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IFA 2025

Il pieghevole ultrasottile Samsung va oltre le aspettative. Bellorini: “Vendite raddoppiate”

Il pieghevole ultrasottile Samsung va oltre le aspettative. Bellorini: “Vendite raddoppiate”

Abbiamo incontrato a Berlino il manager che guida la divisione mobile di Samsung in Italia, due mesi dopo il lancio del Galaxy Z Fold 7. E lo abbiamo intervistato per capire dove sta andando il mercato dei pieghevoli e degli smartphone tradizionali in Italia, dove Samsung è l’azienda leader

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A IFA, la fiera dell’elettronica di consumo che si svolge ogni anno a Berlino, Samsung ha aggiunto due nuovi prodotti alla categoria mobile: il Galaxy S25 FE, una versione più accessibile ma comunque potente del suo smartphone top di gamma lanciato a gennaio scorso, e il Galaxy Tab S11, un tablet ben fatto che raggiunge misure importanti (la versione “Ultra” ha un display da 14,6 pollici).

Il nuovo Galaxy S25 FE
Il nuovo Galaxy S25 FE 

Ma l’azienda di Seul ha anche continuato a celebrare il suo ultimo pieghevole - il Galaxy Z Fold 7 - che nella capitale tedesca ha fatto un’ulteriore passerella dopo la presentazione di New York dello scorso luglio.

Per Samsung l’ultimo Fold - che si apre a libretto raggiungendo un display da 8 pollici, e che però da chiuso ha ormai lo spessore di uno smartphone tradizionale - rappresenta una scommessa vinta. Lo dice il mercato.

“Il riscontro è andato oltre le aspettative, molto meglio di quanto ci aspettavamo - afferma Nicolò Bellorini, che guida la divisione mobile di Samsung Electronics Italia. “Si era ipotizzato che i pieghevoli potessero avere una battuta d’arresto, in realtà questo assolutamente non è avvenuto, il Fold è cresciuto moltissimo”, aggiunge il manager che è arrivato in Samsung nel 2017, dopo una lunghissima esperienza in Tim.

Ci può dire quanto?

“Il doppio. Possiamo dire all’incirca il doppio nelle settimane successive al lancio”.

E continuerà a farlo?

“Sì, perché si tratta di un trend positivo non legato a promozioni o campagne di marketing: è il prodotto stesso ad essere più forte e ad essere stato accolto meglio dal mercato. C'è stato quindi un impulso principalmente dal lato della domanda, più che da quello dell’offerta. Questo si integra naturalmente con l’importante investimento che Samsung ha fatto sulla proposizione legata alla Galaxy AI, che rappresenta un moltiplicatore di tutti quei valori che stiamo cercando di promuovere nel mercato degli smartphone già da diversi anni”.

Il Fold 7 è stato premiato nonostante il prezzo fosse più alto, all’uscita, rispetto a quello del modello precedente.

“Nel caso di un device di questo tipo, più che di prezzo bisognerebbe parlare di valore. Al di là delle diverse soluzioni finanziarie disponibili sul mercato, come rateizzazioni o programmi di trade-in, che rendono il prodotto più accessibile, è fondamentale che il prezzo rifletta il livello di innovazione che Samsung porta sul mercato. Un'innovazione che, nei foldable, è particolarmente evidente e dunque riconosciuta e apprezzata”.

A proposito del valore degli smartphone — non solo dei foldable ma anche dei modelli più tradizionali — sembra che il mercato stia cambiando. In passato molti prodotti, soprattutto nella fascia media, si somigliavano per design e prestazioni. Oggi diversi brand puntano su specializzazioni più marcate: c’è chi investe su design, chi su prestazioni elevate, chi su autonomia o materiali più economici. Come si sta evolvendo da questo punto di vista la strategia di Samsung? Continuate a puntare su un’esperienza completa, oppure state valutando approcci più verticali? Mi sembra, ad esempio, che già sul fronte delle colorazioni ci sia stata un’apertura interessante con Flip e Fold.

