Teufel ha un vastissimo catalogo di apparecchi audio, che va dalle radio per le stazioni internet ai diffusori da pavimento per impianti hi-fi. Il Mynd è però forse il prodotto più curioso dell’azienda berlinese: uno speaker bluetooth diverso da tutti gli altri.
Com’è fatto
A cominciare dal design: squadrato, con le viti a brugola in vista, una maniglia in tessuto che si inserisce sul lato superiore (o due spallacci opzionali che vanno sul retro, per portarlo come uno zaino). La scocca, realizzata per il 50% con plastica riciclata, dà una sensazione di robustezza e affidabilità. Le dimensioni però sono importanti (26×18×10 cm), così come il peso (2,44 kg). Più che portatile, il Mynd è uno speaker trasportabile, anche se la certificazione IP67 lo rende resistente alla polvere e all’acqua, e farebbe pensare a una vocazione outdoor.
Ma è nella filosofia progettuale che si distingue dai concorrenti. È pensato per essere aperto, smontato, aggiornato e riparato. La batteria è sostituibile, il modulo Bluetooth è installato su una scheda separata, facilmente aggiornabile. Di più: Teufel ha pubblicato su GitHub schemi e file CAD, così chiunque abbia un minimo di dimestichezza con stampanti 3D può realizzare da sé i pezzi di ricambio o anche personalizzare lo speaker come preferisce. Perfino il software è modificabile.
Come suona
Se il design è intelligente e sostenibile, è l’esperienza sonora a trasformare il Mynd da esperimento etico a prodotto competitivo. Lo speaker Teufel adotta un woofer da 3,5?, con due tweeter in tessuto da 20 mm e da due radiatori passivi collocati alle estremità, che amplificano le basse frequenze. Gli amplificatori sono in classe D, una tecnologia che consente di coniugare al meglio la potenza con l’efficienza.
In ambienti chiusi è in grado di riempire una stanza di medie dimensioni con un suono pulito e definito. I bassi non sono mai invadenti, ma presenti e ben controllati, a vantaggio della chiarezza generale. Le frequenze medie, dove si concentrano voci e strumenti acustici, sono ricche di dettagli e mai impastate, come mostra la resa di No Time To Die, di Billie Eilish, dalla colonna sonora del film omonimo.
Le frequenze più alte, pur brillanti, non risultano mai affaticanti, nemmeno a volumi sostenuti. Proprio qui si nota il lavoro svolto dal DSP (Digital Sound Processor), che ottimizza la risposta in frequenza in base al volume, mantenendo equilibrio e naturalezza anche quando lo speaker è spinto al limite. Quello del Mynd è un suono raffinato e maturo, adatto a tutti i generi musicali: l’elettronica dei Depeche Mode trova ritmo e presenza, il piano di Keith Jarrett è reso in tutte le sue sfumature, il funk di Prince suona pieno e grintoso. Il suono è ampio, sorprendentemente tridimensionale, anche se ovviamente non si può parlare di separazione stereo.
Anche a basso volume, il Mynd conserva una timbrica coerente e un’immagine sonora definita, e non perde corpo e presenza, a differenza di molti altri speaker portatili. Questo lo rende adatto sia in ambienti rumorosi, come all’aperto o durante una festa, sia in situazioni più intime.
Connettività e batteria
Per i comandi ci sono quattro pulsanti sulla parte superiore: sono grandi e dal buon feedback tattile, ma non sempre velocissimi nelle risposte, anche perché quasi tutti hanno più di una funzione. Quello del Bluetooth, ad esempio, serve pure per scegliere tra due dispositivi collegati contemporaneamente, quello di Play/Pausa permette anche di riprodurre il brano precedente o successivo nella playlist.
Per la connettività c’è il Bluetooth 5.3, con supporto a Google Fast Pair, un ingresso Aux da 3,5 mm, ma è anche possibile collegarlo via Usb a un computer e configurarlo come scheda audio esterna, ampliando la gamma di utilizzi: dal semplice ascolto musicale al ruolo di speaker principale per una postazione da scrivania o un piccolo home studio senza pretese.
L’autonomia è un altro punto forte dello speaker Teufel: con una batteria da 5.200 mAh, si arriva a circa 40 ore di riproduzione continua a volume medio, che aumentano ulteriormente in modalità Eco. Quando la spia dell’accensione da bianca diventa rossa è ora di ricaricare lo speaker. Ci vogliono circa 80 minuti tramite la porta Usb-C laterale, che permette anche di ricaricare altri dispositivi in modalità power bank.
L’app
Come accade praticamente con tutti i dispositivi del genere, per usare al meglio il Mynd, occorre scaricare un’app. Si chiama Teufel Go (iOS e Android) e si presenta con un’interfaccia essenziale ma completa, con le funzioni fondamentali a portata di mano. Si può regolare l’equalizzazione intervenendo sulle frequenze basse e alte o scegliere tra diversi preset sonori, adattando la risposta alle preferenze personali o al genere musicale. È possibile monitorare lo stato della batteria, impostare lo spegnimento automatico dopo un periodo di inattività, regolare la luminosità dei Led: anche al minimo, però, la luminosità delle spie può risultare fastidiosa la notte, ad esempio se si lascia il Mynd in carica.
L’app permette anche di attivare la funzione PartyLink, per collegare in modalità wireless fino a 100 speaker per creare un sistema audio distribuito. Può essere utile in contesti come feste, eventi o installazioni artistiche. La modalità Battery Care limita la ricarica all’80% per preservare la vita della batteria nel lungo periodo. Una piccola attenzione che, unita alla possibilità di sostituire fisicamente la batteria, mostra come Teufel abbia progettato il Mynd per durare a lungo.
Ci piace
- Suona bene
- La batteria dura a lungo
- Riparabile e pensato per durare
Non ci piace
- Grande e pesante
- Led troppo luminosi
- I comandi non sono sempre immediati
In fine
Disponibile in quattro varianti cromatiche (Warm Black, Warm White, Light Mint e Wild Berry), il Mynd costa 249,99 euro, anche se spesso si trova in offerta a 229,99. Suona forte e suona molto bene, anche se qualcuno potrebbe preferire l’impatto più entusiasmante di qualche concorrente, come ad esempio il Bose SoundLink Plus.
È uno speaker con una forte personalità estetica, che però non trascura l’etica della sostenibilità. Certo, in pochi useranno davvero una stampante 3D per ripararlo, e forse solo qualche smanettone si avventurerà nella riscrittura del firmware, così lo sforzo di Teufel per mettere a disposizione di tutti schemi e codice è lodevole ma concretamente di dubbia utilità. In un mondo in cui l’elettronica di consumo è spesso sinonimo di obsolescenza programmata, ci sembrano più importanti la costruzione modulare e la facile riparabilità dell’apparecchio, la sua struttura solida e la grande resistenza agli urti. Se il Mynd promette di durare in eterno, non è certo per un patto col Diavolo.