A cinque anni dal debutto dei primi Ray-Ban Meta, Mark Zuckerberg ha approfittato di Meta Connect - l’evento annuale dedicato principalmente a tecnologie AR e VR - per presentare la nuova generazione di occhiali smart con intelligenza artificiale progettati dal colosso di Menlo Park, che abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima.
“Gli occhiali sono il formato ideale per una super intelligenza personale perché permettono di rimanere presente nel momento e di accedere a tutte queste capacità di intelligenza artificiale per rendere più intelligente, aiutare a comunicare meglio, migliorare la memoria e i sensi”, ha detto Zuckerberg, CEO di Meta.
L’annuncio ruota attorno a tre novità principali: l’aggiornamento della linea base di Ray-Ban Meta, l’introduzione degli Oakley Meta Vanguard pensati per gli sportivi e il debutto dei Meta Ray-Ban Display – precedentemente noti come progetto Hypernova – controllabili tramite una fascia da polso chiamata Neural Band.
L’aggiornamento dei Ray-Ban Meta
I Ray-Ban Meta Gen 2 - disponibili subito al prezzo di 419 euro per il modello base, 449 per quelli polarizzati e 499 per quelli Transition - rappresentano un aggiornamento solido: hanno una batteria migliorata che promette otto ore di utilizzo. Per ottenere il 50% di ricarica bastano 20 minuti nell’astuccio, che assicura fino a 48 ore di autonomia.
Gli occhiali pesano 52 grammi, la memoria interna è di 32 GB, e anche il comparto fotografico e video è migliorato: c’è un sensore ultrawide da 12 megapixel e si possono girare filmati in 3K a 30 FPS, 1440p sempre a 30 FPS o 1200p a 60 FPS, sempre limitati a tre minuti. Il tutto, ovviamente, premendo il piccolo pulsante che si trova su una delle due aste degli smart glasses.
Entro il prossimo autunno, inoltre, Meta ha promesso che verranno introdotte due nuove modalità di registrazione video: hyperlapse, per comprimere video lunghi in un filmato più corto e accelerato, e slow motion. I Gen 2 saranno disponibili nei modelli Wayfarer, Skyler e Headliner e oltre ai colori standard saranno disponibili tre modelli speciali per un limitato periodo di tempo: Il Wayfarer Cosmic Blue, lo Skyler Mystic Violet e l’Headliner Shiny Asteroid, tutti con lenti transition (note anche come lenti fotocromatiche, si adattano automaticamente alle condizioni di luce).
I nuovi Oakley Meta Vanguard
Gli Oakley Meta Vanguard sono chiaramente pensati per gli sportivi e si collocano nel segmento delle action cam, dove promettono di essere un’alternativa credibile.
Resistono alla polvere, possono essere immersi fino a un metro d’acqua e, pur non offrendo la stessa versatilità delle videocamere dedicate, risultano ideali per chi pratica attività all’aperto. Il prezzo è di 549 €: la fotocamera, singola e frontale, riprende le specifiche dei Ray-Ban Meta Gen 2 ma con un angolo di apertura più ampio, pari a 122°. Arriveranno sul mercato il prossimo 21 ottobre, con già integrate le funzioni Hyperlapse e Slow Motion.
Trattandosi di un modello dedicato agli sportivi, gli altoparlanti risultano più potenti per contrastare il rumore del vento, mentre i microfoni adottano un sistema di riduzione del rumore che assicura conversazioni nitide anche in ambienti affollati. Rispetto al modello standard, il pulsante per scattare foto o registrare video senza comandi vocali è stato spostato nella parte inferiore della stanghetta. L’autonomia è di 9 ore nell’uso misto, con fino a 6 ore di riproduzione musicale continua, a cui si aggiungono altre 36 ore grazie all’astuccio di ricarica: bastano 20 minuti per recuperare il 50% della batteria. La novità più interessante, però, è l’integrazione nativa di servizi molto apprezzati dagli sportivi come Garmin e Strava.
L’idea è quella di rendere accessibili durante l’allenamento dati come frequenza cardiaca e passo senza dover ricorrere allo smartphone o guardare uno schermo: basta un comando vocale a Meta AI per ricevere aggiornamenti in cuffia, mentre una piccola luce LED segnala se si è dentro o fuori dall’obiettivo impostato, che sia la frequenza cardiaca o il ritmo di pedalata. Tra le novità c’è anche una funzione di registrazione automatica: i video partono da soli quando vengono raggiunti determinati parametri (ad esempio un aumento di velocità o di dislivello), così da documentare l’attività senza interrompere l’allenamento.
Grazie alla collaborazione con Strava, gli utenti potranno sovrapporre ai propri scatti e clip i dati delle performance sportive, per poi condividerli sia all’interno della community che su altri social. Sarà sufficiente selezionare le informazioni da mostrare: l’app genererà automaticamente un video che unisce immagini e dati biometrici, offrendo una panoramica immediata delle proprie prestazioni: un must per sportivi o per chiunque voglia raccontare una giornata di trekking, una gita in bici o una maratona.
I filmati con overlay possono anche essere condivisi su altre app come Instagram, Facebook, WhatsApp e altro e inoltre, quando viene impostata una connessione con Garmin Connect, Apple Health o Health Connect di Android, è possibile ricevere i riepiloghi dell’attività direttamente nell’app Meta AI dopo ogni allenamento, così da poter confrontare i progressi nel tempo.
Gli Oakley Meta Vanguard saranno disponibili in quattro colorazioni e includeranno nella confezione supporti nasali di ricambio. Inoltre, sarà possibile acquistare separatamente lenti aggiuntive, sia per sostituire quelle danneggiate sia semplicemente per cambiarne lo stile.
