Tesla, Elon Musk rilancia: arriva la guida autonoma di serie
di JAIME D'ALESSANDO
Dalla Silicon Valley, Elon Musk presenta in nuovo sistema. Sarà presente su tutti i modelli, a partire da oggi, gestito con un processore 40 volte più potente e attivabile a pagamento. Ma restano i dubbi sulle capacità produttive dell'azienda californiana
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OTTO telecamere capaci di vedere a 360 gradi, alle quali si aggiungono 12 sensori con una portata doppia rispetto a quella di oggi, un radar migliorato, un processore quaranta volte più potente rispetto alla versione montata in precedenza. Ecco la nuova formula di Elon Musk per la guida autonoma completa, capace quindi di condurre un’automobile dal parcheggio sotto casa fino alla destinazione scelta senza mai toccare il volante. Livello tre, molto vicino al quarto, sui cinque stabiliti dalla Sae (l'ex Society of Automotive Engineers, oggi National Highway Traffic Safety Administration) negli Stati Uniti. Dove il primo è rappresentato dalle vetture normali e l'ultimo è quello della "Google car" priva di pedali e volante. Il sistema Tesla 2.0 viene offerto su tutte le linee di oggi e su quelle che verranno, come la Model 3 attesa per il 2017 che sarà la prima elettrica a guida autonoma con prezzo relativamente accessibile. Tesla Vision sarebbe capace di percepire cose e persone in un raggio di 250 metri con un margine di errore bassissimo. O almeno così sostengono alla Tesla.
Musk risponde quindi alle critiche che sono piovute dopo una serie di incidenti, uno dei quali mortale, dovuti a decisioni errate fatte dell’autopilota. Tesla Vision, come l'hanno chiamata, è capace di vedere anche con condizioni meteo probitive come pioggia o nebbia. E sarà di serie, o qualcosa del genere. La Tesla la monterà in tutte le macchine, ma per attivarla bisognerà pagare oltre cinquemila euro. “Alla fine Musk è stato il primo a trasformare le sue auto in una sorta di smartphone, con il software aggiornabile e attraverso il quale si possono offrire servizi a pagamento”, racconta al telefono da Detroit Michael Ramsey, research director della Gartner specializzato nel settore automotive. “Per quanto la Tesla abbia diverse fragilità, continua a spostare in avanti l’asticella costringendo gli altri a copiare la sua agenda”.
A proposito di punti deboli. La capacità produttiva della compagnia di Elon Musk è stata più volte messa in dubbio. Goldman Sachs ha abbassato le sue stime facendo calare le aziondi di oltre il 3% meno di una settimana fa. La banca di affari ha sostenuto che Musk&Co. hanno problemi nella produzione della Model 3, macchina con la quale Tesla potrebbe guadagnare molto. Ma sembra che la sua capacità di costruirle sia già ai limiti con i 400 mila pre ordini ricevuti. Chiunque la prenoti adesso dovrà infatti aspettare fino al 2018 per averla. Nel frattempo Musk continuerà a promuovere il suo marchio, che è già uno status symbol, con una viaggio negli Stati Uniti da Losa Angeles a New York a guida completamente autonoma. Insomma, senza mai mettere mano al volante.