La battaglia legale tra il New York Times e OpenAI non è più confinata al diritto d’autore: ora riguarda (quasi) tutti gli utenti, che secondo Sam Altman (CEO di OpenAI) sono pari al 10% della popolazione mondiale.
Un giudice federale di New York ha infatti ordinato a OpenAI di conservare - per un tempo indefinito - tutte le conversazioni tra gli utenti dell’azienda e ChatGpt.
Lo ha stabilito il 13 maggio scorso ma lo abbiamo saputo solo dopo diversi giorni, in seguito all’appello di OpenAI.
Sam Altman l’ha definita “una richiesta inappropriata che stabilisce un pericoloso precedente”.
Secondo OpenAI la decisione del giudice “mette a rischio la privacy” senza contribuire “alla risoluzione della causa”.
New York Times vs. OpenAI, un breve riassunto
A dicembre del 2023 il New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft per l’uso non autorizzato di milioni di suoi articoli per l’addestramento di ChatGpt.
All'inizio di quest’anno il giudice Sidney Stein ha respinto in parte la richiesta di archiviazione, ritenendo fondati gli esempi in cui il chatbot riproduceva contenuti protetti da copyright (da qui la necessità di monitorare le risposte fornite da ChatGpt).
La causa dunque prosegue.
Il New York Times fa causa a OpenAI e Microsoft per violazione del diritto d’autore
Cosa succede, ora, ai dati degli utenti
Se usate ChatGpt gratuitamente, oppure avete un abbonamento Plus, Pro o Team, o utilizzate le API di OpenAI, i vostri dati non seguiranno più i termini di servizio previsti da OpenAI per la loro archiviazione e cancellazione.
OpenAI ha ora l’obbligo di conservare tutte le conversazioni legate a questi profili - unicamente per fini legali - anche se gli utenti utilizzano le chat temporanee di ChatGpt oppure se hanno scelto di non contribuire all’addestramento dell’intelligenza artificiale di OpenAI (trovate questa voce nelle impostazioni, alla voce “dati”).
Anche le chat cancellate dagli utenti saranno conservate.
Finora le chat eliminate non potevano essere in alcun modo recuperate e venivano cancellate dai server di OpenAI dopo 30 giorni (salvo motivi di sicurezza o obblighi legali).
La conservazione dei dati richiesta dal giudice potrebbe riguardare - anche se non specificato - i file caricati dagli utenti e utilizzati da ChatGpt per fornire le sue risposte.
Sono esenti dalla disposizione del giudice i profili ChatGpt Enterprise, utilizzati dalle aziende, e ChatGpt Edu, pensati invece per gli studenti e in generale l’istruzione.
Fino a quando saranno archiviate le conversazioni su ChatGpt?
Fino a quando OpenAI non vincerà il ricorso, si atterrà all’ordinanza del tribunale.
I contenuti indicati nell’ordinanza saranno conservati separatamente in un sistema sicuro e verranno consultati o utilizzati esclusivamente per adempiere agli obblighi legali.
Solo un piccolo team legale e addetto alla sicurezza di OpenAI potrà accedere a questi dati, se necessario, per rispettare tali obblighi.