Un assaggio di futuro: i Meta Ray-Ban Display
I Meta Ray-Ban Display costituiscono il piatto forte di questo Meta Connect. Sono un nuovo modello di occhiali intelligenti, ispirati come design ai Wayfarer, con display integrato e un accessorio inedito: il Meta Neural Band, un bracciale capace di interpretare i segnali muscolari dell’avambraccio per navigare nel menù.
Il prezzo parte da 799 dollari, con occhiali e bracciale inclusi, e il debutto nei negozi statunitensi è fissato per il 30 settembre. L’arrivo in Canada, Francia, Italia e Regno Unito è invece programmato per l’inizio del 2026.
Le montature saranno disponibili in due varianti di colore, Shiny Black e Shiny Sand, e in due diverse misure. Montano lenti Transition e offrono fino a sei ore di autonomia nell’uso misto. Le fotocamere riprendono le specifiche dei Ray-Ban Meta Gen 2: un sensore ultra-wide da 12 megapixel, con registrazione limitata a video verticali in 1080p a 30 FPS. Al loro interno trovano posto il processore Qualcomm Snapdragon AR1 Gen 1 e la certificazione IPX4, che li protegge da pioggia leggera ma non da immersioni o esposizioni prolungate all’acqua.
Meta punta a offrire un dispositivo che permetta di mantenere lo sguardo sul mondo reale, evitando la sensazione di isolamento tipica dei visori di realtà aumentata. Per integrare il display in una montatura Ray-Ban dall’aspetto tradizionale, è stato adottato un micro-proiettore nascosto nella stanghetta, che riflette l’immagine sulla lente destra tramite un sottile strato trasparente. In questo modo lo schermo risulta visibile solo a chi indossa gli occhiali, senza aumentare lo spessore della montatura né compromettere la visuale.
Il display, con risoluzione di 600 x 600 pixel, è collocato leggermente in basso nel campo visivo e offre un’elevata luminosità e un buon contrasto, garantendo leggibilità anche all’aperto. Dall’esterno, invece, resta del tutto invisibile. L’esperienza d’uso risulta naturale e confortevole: gli occhiali pesano 69 grammi e lo schermo non disturba la visione, visto che è sufficiente abbassare leggermente lo sguardo per consultarlo. Dopo 20 secondi di inattività, inoltre, si spegne automaticamente.
Tra le funzioni che abbiamo potuto provare rientrano la lettura delle notifiche di WhatsApp, la visione di un video su Instagram, la ricezione di indicazioni per raggiungere una destinazione e l’ascolto di musica – con la speranza che in futuro venga introdotta anche una modalità karaoke. È possibile inoltre chiedere a Meta AI le istruzioni per una ricetta, visualizzate in pratici pannelli, oppure generare un’immagine su una parete, ad esempio per simulare l’effetto di una carta da parati.
Particolarmente interessante la funzione di traduzione in tempo reale: grazie alle fotocamere, gli occhiali riconoscono l’interlocutore e traducono immediatamente quanto viene detto, mostrando il testo sul display. Questa modalità può essere sfruttata anche nella propria lingua, per facilitare la comprensione in ambienti molto rumorosi o affollati, dove altre voci potrebbero altrimenti rendere difficile la conversazione.
Un bracciale per interagire con gli occhiali: il Meta Neural Band
Il vero salto nel futuro proposto da Zuckerberg, allo studio da tempo nei laboratori Meta, è il Meta Neural Band, che una volta indossato come un normale braccialetto permette di navigare nel menù degli occhiali senza utilizzare il touchpad del telefono o la voce.
Il sistema di controllo tramite gesture è semplice e intuitivo, anche se richiede circa dieci minuti di ambientamento. Unendo indice e pollice si seleziona una voce del menù, mentre con pollice e medio si torna indietro. Chiudendo la mano a pugno, con il mignolo rivolto verso il basso, è invece possibile navigare tra le opzioni usando il pollice come se fosse il joystick di un gamepad. La rotazione del pugno verso destra o sinistra consente infine di regolare il volume.
In futuro sarà disponibile anche la possibilità di scrivere messaggi muovendo le dita, per chi non desidera dettarli: una funzione ancora in fase di test e non provabile al momento. È comunque già possibile inviare messaggi vocali, anche sussurrando.
Il futuro costa caro ed è tutto da scoprire
Al termine della prova si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte all’inizio di una nuova era per i dispositivi indossabili, quasi come avere tra le mani un “Google Glass che funziona”, per citare un commento ricorrente durante la presentazione.
La Neural Band è un prodotto dal prezzo certamente non trascurabile, ma tutto sommato accessibile per chi desidera ricevere notifiche e interagire con i contenuti digitali senza distogliere lo sguardo dal mondo reale. Non è un dispositivo imprescindibile, né adatto a chi cerca un po’ di digital detox, ma resta un oggetto affascinante per chi vuole assaporare il futuro e sperimentare lo stato dell’arte della realtà aumentata oggi disponibile al pubblico.
Per quanto molte cose possano essere controllate ancora con la voce o utilizzando lo smartphone, la Neural Band in particolare è sorprendente per la sua precisione si presenta anche come sistema di controllo per i dispositivi del futuro. L’unica osservazione che possiamo fare è che forse rappresenta ancora un piccolo elemento di frizione rispetto alla libertà di poter comandare un dispositivo senza doversi ricordare di indossare un braccialetto.
Senza dubbio è molto utile quando sappiamo di non poter usare le mani, perché stiamo guidando, facendo attività fisica o impastando la pizza, ma resta qualcosa che dobbiamo ricordarci di fare rispetto alla semplicità di indossare semplicemente un paio di occhiali e comandarli con la voce. Per capirci, sarebbe come avere un portatile e doversi ricordare sempre di portarsi dietro un mouse.