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Il libro

L’intelligenza artificiale è sovrumana. Sta superando i nostri limiti. «Sì, però…»

Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’università di Bath (Regno Unito)
Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’università di Bath (Regno Unito) 

Il nuovo libro di Nello Cristianini, professore di IA all’università di Bath, affronta il tema del possibile avvento dell’ASI, l’IA capace di fare cose che noi non sappiamo fare e che non potremo comprendere

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«È possibile che una macchina sia più intelligente di un essere umano? È una vita che ci penso ma da qualche anno questa è diventata una possibilità concreta. Potremmo essere l’ultima generazione a lottare con questa domanda scomoda».

Ecco l’incipit di Sovrumano Oltre i limiti della nostra intelligenza (edizioni il Mulino) il nuovo libro di Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’università di Bath, nel Regno Unito, che ha dedicato la sua vita al machine learning. Un libro pieno di scienza, rigore, umanità, che si trasformano in domande profonde: Chi siamo? Qual è il senso del nostro viaggio? Cosa ci rende unici, se la macchina saprà fare tutto quello che facciamo e talvolta anche meglio?

Sovrumano è il terzo libro della trilogia dedicata alla nuova era delle macchine pensanti. Arriva dopo La Scorciatoia e Machina Sapiens e cambia il senso della ricerca. «La domanda non è più se le macchine possono essere intelligenti, ma se possono eguagliarci o addirittura superarci. E la risposta è probabilmente sì: le macchine hanno iniziato a superarci. Lo possiamo misurare con batterie di test. E persino con una pagella».

Sovrumano – Cristianini ci tiene a ripeterlo più volte - è ciò che trascende i limiti della natura umana. «Iniziamo ad abituarci a questo mondo di intelligenze sovrumane, perché è già qui».

Nel libro se ne descrivono tre: specialistica (Narrow), generalista (Agi) e superintelligenza (Asi).

La macchina batte il miglior giocatore di scacchi. Dopo il primo sorpasso, ora c'è un distacco. C’è una rete neurale in grado di ridurre a zero l’errore nel riconoscere un’immagine. C’è un’intelligenza artificiale in grado di leggere le mammografie meglio di un essere umano. «Questa è intelligenza artificiale narrow: ristretta, specialistica. Ma una nuova sfida è già partita: puntiamo a una macchina singola che ci batta in tutto».

Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo miliardi di dollari nello sviluppo dell’AGI, l’intelligenza artificiale generale. «Hanno già creato una roadmap che ci porterà a un’AI che farà tutto ciò che facciamo noi. Presto sarà qui. Ci siamo imbarcati in questo viaggio, non so dove arriveremo, ma andremo avanti. Perché è nella nostra indole immaginare sempre che ci sia un posto migliore da cui proseguire il nostro cammino».

E alla fine del prossimo passo ci potrebbe essere l’ASI, una Super intelligenza artificiale: «Sarà forse capace di fare cose che noi non sappiamo fare o che non potremmo nemmeno comprendere». Davanti a tutto questo come ci comporteremo? «Siamo una specie strana e affascinante che non vuole riconoscere il fatto che siamo superabili» aggiunge Cristianini. «Dopo essere stato battuto da AlphaGo, il campione mondiale di Go, Lee Sedol, si scusò di essere stato debole. Nessun essere umano sarà mai più in grado di battere una macchina a Go, e nemmeno a scacchi. Non scusiamoci. Durante il viaggio della mia vita ho imparato che non c’è niente di male nell’essere deboli. Non siamo insuperabili, e in fondo lo abbiamo sempre saputo. Così se un giorno ci trovassimo di fronte qualcosa di superiore a noi, probabilmente la guarderemmo e diremmo fieri: 'Sì, però…’”. Da leggere.