Ma come vivono gli italiani gli ultimi giorni di ferie prima di tornare al lavoro? Il 40% inizia a fare mente locale su quanto lo aspetta solo qualche giorno prima della fine delle vacanze, cui si aggiunge il 7% che dichiara di essere già in "modalità ufficio" ancor prima di rientrare. Il 19%, inoltre, non teme sorprese perché si è tenuto aggiornato, grazie a mail e telefono. Il 34 per cento, invece, sostiene di non pensare al lavoro fino all'ultimo giorno di vacanza. Questi sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca di InfoJobs, società di recruiting online, basata sulle risposte di circa 10 mila utenti su una base, a livello italiano, di oltre 6 milioni di iscritti.
La colpa o il merito sono del mobile. La grande diffusione di smartphone e tablet, dei quali non si riesce a fare a meno neanche in ferie, e l'utilizzo della posta elettronica o dell'instant messaging certamente favoriscono i contatti con le aziende e il lavoro da remoto. Infatti la mail è indicata dal 40% degli intervistati come mezzo privilegiato per comunicare con i colleghi e il 24 per cento afferma di controllare quella aziendale ogni volta che prende in mano il telefono, a cui si aggiunge un 34% che vi accede più di una volta al giorno. Il 42%, invece, preferisce godersi le vacanze e controlla la posta, o effettua chiamate di lavoro, una sola volta nell'arco della giornata o anche meno frequentemente. Dopo la posta elettronica, Internet e le app sono i mezzi preferiti per comunicare (23% del campione), mentre gli sms e WhatsApp sono gli strumenti più utilizzati dagli under 35 - il 20% della categoria l'ha indicato come principale mezzo di lavoro da remoto - contro il 14 per cento di quelli di età superiore che continuano a preferire le telefonate (primo mezzo per il 19% degli intervistati).
"Come InfoJobs siamo al fianco dei nostri utenti e, partendo dai loro bisogni nonché dall'evoluzione del mondo del lavoro, rispondiamo guidando l'evoluzione del settore del recruiting e proponendo soluzioni sempre più in ottica mobile", afferma Giuseppe Bruno, general manager di InfoJobs. "Solo nell'ultimo anno il traffico sulla nostra piattaforma da dispositivi mobili, attraverso l'app dedicata per iOS e Android, è raddoppiato, passando dal 28 al 48 per cento, mentre nel 2015 il numero di candidature sul nostro portale da mobile è cresciuto di circa il 68% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente".
Gli intervistati nel dettaglio. Il sondaggio si basa su circa 10 mila intervistati dei quali la maggior parte, rispettivamente 33,90 e 22,82 per cento, sono nelle fasce tra i 25-34 e i 35-44 anni, seguiti quasi a pari merito (poco più di un 19%) da quelli con un'età compresa tra 18-24 e 45-54. Gli uomini (53%) superano, anche se di poco, le donne che si assestano su un 47 per cento. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, il podio spetta alla Lombardia, regione a cui appartiene il 30,79% degli utenti che hanno risposto al sondaggio, seguita a diverse spanne da Emilia Romagna (10,70%), Piemonte con il 10,65 per cento e Veneto (9,99%). In mezzo il Lazio con il suo 8,71 per cento. Fanalini di coda il Friuli Venezia Giulia, l'Umbria, l'Abruzzo, la Calabria e la Sardegna, con percentuali di poco superiori all'1 per cento, e Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Molise e Basilicata che sono al di sotto.