“Per rispondere a questa domanda, è importante partire da un principio fondante: per noi, la fiducia del consumatore è un valore che va preservato nel lungo periodo. E ci sono elementi, nei nostri prodotti, su cui non scendiamo a compromessi. Parliamo di qualità, intesa non solo come durevolezza dei materiali, ma anche come sostenibilità del software: aggiornamenti regolari, patch di sicurezza, supporto costante. E parliamo anche di sicurezza vera e propria, che garantiamo su tutta la nostra gamma - smartphone, tablet, PC, indossabili, TV, elettrodomestici - grazie alla piattaforma Knox Matrix, che rappresenta uno standard unificato e sicuro. Chi decide di specializzarsi sacrificando altri aspetti, magari puntando su una specifica tecnica da comunicare a livello marketing, come una memoria più ampia ma a scapito della qualità complessiva, forse ottiene risultati nel breve periodo. Ma non costruisce valore duraturo, né fidelizzazione. Noi preferiamo offrire sempre un’esperienza completa e coerente, perché è questo che crea vera brand equity nel tempo”.

In Italia le principali entrate di Samsung sul fronte smartphone provengono dalla fascia media o da quella alta?

“Da quella alta. L’intero mercato guidato da Samsung - parliamo quindi sia della serie S che della serie Z - si sta progressivamente spostando verso l’alto. Naturalmente esiste ancora in Italia una fascia di consumatori che non ha bisogno di dispositivi particolarmente avanzati, ed è giusto che sia così. Anche noi presidiamo quel segmento con prodotti di fascia media e anche più accessibile, sempre però nel rispetto dei nostri valori non negoziabili, come qualità, aggiornamenti software e sicurezza. Siamo felici di poter servire anche quel pubblico, ma è evidente che oggi sempre più persone si affidano allo smartphone come strumento centrale della propria vita digitale, e questo spinge verso dispositivi più evoluti".

Quindi i proventi della fascia alta, rispetto al totale delle vendite, quanto incidono sul vostro fatturato?

“A livello di valore, più della metà delle vendite Samsung in Italia riguarda prodotti premium”.

Il nuovo Galaxy Tab S11 con tastiera (acquistabile separatamente)
Il nuovo Galaxy Tab S11 con tastiera (acquistabile separatamente) 

A Berlino avete portato i nuovi Tab S11. C’è ancora margine di crescita nel segmento tablet? Qual è la vostra strategia e che risultati avete registrato di recente?

“I trend nei tablet sono molto simili a quelli degli smartphone, con alcune influenze dal mondo IT. La componente di produttività è più marcata: e per produttività non intendiamo solo il lavoro da ufficio, ma anche le esigenze di creator e professionisti di altri settori. È proprio questo aspetto che differenzia il tablet dallo smartphone. Il trend generale è comunque analogo: la fascia premium è in crescita e Galaxy AI sta diventando sempre più centrale come interfaccia d’uso. Sul nuovo Tab S11, ad esempio, abbiamo introdotto One UI 8 su un display da oltre 14 pollici, con tutti i vantaggi di un’esperienza avanzata anche grazie alla nuova S Pen, ora con punta conica e dunque ancora più precisa, pensata proprio per soddisfare le esigenze di chi lavora in ambito creativo. Inoltre, il tablet si posiziona come complemento allo smartphone, soprattutto per tutti quegli usi che vanno oltre la pura mobilità, grazie anche alla possibilità di utilizzare tastiera fisica e alla modalità DeX, che consente un’esperienza simile a quella di un PC. È qualcosa che piace molto alle imprese”.

Quindi in Italia c'è un mercato specifico che cerca DeX?

“Un mercato estremamente rilevante per noi è quello delle aziende - piccole, medie e grandi - che cercano strumenti in grado di ottimizzare la produttività e integrarsi nei processi aziendali. È un ambito su cui puntiamo molto. Una delle cose che ci distingue dai competitor, infatti, è la presenza di una struttura tecnica dedicata al supporto aziendale, che ci permette di offrire soluzioni customizzate, modellate sulle specifiche esigenze di ogni impresa. In questo contesto, la modalità DeX è una delle funzionalità più apprezzate. E con il nuovo Tab S11, DeX compie un ulteriore passo avanti: introduce l’Extended Mode, che consente di collegare il tablet a un secondo, terzo o anche quarto schermo. In questo modo è possibile creare una vera e propria postazione di lavoro avanzata”.

