Piccolo, lontanissimo, scoperto e tracciato dopo ben sette anni di osservazioni. C'è un nuovo pianetino là fuori, "nuovo" perché appena individuato, difficile da scorgere perché per via della sua taglia e della distanza, per la maggior parte del tempo si mantiene fuori da sguardi indiscreti, anche quelli dei telescopi più potenti. Non è il "ricercato n.1", l'ormai famigerato Pianeta Nove che si ipotizza possa esistere là fuori, nei quartieri più remoti del Sistema solare. Si chiama, per ora, 2017 OF 201, è un oggetto transnettuniano e la sua rilevazione potrebbe, al contrario, suggerire che il Pianeta Nove non esista affatto.
L'annuncio con cui si è confermata la scoperta è del Minor planet center, l'ente che pubblica e certifica nuovi oggetti celesti, datata 21 maggio. Lo studio è stato condotto da un piccolo team della Princeton University, coordinato da Sihao Cheng, primo autore del paper pubblicato in pre-print su Arxive.
"Cugino" di Plutone
Plutone, com'è noto, dal 2006 non ha più lo status di "pianeta", è stato declassato a pianeta nano per il fatto che la sua azione gravitazionale non è stata in grado di ripulire da altri oggetti massicci le vicinanze della sua orbita. Potremmo considerare 2017 OF 201 un suo lontano cugino. Molto lontano, a dire la verità. Innanzi tutto per le dimensioni: 700 chilometri, il diametro stimato, contro gli oltre 2.300 di Plutone. In realtà, le sue misure andranno raffinate nel corso delle prossime osservazioni, soprattutto usando l'albedo, cioè la quantità di luce solare che la sua superficie è in grado di riflettere. Ma potrebbero essere sufficienti comunque a candidarlo almeno a pianeta nano, che deve avere precise caratteristiche: orbitare attorno a una stella e la sua massa dovrebbe conferirgli una forma quasi sferica.
Se le osservazioni venissero confermate e la sua silhouette risultasse conforme, 2017 OF 201 entrerebbe a far parte di una ristretta cerchia, quella dei pianeti nani, appunto, che comprende, oltre a Plutone, anche Eris, Haumea, Makemake, Quaoar e Cerere, tutti parecchio più grandi di lui.
Questa new entry nella foto di famiglia allargata del Sistema solare sembra bazzicare quelli che finora si pensava fossero quartieri poco popolati. Si riteneva infatti che la regione oltre l'orbita di Nettuno e quella conosciuta come fascia di Kuiper (ai confini del Sistema solare casa di molti asteroidi) fosse sostanzialmente deserta. La scoperta di 2017 OF 201 porta a pensare che potrebbe non essere così e che ce ne possano essere molti altri là fuori. Come lui, piccoli e difficili da vedere.
Lontano, lontanissimo. Quasi sempre invisibile
Per fare un raffronto; alla massima distanza si trova a 250 miliardi di chilometri dal Sole, 1.600 volte quella terrestre, mentre il punto più prossimo al Sole lungo la sua orbita si avvicina ad "appena" a 6,6 miliardi di chilometri, 44 volte la distanza media Sole-Terra. È suggestivo pensare che l'oggetto costruito dall'uomo più distante, la sonda Voyager 1, si trova ora a 25 miliardi di chilometri da noi.
La sua traiettoria è molto allungata e questo impedisce di osservarlo a lungo: "Solo per l’1% del suo tempo orbitale è abbastanza vicino a noi da essere rilevabile - ha spiegato Sihao Cheng, primo autore dello studio e ricercatore presso all’Institute for Advanced Study di Princeton - questo fa pensare che potrebbero esserci qualcosa come un altro centinaio di oggetti con orbita e dimensioni simili. Sono solo troppo lontani per essere rilevabili ora”. In un certo senso siamo stati fortunati, quindi, se pensiamo che 2017 OF 201 completa una rivoluzione attorno al Sole in ben 25.000 anni.
E quest'orbita così allungata è un'indizio per ricostruire il suo passato, che potrebbe essere stato turbolento. "Deve aver avuto un incontro ravvicinato con un pianeta gigante, che ne ha provocato l'espulsione verso un'orbita ampia - spiega Eritas Yang - è possibile che ci sia stata più di una fase nella sua migrazione e che sia stato prima espulso verso la nube di Oort, la regione più lontana del nostro sistema solare, che ospita molte comete, e poi rimandato indietro", aggiunge Cheng.
Il "mistero" Pianeta Nove
Non è lui, il Pianeta Nove. Dubbi non ce ne sono. L'ipotesi che esista un pianeta massiccio oltre Nettuno è dibattuta da molto tempo. Potrebbe spiegare infatti un fenomeno singolare che riguarda diversi corpi celesti transnettuniani: "Molti Tno (oggetti transnettuniani ndr) estremi hanno orbite che sembrano raggrupparsi in orientamenti specifici, ma 2017 OF201 si discosta da questo", spiega Jiaxuan Li, uno degli autori dello studio. Secondo le ipotesi, sarebbe un ipotetico Pianeta X o Pianeta Nove a guidare gravitazionalmente questi oggetti. Ecco che però l'esistenza di 2017 OF201, come anomalia di questo raggruppamento, potrebbe metterla in discussione.