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Oakley Meta HSTN, la recensione: gli occhiali con l’IA per chi vive all’aperto

Oakley Meta HSTN, la recensione: gli occhiali con l’IA per chi vive all’aperto

Abbiamo provato gli Oakley con IA integrata firmati Meta ed EssilorLuxottica, pensati per chi vive all’aria aperta e non vuole rinunciare alla tecnologia. Dalla traduzione in tempo reale alla stabilizzazione video, sono tanti i dettagli che li distinguono. Ma non tutto è perfetto, e il design marcato potrebbe non piacere a tutti

7 minuti di lettura

Quando furono lanciati quattro anni fa, gli occhiali Meta non potevano ancora definirsi veri “occhiali intelligenti”: permettevano di scattare foto e registrare video, ma erano distanti dall’incarnare l’annuncio di un nuovo modo di vivere la tecnologia.

Si chiamavano Ray-Ban Stories e nel nome c’era già tutto: servivano principalmente a condividere sui social scatti e brevi attimi filmati in soggettiva. Tutto è cambiato grazie alla rapidissima evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa, che li ha trasformati da semplici strumenti per catturare immagini in assistenti personali indossabili.

Dalla fotocamera all'assistente: l’evoluzione degli occhiali Meta

Oggi gli occhiali (davvero) smart che Meta sviluppa in collaborazione con EssilorLuxottica non solo possono immortalare e registrare ciò che vediamo, ma anche interpretarlo: riconoscono oggetti e luoghi, traducono conversazioni in tempo reale, rispondono a domande su qualsiasi argomento e offrono suggerimenti sfruttando la comprensione del linguaggio naturale. In altre parole, grazie all’IA la fotocamera integrata nella montatura non si limita più a scattare foto: diventa uno strumento per interagire con il mondo circostante.

Questa svolta è il risultato dei massicci investimenti che Meta ha destinato all’intelligenza artificiale negli ultimi anni: sia in hardware e data center, sia nello sviluppo di modelli linguistici e multimodali.

L’obiettivo di Mark Zuckerberg - amministratore delegato del colosso che un tempo si chiamava Facebook - è fare dell’IA il cuore di tutti i prodotti dell’azienda, dagli occhiali ai social network.

La visione di Zuckerberg ha trovato riscontro sul mercato. A febbraio scorso i Ray-Ban Meta Wayfarer – primi smart glasses sviluppati insieme a EssilorLuxottica – hanno superato i due milioni di unità vendute. Ora l’azienda punta ancora più in alto: arrivare a spedire 10 milioni di unità annue entro la fine del 2026, trasformando gli occhiali intelligenti da prodotto di nicchia a oggetto di consumo di massa.

A confermare questo cambio di passo è anche il linguaggio usato dai vertici di Meta: Zuckerberg e altri dirigenti parlano ormai di “occhiali con intelligenza artificiale” più che di “occhiali smart”. Un dettaglio che riflette una strategia più ampia, in cui il metaverso ha lasciato spazio all’IA come vero motore dell’innovazione, visibile anche nei dispositivi indossabili.

A differenza dei più ingombranti visori per la realtà virtuale prodotti dall’azienda, gli occhiali IA di Meta hanno l’aspetto di comuni occhiali da sole. Fotocamere, microfoni e altoparlanti sono integrati con grande discrezione e rendono un dispositivo come i Ray-Ban Meta (di cui è stata recentemente annunciata la seconda generazione) non solo più gradevole dal punto di vista estetico, ma anche più comodo e facile da indossare nella vita quotidiana.

Oakley Meta HSTN, un passo avanti all’insegna dello sport

Gli Oakley Meta HSTN sono l’evoluzione sportiva degli occhiali smart Ray-Ban Meta, frutto della collaborazione tra Meta ed EssilorLuxottica. Pensati per un pubblico più orientato alle attività all’aperto, introducono su una base già collaudata alcuni miglioramenti significativi: la possibilità di registrare video con qualità 3K e una batteria con autonomia sufficiente a coprire una giornata di utilizzo (non intensivo).

