Spotify concede agli utenti della versione gratuita ciò che hanno desiderato per anni: la possibilità di scegliere e riprodurre un brano specifico. Per la prima volta, chi utilizza il servizio con pubblicità può toccare una canzone e ascoltarla subito, invece di essere costretto alla riproduzione casuale o a un numero limitato di skip.
Il cambiamento, in vigore da ieri 15 settembre, avverrà gradualmente nei prossimi giorni e introdurrà tre nuove funzioni che allentano uno dei vincoli più fastidiosi dell’esperienza free su Spotify.
Come funziona la nuova esperienza free
Con Pick & Play è possibile avviare un qualsiasi brano di una playlist o di un album a piacimento. Search & Play estende questo controllo all’intero catalogo: digitando il nome di una canzone si ottiene davvero quella traccia, non soltanto una playlist rimescolata intorno ad essa. Share & Play semplifica invece l’ascolto diretto dalle condivisioni di amici, artisti o post sui social.
Una rivoluzione con i suoi limiti
Ci sono però ancora dei limiti. Spotify ha introdotto per gli utenti free un tempo massimo (giornaliero) di riproduzione on-demand: una volta esaurito, l’ascolto free torna alle restrizioni di sempre, con skip ridotti e più shuffle.
L’azienda non ha ancora comunicato la durata precisa di questa finestra, che potrebbe variare in base al Paese, al dispositivo o alle abitudini di ascolto. Restano inoltre invariati gli annunci pubblicitari e l’assenza di download offline o di audio in alta fedeltà, vantaggi esclusivi che continuano a essere riservati agli utenti che pagano un abbonamento mensile.
La strategia di Spotify
Per un servizio che per anni ha tenuto l’accesso diretto ai brani come incentivo per spingere verso l’abbonamento, si tratta di una svolta significativa. Secondo diversi analisti, questa mossa aiuterà Spotify a restare competitiva in un panorama sempre più dominato da piattaforme come TikTok e YouTube, che hanno abituato gli utenti alla gratificazione istantanea.
Negli ultimi mesi Spotify ha incontrato ostacoli nella crescita del suo settore pubblicitario. L’amministratore delegato Daniel Ek ha ammesso agli investitori che i progressi sono stati fin troppo lenti. L’obiettivo della società è portare la pubblicità a generare il 20% dei ricavi totali, ma a giugno scorso questa voce pesava ancora solo per l’11%, ben al di sotto delle aspettative.