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Il caso

250 recensioni negative per l’osteria dei 2 euro per un piatto: cos’è il review bombing e come funziona

250 recensioni negative per l’osteria dei 2 euro per un piatto: cos’è il review bombing e come funziona
Il ristorante di Finale Ligure colpito da un’ondata di giudizi negativi dopo la storia raccontata su Facebook da Selvaggia Lucarelli: così il virtuale ha effetti concreti su quello che accade nel mondo reale
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Fra le 200 e le 250 recensioni da 1 stella nell’arco delle ultime 12 ore, più o meno la metà di tutte quelle che la struttura ha accumulato negli anni su Google Maps, che ne hanno fatto precipitare la valutazione a 3 su 5: da quando la blogger Selvaggia Lucarelli ne ha parlato su Facebook, l’osteria di Finale Ligure dei “2 euro per un piattino” è evidentemente oggetto del cosiddetto review bombing.

Dal tardo pomeriggio di ieri, lunedì 7 agosto, centinaia di persone si sono collegate alla sua pagina su Maps e hanno lasciato un giudizio pessimo, appunto da 1 sola stella, per mostrare la loro contrarietà nei confronti del ristorante. Non perché abbiano mangiato male ma perché non condividono questo modo di fare.

Che cos’è il review bombing, i precedenti

Con il termine review bombing, entrato nel dizionario di Internet da più o meno 5 anni, si indica la tempesta di recensioni negative che colpiscono un prodotto, un film o appunto un ristorante, per azzopparlo e impedirne il successo a causa di qualcosa non necessariamente legato alle sue qualità e caratteristiche.

Il review bombing è una forma di shitstorm e riguarda gli ambiti più diversi: nel 2019 colpì Family Link, l’app di Google usata dai genitori per controllare gli smartphone dei figli, che mostrarono la loro contrarietà con centinaia di recensioni negative; sempre su Maps ne sono spesso vittima (per esempio) gli stabilimenti balneari che non accettano animali; durante la pandemia ci furono moltissimi casi di review bombing contro bar, ristoranti e negozi italiani che chiedevano il Green Pass ai clienti.

L’anno scorso, un celebre caso di review bombing fu quello scatenato (involontariamente?) da Elon Musk contro Gli Anelli del Potere, la serie tv di Amazon ambientata nell’universo del Signore degli Anelli, che sarebbe stata colpevole di non rispettare le opere originali di Tolkien, fra elfi dalla pelle nera e personaggi femminili ritenuti eccessivamente forti e dominanti.

Come si capisce, il review bombing colpisce a prescindere dalle effettive qualità del prodotto: si dà un voto basso o bassissimo a un film non perché quel film non sia piaciuto, ma perché (magari) il regista o lo sceneggiatore hanno preso su qualcosa una posizione non gradita.

facebook: il post di Selvaggia Lucarelli con lo scontrino incriminato

Nella notte l’intervento di Google

Giusto o sbagliato che sia, il review bombing è una dimostrazione concreta di quanto grande sia il potere dei social network e di come quello che accade online possa avere conseguenze concrete nel mondo reale. Per un ristorante, avere su Maps una valutazione inferiore al 4, se non addirittura inferiore al 3, è un grosso ostacolo: molte persone fanno le ricerche filtrando per voti, e avere un giudizio così basso significa non comparire praticamente mai. Significa essere invisibili, non esistere per centinaia di potenziali clienti.

Nel caso specifico dell’osteria di Finale Ligure, nelle ultime ore stanno succedendo un paio di cose che cercano di riequilibrare la situazione: fra le notte e le prime ore del giorno, stanno comparendo numerose recensioni da 5 stelle, ugualmente di persone che magari non hanno mai mangiato lì ma vogliono mostrare “solidarietà nei confronti del personale”; inoltre, molte delle recenti decine di recensioni da 1 stella sono state chiaramente rimosse da Google.

Andando indietro alle votazioni antecedenti la vicenda, va detto che non erano poche quelle dei veri clienti che si lamentavano della politica dei prezzi dell’osteria, ma questa è evidentemente un’altra storia.

@capoema