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Si potrà chattare anche su Spotify: arrivano i Messaggi

Si potrà chattare anche su Spotify: arrivano i Messaggi

La nuova funzione permette di condividere brani, podcast e audiolibri direttamente all’interno dell’app e avviare conversazioni private con amici e familiari

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Spotify ha annunciato Messaggi, una nuova funzione che consente agli utenti di condividere brani, podcast e audiolibri direttamente all’interno dell’app e avviare conversazioni private con amici e familiari. Dopo anni in cui la condivisione musicale si è appoggiata a piattaforme esterne come WhatsApp, Instagram o Messenger, la società svedese decide di portare tutto in casa, puntando sull’ascolto come esperienza sociale e conversazionale.

Un passo naturale

“La condivisione – si legge nel blog ufficiale - è da sempre al centro dell’esperienza Spotify: ogni mese milioni di utenti raccomandano contenuti ad amici e parenti, alimentando un potente meccanismo di scoperta basato sul passaparola. Ora, con Messaggi, questa dinamica trova uno spazio dedicato e strutturato direttamente all’interno dell’app”. La funzione sarà disponibile da questa settimana per tutti gli utenti (sia Free che Premium) dai 16 anni in su in alcuni mercati e solo su dispositivi mobili.

Per artisti, autori e creator, è un’occasione per amplificare la diffusione dei propri contenuti: Spotify punta a potenziare il legame tra scoperta e interazione, sfruttando il contesto emotivo dell’ascolto condiviso.

Come funziona

I Messaggi sono chat uno-a-uno, che consentono di condividere contenuti e reagire con testo o emoji. Per avviare una conversazione basta selezionare un brano, un episodio o un libro nella schermata di riproduzione, toccare l’icona di condivisione e scegliere un contatto tra quelli con cui si è già interagito su Spotify, ad esempio tramite playlist collaborative, Blends, Jams o piani Family e Duo condivisi. Una volta che l’interlocutore ha accettato la richiesta di messaggio, sarà possibile continuare a dialogare scambiandosi contenuti e reazioni direttamente nell’app. L’accesso alla sezione Messaggi avviene dal profilo personale, nell’angolo in alto a sinistra.

Spotify insiste sulle funzioni che dovrebbero rendere questa nuova forma di chat più sicura: ogni richiesta può essere accettata o rifiutata, è possibile bloccare contatti, disattivare i messaggi dalle impostazioni e segnalare contenuti ritenuti inappropriati. I messaggi sono protetti da crittografia end-to-end, e un sistema di moderazione proattivo consente di individuare comportamenti illeciti o contenuti pericolosi, nel rispetto della privacy.

Ping

L’azienda di Daniel Ek non è la prima a cercare di rendere l’esperienza musicale più sociale. Ci aveva provato Apple, con Ping, un social network musicale lanciato nel 2010 e chiuso appena due anni dopo. Integrato in iTunes, Ping prometteva di connettere utenti e artisti attraverso la condivisione di brani, recensioni e aggiornamenti. Steve Jobs lo presentò come una fusione tra Facebook e Twitter, ma con un focus esclusivo sulla musica. Tuttavia, la mancanza di integrazione con i principali social network, la scarsa partecipazione degli artisti e un’interfaccia poco intuitiva ne decretarono il fallimento.

Spotify sembra ora percorrere una strada più pragmatica: Messaggi, infatti, non sostituisce le integrazioni social già esistenti, e rimane possibile condividere contenuti su Instagram, TikTok, Facebook e altri canali. L’obiettivo è semmai offrire un ecosistema dove l’interazione avviene senza uscire dalla piattaforma: integrare comunicazione e contenuti serve ad aumentare il tempo trascorso nell’app e rafforzare la fidelizzazione. Che è una merce preziosa da vendere a investitori e aziende di pubblicità.