Può farmi un esempio specifico di un'azienda con cui avete collaborato?

“Posso dirle che tra quelle con cui lavoriamo ci sono il Gruppo Ferrovie dello Stato, Accenture ed Enel. Quest’ultima fornisce ai propri tecnici sul campo il Galaxy Fold, che grazie alla modalità DeX viene utilizzato sia per le attività operative in mobilità, come la consultazione di mappe o il monitoraggio del territorio, sia per l’elaborazione dei dati una volta rientrati in ufficio”.

Parliamo del Galaxy S25 Edge: è stato un esperimento? Un progetto che potrebbe non avere seguito, oppure un’anticipazione di ciò che vedremo anche in futuro, magari sull’S25?

“Non posso anticipare nulla sull’S26, ovviamente. Ma sì, si può dire che l’Edge sia stato un esperimento, nel senso che è stato il primo del suo genere. Come spesso accade, siamo stati i primi a proporre un nuovo form factor, e l’impatto sul mercato è stato significativo, tanto che ci risulta che anche alcuni competitor stiano osservando da vicino questa direzione. Il concetto di “slimness”, di design sottile, è ormai pervasivo nella nostra intera line-up: il nuovo Fold è il più sottile di sempre, il Tab S11 è ancora più slim, e anche l’S25 FE, pensato per un pubblico più ampio, segue questa filosofia. Quindi sì, possiamo dire che ci abbiamo visto giusto: è stato un esperimento, ma ha colto nel segno”.

Ma le vendite come sono andate?

“Ha avuto una buona accoglienza, in particolare sul mercato italiano, ma non è pensato per essere giudicato solo sul breve termine. Il vero valore di un prodotto così innovativo si misura su tutto il ciclo di vita. Solo alla fine del prossimo anno potremo fare un bilancio completo”.

Da quando è stato introdotto il concetto di Galaxy AI, è cambiato l’investimento in comunicazione? Si è spostato più sul racconto dell’esperienza d’uso, piuttosto che sulla promozione delle specifiche tecniche, che forse oggi sono meno rilevanti per l’utente medio? E questo ha comportato un aumento dei budget?

“Direi che l’AI ha sicuramente introdotto un cambiamento, ma non tanto nella comunicazione pura. L’investimento maggiore è stato fatto sul consumer training: uno sforzo più “dietro le quinte”, che portiamo avanti ogni giorno nei punti vendita, nei touchpoint, con i partner e le aziende clienti. Parliamo di masterclass, materiali dedicati, use case concreti, con l’obiettivo di educare il mercato a un utilizzo più consapevole delle nostre tecnologie”.

Si può quantificare questo investimento?

“Difficile dare una percentuale precisa in questo momento. Di certo, è uno sforzo che prima era meno sentito. E come spesso accade in Samsung, si tratta di un investimento “di visione”, non immediatamente legato al ritorno commerciale, ma pensato per rafforzare il rapporto con il consumatore”.

Il vostro visore, di cui si parla ormai da un po’, quando arriva?

“Chi può dirlo? Sicuramente è l’elemento che potrebbe completare ulteriormente l’ecosistema. Un dispositivo indossabile per la realtà aumentata è una direzione chiara, non è un segreto che Samsung ci stia lavorando. E quando arriverà, sono certo che sarà un’ulteriore dimostrazione della nostra capacità di innovazione”.

Ma in questo segmento non siete esattamente capofila. Meta, ad esempio, con Luxottica ha fatto un buon lavoro e ottenuto anche buoni risultati di vendita.

“Sì, è sicuramente un bel prodotto. Ma c’è ancora margine per innovare e ampliare l’ecosistema. Samsung ha un vantaggio chiave: una piattaforma già pronta per accogliere nuovi form factor in modo integrato e sicuro”.

Qual è l’obiettivo di crescita che vi siete dati per l’Italia nei prossimi anni?

“Possiamo dire con certezza che oggi siamo leader di mercato in Italia, lo siamo da anni, e continueremo a rafforzare questa leadership, anche attraverso una crescita superiore a quella dei nostri concorrenti”.