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La NASA lancia gare d’appalto a causa dei ritardi di SpaceX di Elon Musk. E Bezos torna in corsa

Rendering del lander BlueMoon di Blue Origin, l'azienda spaziale di Jeff Bezos
Rendering del lander BlueMoon di Blue Origin, l'azienda spaziale di Jeff Bezos 

Si riaccende la gara con Blue Origin per la Luna. Mentre i cinesi viaggiano spediti

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Tutto sommato, c’era da aspettarselo. Considerati i ritardi, i problemi tecnici e le ambizioni cinesi. Ciò che ha annunciato ieri pubblicamente l’attuale numero uno della Nasa, Sean Duffy, nel voler riaprire il contratto per il veicolo di allunaggio, o Human Landing System per “Artemis,” potrebbe rimettere clamorosamente in gioco il programma. Perlomeno sull’azienda che realizzerà il modulo che dovrà garantire i primi allunaggi del nuovo programma lunare.

Che potrebbe non essere più SpaceX. E’ la totale riapertura di una gara che potrebbe riportare in vantaggio Blue Origin, proprio la compagnia spaziale di Jeff Bezos, che a suo tempo fece causa all’ente spaziale, reo di aver scelto SpaceX per realizzare il veicolo di allunaggio, dopo che l’azienda di Kent, nello Stato di Washington, aveva presentato con largo anticipo il suo lander “Blue Moon”. Un veicolo spaziale che richiama di più il vecchio Lem del programma Apollo, ma assai più sofisticato e moderno, oltre che spazioso, e soprattutto più semplice nel concetto.

Gara riaperta per lo HLS

Un concetto che è poi proseguito con lo sviluppo dei due moduli Mk-1 e Mk-2, versioni cargo e con equipaggio, pronti per essere lanciati con il nuovo razzo New Glenn.

I ripetuti fallimenti nei test dell’astronave Starship, che hanno notevolmente ritardato il programma, e la complessità del progetto per fare scendere sulla Luna un’astronave alta 50 metri, con gli astronauti che vi dovranno scendere in ascensore, e senza contare che per una missione di allunaggio servirebbero perlomeno diverse Starship (una per l’equipaggio, una con il combustibile, e un numero imprecisato per rifornire la stessa versione a combustibile), aveva già portato la Nasa ad avviare un Piano B. Con Blue Origin, appunto. Ma ora, con la pressione della Cina che pare ormai pronta ad inviare i propri taikonauti sulla Luna entro e non oltre il 2030, e con una missione Artemis 3 che non è poi così sicura di partire a settembre 2027 (già si parla di 2028), la gara è riaperta. E non è detto che non vi rientri anche la Dynetics, il terzo partecipante alla gara finale, che userebbe moduli italiani, tramite un contratto con Thales Alenia Space, che di fatto già realizzerà il modulo-avamposto dell’Asi, una sorta di “camper” lunare che verrà inviato sul suolo selenico nel 2032.

È di nuovo scontro SpaceX-Blue Origin

Nell'aprile 2021, la NASA aveva assegnato all'azienda di Elon Musk un contratto da 2,9 miliardi di dollari per la fornitura del primo veicolo lunare con equipaggio per allunare.

"Adoro SpaceX, è un'azienda straordinaria - ha detto ieri Duffy - Il problema è che sono indietro. Hanno posticipato i tempi e siamo in competizione con la Cina", ha detto Duffy in Tv alla CNBC - Io e il presidente vogliamo raggiungere la Luna durante il mandato di questo presidente, quindi renderò pubblico il contratto. Lascerò che altre aziende spaziali competano con SpaceX, come Blue Origin."

Duffy, ha aggiunto che “la Cina ha piani lunari propri, e prevede di far allunare astronauti entro il 2030 e sta facendo seri progressi verso il raggiungimento di tale obiettivo”. Nessun essere umano ha toccato la superficie lunare da quando gli astronauti dell'Apollo 17, Eugene Cernan e Harrison “Jack” Schmitt lo fecero nel dicembre 1972. Blue Origin si è aggiudicata un contratto per il sistema di atterraggio umano Artemis nel 2023, un premio del valore di 3,4 miliardi di dollari. L'azienda prevede di onorare l'accordo con il suo lander Blue Moon, che originariamente avrebbe dovuto fare il suo debutto lunare con equipaggio nella missione Artemis 5. Musk ha espresso scetticismo sul fatto che Blue Origin possa accelerare i tempi abbastanza da essere pronta per una missione lunare con equipaggio prima di SpaceX: "Blue Origin non ha mai portato un carico utile in orbita, figuriamoci sulla Luna" - ha dichiarato Elon Musk.

Il nuovo, possente razzo New Glenn di Blue Origin ha trasportato un prototipo della navicella spaziale Blue Ring in orbita terrestre nel suo primo – e finora unico – lancio lo scorso gennaio. E ora prepara il secondo, in programma il 9 novembre, per inviare verso Marte la coppia di sonde della missione Escapade.

I ritardi

La missione di Artemis 3, del primo sbarco lunare del nuovo programma, e settimo della storia dopo quelli dell’Apollo, è stata rinviata più volte, e non solo perché Starship è ancora in fase di test. Vanno annoverati i problemi (seri) allo scudo termico della nuova navicella Orion, quella progettata per portare gli astronauti dalla Terra alla Luna e ritorno, e altri problemi tecnici. La NASA si sta ora preparando per Artemis 2, che lancerà quattro astronauti, tre uomini e una donna, in un viaggio di 10 giorni attorno alla Luna il prossimo anno. “La missione è in programma per il lancio già a febbraio - ha dichiarato Duffy lunedì La Starship di SpaceX, nel frattempo, ha effettuato finora 11 voli di prova suborbitali. I due lanci più recenti, avvenuti rispettivamente il 26 agosto e il 13 ottobre, hanno avuto successo quasi totale.