Il modello testato per due mesi è un’edizione limitata, con montatura bianca lucida e lenti dorate a specchio. Sul frontale, due fori neri indicano la presenza di una fotocamera e una videocamera.

Come i Ray-Ban Meta di prima generazione, gli Oakley Meta HSTN includono una fotocamera da 12 MP pensata per scatti in soggettiva, altoparlanti open-ear per musica e chiamate, e un assistente AI capace di rispondere a domande ed eseguire varie funzioni, a condizione ovviamente che gli occhiali siano connessi via Bluetooth a uno smartphone con accesso a internet.

Design e miglioramenti tecnici

Gli occhiali smart Oakley Meta HSTN non rivoluzionano quanto già visto con i Ray-Ban Meta, ma offrono comunque un’esperienza distinta. Con lenti arancioni ultra-riflettenti e una montatura angolare dal taglio sportivo, l’identità Oakley è immediatamente riconoscibile. La struttura spessa e smussata è pensata per farsi notare.

Per chi ama le attività all’aria aperta – come ciclismo o sport invernali – possono rappresentare una scelta esteticamente coerente e funzionale. Nella vita quotidiana, invece, il design marcato potrebbe risultare troppo particolare e difficile da integrare con uno stile più sobrio.

Il bianco lucido, in particolare, spicca molto e potrebbe non valorizzare chi ha una carnagione chiara. In contesti estivi, come la spiaggia, il look brillante e colorato può invece rivelarsi perfettamente in sintonia con l’atmosfera vivace della stagione.

La montatura degli Oakley Meta HSTN offre però un vantaggio concreto: aderisce meglio al viso rispetto ai Ray-Ban Wayfarer che abbiamo testato in precedenza. Questo si traduce in una maggiore stabilità durante la corsa o anche nei movimenti più semplici, come abbassare la testa per raccogliere qualcosa da terra.

Pur garantendo un grado di protezione IP54, i nuovi Oakley non sono adatti all’uso in acqua. Questa certificazione garantisce una resistenza parziale alla polvere e una protezione limitata contro spruzzi d’acqua provenienti da tutte le direzioni, ma non li rende impermeabili. Significa che possono sopportare pioggia leggera o schizzi accidentali, ma non devono essere immersi né utilizzati sotto la doccia o durante attività acquatiche, in acqua dolce o salata.

Prestazioni audio, controllo e qualità fotografica

La fotocamera, come nel modello Ray-Ban, è posizionata sopra l’occhio sinistro, mentre una spia luminosa sopra il destro si accende automaticamente ogni volta che si scatta una foto o si avvia una registrazione video tramite il pulsante dedicato.

Gli altoparlanti open-ear sono integrati nelle aste e permettono di ascoltare musica o parlare al telefono senza bisogno di auricolari. Come già sperimentato nei Ray-Ban Meta, il suono è ben isolato a volumi moderati e, in modo sorprendentemente efficace, risulta praticamente impercettibile a chi si trova vicino a chi li indossa.

La gestione della riproduzione musicale e del volume è semplice e intuitiva, grazie a un touchpad posizionato sulla stanghetta destra: con un tocco si avvia la riproduzione o si mette in pausa, scorrendo il dito avanti o indietro, invece, si controlla la potenza dell’audio.

Sugli Oakley Meta HSTN l’audio delle chiamate ci è sembrato più nitido. La nostra voce è arrivata in modo più chiaro a chi ci ascoltava al telefono. Rispetto ai Ray-Ban Meta Wayfarer, che in diverse situazioni avevano mostrato qualche difficoltà nel mantenere stabile la comunicazione, questi Oakley offrono un’esperienza più affidabile e pulita.

