Italian Tech

YouPol, l'app della Polizia di Stato: da oggi raccoglie le segnalazioni di chi viaggia in treno

YouPol, l'app della Polizia di Stato: da oggi raccoglie le segnalazioni di chi viaggia in treno

Dallo smartphone alle sale operative della Polizia Ferroviaria: l’app nata per contrastare bullismo, spaccio e violenza domestica ora permette ai viaggiatori di segnalare in tempo reale comportamenti sospetti, anche in forma anonima, trasformando ogni passeggero in un potenziale punto di contatto con le questure

2 minuti di lettura

Chi viaggia lo sa: a volte si vede qualcosa che non va e si sceglie di distogliere lo sguardo. Per paura di esporsi, per imbarazzo, perché “tanto non serve”. Oggi, invece, basta un tap: YouPol, l’app della Polizia di Stato per smartphone, tablet e computer, nata nel 2017 per contrastare bullismo e spaccio, estende le sue funzionalità a treni e stazioni, trasformandosi in un canale diretto — e geolocalizzato — per segnalare criticità in tempo reale. La sfida per chi si occupa di sicurezza è intercettare questi segnali deboli prima che diventino fatti di cronaca, facendo di ogni viaggiatore un possibile punto di contatto con la Polizia di Stato.

Dal quartiere al binario: come funziona YouPol

YouPol funziona con o senza registrazione dei dati personali, ma gli utenti registrati, possono essere messi in contatto con un poliziotto tramite una chat dedicata, utile per fornire dettagli aggiuntivi e ricevere aggiornamenti sugli esiti dei controlli.

Fino ad oggi YouPol era pensata soprattutto come uno strumento per segnalare episodi di bullismo, spaccio o violenza domestica in contesti come scuole, quartieri, centri urbani o abitazioni. Il nuovo aggiornamento porta YouPol dove milioni di persone passano ogni giorno: treni e stazioni.

Chi viaggia può indicare in pochi istanti la stazione in cui si trova o il treno su cui è a bordo; la geolocalizzazione fa il resto, inviando la segnalazione direttamente alle sale operative della Polizia Ferroviaria. Il meccanismo è lo stesso di sempre: foto, video o brevi messaggi. Ma cambia il contesto: un ambiente mobile, rumoroso, spesso affollato come le stazioni, dove anche un comportamento sospetto può evolvere rapidamente.

YouPol non sostituisce il numero unico di emergenza 112, ma permette di chiedere aiuto senza esporsi, senza telefonare e, volendo, senza farsi riconoscere. È un nuovo strumento nelle mani del viaggiatore e per chi deve garantire la sicurezza pubblica.

Un canale anonimo, multilingue e sempre connesso alle questure

YouPol nasce come strumento di prossimità digitale. Durante la pandemia l’app si è evoluta per accogliere anche segnalazioni di violenza domestica, un fenomeno esploso nel silenzio delle mura domestiche. Il funzionamento è semplice: l’utente invia messaggi, foto o video alle centrali operative delle questure, con la possibilità di restare completamente anonimo.

L’app parla quattro lingue: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Dietro le quinte, a gestire il flusso delle richieste è il Servizio Controllo del Territorio della Direzione Centrale Anticrimine, insieme agli Uffici Prevenzione Generale delle 106 questure.

I numeri che raccontano l’Italia che chiede aiuto

Da dicembre 2024 a oggi, sull’app YouPol sono arrivate 46.877 richieste di aiuto generiche, 24.962 segnalazioni legate alla droga, 3.357 casi di violenza domestica e 3.648 episodi di bullismo. Una mole di dati che racconta un uso ormai quotidiano e capillare dell’app.

A guidare l’utilizzo sono soprattutto le persone tra i 51 e i 60 anni, circa 100.000 utenti attivi, seguite dai giovani tra i 18 e i 30 anni, che sono circa 20.000, e dai minorenni, che si attestano intorno ai 5.000. In questo scenario emerge un ulteriore elemento: ogni mese vengono inviate in media 5.650 segnalazioni anonime, che permettono comunque alla Polizia di Stato di intervenire, prevenire e monitorare situazioni potenzialmente rischiose.