Lenti e prezzi

Gli occhiali smart Oakley Meta HSTN Warm White in edizione limitata sono stati lanciati a fine luglio 2025 a un prezzo di circa 430 euro. Questa edizione limitata presenta lenti polarizzate Prizm 24K ma non è l’unica opzione disponibile. Meta ed EssilorLuxottica hanno aggiunto ulteriori colori e selezioni di lenti, tra cui le Transitions, a prezzi simili o leggermente superiori.

Con le lenti Prizm 24K, soprattutto nelle giornate di sole intenso, l’esperienza visiva è stata eccellente: il contrasto dell’ambiente risulta ben definito e ciò che ci ha colpito di più è il modo in cui il verde della vegetazione – alberi, prati, piante – appare più vivido, profondo e al tempo stesso naturale. È una differenza che si apprezza davvero solo dopo aver indossato altri occhiali da sole con lenti Transitions: il confronto rende ancora più evidente la qualità delle Prizm. Per tutti questi motivi, gli Oakley Meta HSTN si dimostrano ideali per chi pratica attività fisica e ha bisogno di cogliere ogni dettaglio del proprio percorso.

Ma non si tratta solo di vedere meglio: questi occhiali sono pensati anche per documentare ciò che si sta facendo, e lo fanno meglio rispetto al passato grazie al nuovo sensore video con risoluzione 3K.

La qualità delle immagini, in sé, non segna un salto netto rispetto ai Ray-Ban Wayfarer: resta buona, ma non ancora eccezionale. Tuttavia, è evidente che la risoluzione extra sia stata impiegata soprattutto per migliorare la stabilizzazione. Le clip registrate durante la corsa o in attività con movimenti rapidi sono risultate sorprendentemente stabili, anche in condizioni meno favorevoli.

Un punto di vista inedito, con mani libere

La possibilità di acquisire video e foto direttamente dagli occhiali rappresenta un vantaggio non solo per gli sportivi, ma per chiunque voglia catturare il momento da una prospettiva in prima persona, lasciando le mani completamente libere.

È una modalità comoda e naturale per documentare ciò che si sta vivendo, senza la preoccupazione di tenere - o rischiare di far cadere - uno smartphone. Inoltre, lo scatto è più rapido rispetto a quanto avviene con il telefono: basta premere un pulsante o usare un comando vocale.

Le funzioni della Meta AI e la sorprendente traduzione in tempo reale

La Meta AI sugli Oakley Meta HSTN funziona esattamente come sui Ray-Ban Meta, inclusa l’attivazione tramite la frase chiave “Hey, Meta” (esiste anche una comoda opzione che permette di non ripeterla ogni volta durante la conversazione con l’IA).

Grazie all’accesso diretto a fotocamere e microfoni integrati, l’assistente risulta uno strumento estremamente versatile, utile in molte situazioni quotidiane. La Meta IA è anche in grado di effettuare ricerche sul web prima di offrire una risposta.

È possibile, ad esempio, chiedere informazioni su un luogo che si sta visitando oppure pronunciare comandi come “Hey Meta, guarda e dimmi cosa sto vedendo” per scattare una foto e ricevere un’analisi visiva, con commenti contestuali o dettagli sull’ambiente o sugli oggetti inquadrati. Durante i test, li abbiamo utilizzati anche in alcuni musei per ottenere informazioni sulle opere esposte: l’intelligenza artificiale ha fornito risposte precise e spesso molto dettagliate, a volte persino troppo lunghe.

L’esperienza con Meta AI, però, non è priva di limiti. Il metodo più immediato per attivarla resta il comando vocale “Hey, Meta”, ma in ambienti silenziosi o in contesti più intimi, parlare agli occhiali può risultare imbarazzante o poco pratico.

Inoltre, a differenza di altri assistenti vocali più evoluti – come le voci interattive di ChatGPT – Meta AI non può essere interrotta mentre parla, rendendo le conversazioni meno naturali e più unilaterali.

Tra le nuove funzioni introdotte da Meta, quella che ci ha colpito di più è la traduzione in tempo reale. Basta pronunciare il comando “Hey Meta, avvia la traduzione in tempo reale” per ascoltare nella propria lingua ciò che sta dicendo l’interlocutore.

Il sistema introduce un leggero ritardo, che non consente uno scambio del tutto fluido, ma rappresenta comunque un enorme passo avanti nell’abbattimento delle barriere linguistiche. La traduzione può essere seguita anche sullo schermo dello smartphone, che va utilizzato per mostrare la traduzione simultanea della nostra lingua. Se entrambi gli interlocutori indossano occhiali Meta, l’interazione diventa ancora più naturale, perché ciascuno riceve automaticamente la traduzione audio nella propria lingua, tramite gli altoparlanti integrati.

Attualmente, la funzione supporta inglese, italiano, francese e spagnolo. Ogni lingua va scaricata prima di avviare la traduzione. Non è il modo più naturale di conversare, perché richiede una pausa tra l’ascolto e la traduzione, ma nel complesso si è dimostrata abbastanza efficace.

Autonomia e custodia: pro e contro

Uno degli aggiornamenti più rilevanti introdotti con gli Oakley Meta HSTN riguarda l’autonomia della batteria. Secondo Meta, gli occhiali possono arrivare a otto ore di utilizzo tipico (quindi non continuo) e restare in standby fino a 19 ore.

Nella nostra esperienza, la batteria ha retto con un uso intensivo per circa sei ore, un risultato lontano da una giornata intera ma obiettivamente sufficiente alle ore che idealmente si trascorrono all’esterno con sole pieno.

Con un utilizzo più leggero - come scattare qualche foto, interpellare occasionalmente l’assistente IA ed effettuare alcune telefonate - l’autonomia dei Oakley Meta HSTN migliora sensibilmente.

La custodia di ricarica, secondo Meta, offre fino a 48 ore di energia extra, consentendo di utilizzare gli occhiali per diversi giorni senza doverli collegare a una presa. Nei nostri test, la durata effettiva è stata leggermente inferiore rispetto a quanto dichiarato, ma la custodia si è comunque dimostrata fondamentale per estendere il tempo d’uso. Anche una volta scarichi o spenti, va ricordato, nulla impedisce di utilizzare gli Oakley come normali occhiali da sole.

La custodia degli Oakley Meta HSTN è sensibilmente più grande e pesante rispetto a quella dei Ray-Ban Meta Wayfarer, il che la rende meno pratica da portare in giro.

Un altro aspetto poco riuscito – lo stesso che avevamo già riscontrato con la custodia dei Ray-Ban – è l’assenza di un indicatore preciso del livello di carica. L’unico riferimento è un piccolo LED frontale che cambia colore (verde, giallo, rosso) in base alla batteria residua, ma offre solo una stima approssimativa e poco utile per capire quanta autonomia effettiva resta.

Il livello di carica degli occhiali può comunque essere monitorato tramite l’app Meta AI, disponibile per dispositivi iOS e Android. Oltre a fornire informazioni dettagliate sull’autonomia residua, l’app consente di personalizzare numerose funzioni degli occhiali e di collegarli direttamente a servizi come Amazon Music e Spotify, permettendo così l’ascolto in streaming senza dover passare ogni volta dallo smartphone per avviare la riproduzione.

C'è poi una questione di usabilità: estrarre gli occhiali dalla custodia risulta spesso complicato. Sono inseriti con un aggancio piuttosto rigido e la montatura non offre un buon punto d'appoggio per sfilarli agevolmente. Usare le aste per fare leva non è consigliabile, sia per una questione di resistenza nel tempo che per evitare danni accidentali.

Cosa ci è piaciuto

  • Design sportivo e distintivo
  • Le lenti capaci di restituire dettagli e colori più fedeli
  • Stabilità e comfort migliorati
  • Funzioni IA utili per le attività quotidiane

Cosa non ci è piaciuto

  • Autonomia limitata in uso intenso
  • Nessun indicatore preciso della batteria
  • Difficoltà nell’estrazione dalla custodia
  • Interazione vocale poco naturale