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L’evento

CES 2026, Lenovo accende Las Vegas: l’IA va in scena come un grande show

Un momento del concerto di Gwen Stefani che ha chiuso il Lenovo Tech World
Un momento del concerto di Gwen Stefani che ha chiuso il Lenovo Tech World 

Nel teatro immersivo della Sphere, Lenovo ha messo in scena la sua visione dell’intelligenza artificiale con il CEO Yang Yuanqing affiancato dai protagonisti dell’industria dei chip - da Jensen Huang a Lisa Su - e del software. Dall’annuncio di Lenovo Qira ai nuovi prodotti Motorola, fino alla partnership con FIFA, l’IA diventa personale e spettacolare. Quello che segue è il reportage di un evento in puro stile Las Vegas

10 minuti di lettura

Alla Sphere di Las Vegas la tecnologia ha preso per una notte il posto della musica, dentro un edificio che è già di per sé un effetto speciale: un guscio alto 112 metri e largo 157, rivestito all’esterno da oltre 54mila metri quadrati di LED, e con uno schermo interno a risoluzione 16K che costringe il pubblico a guardare all’insù per scoprire dove va a finire.

Nello stesso spazio dove di solito passano produzioni e residency come quelle di U2, Eagles e dei Backstreet Boys, Lenovo ha messo in scena la sua serata da headline act: lunghissime code all’esterno, poi un colpo d’occhio da palazzetto pieno: quasi 15mila persone, sedute davanti a una enorme superficie convessa pensata per trasformare ogni video in un’esperienza immersiva.

In questo micro universo tinto di rosso - il colore che caratterizza la multinazionale cinese regina dei personal computer - si è svolto il Lenovo Tech World, un maxi evento a margine del CES, la fiera dell’elettronica di consumo più importante del mondo.

Ai piedi della gigantesca parete di LED, Yang Yuanqing è emerso dall’unica, minuscola apertura che interrompe la superficie luminosa. È un rettangolo nero, netto, che richiama quello attraversato da Jim Carrey nel finale di The Truman Show, quando attraversa il cielo artificiale per rientrare nella realtà.

Avvolto da una luce rossa densa e uniforme, l’amministratore delegato di Lenovo è apparso sul palco come un astronauta appena posatosi su Marte.

In fondo l’epoca che stiamo vivendo è pura fantascienza: parliamo in modo naturale con le macchine. E i computer sembrano capirci davvero, anche se in realtà non hanno un briciolo di coscienza.

La nuova era dell’IA ibrida

Yuanqing è entrato in Lenovo nel 1989. Vent’anni dopo è diventato CEO. Ancora una volta è chiamato a dare un volto alla traiettoria dell’azienda, nel momento in cui l’industria prova a fissare la grammatica del personal computing nell’era dell’IA.

Nel suo intervento di apertura, Yuanqing ha tracciato un’evoluzione dell’intelligenza artificiale che va oltre la generazione di testi, codice o immagini, descrivendola come una tecnologia che “percepisce il nostro mondo tridimensionale, comprende come le cose si muovono e si connettono” e impara dalla complessità umana.

Per il CEO di Lenovo, si tratta di una trasformazione “profondamente personale”, perché l’IA affina intuizione e creatività attingendo a una fonte unica: “il linguaggio, le abitudini, le esperienze e i ricordi”. In questo senso l’IA può “automatizzare, elevare e massimizzare il potenziale umano”.

Sul piano aziendale, secondo Yuanqing, l’impatto è ancora più radicale: l’IA non si limita a ottimizzare processi, ma permette alle organizzazioni di usare i propri dati operativi, apprendere i propri flussi e applicare la propria logica decisionale per “creare valore ed evolversi come entità che apprendono e si reinventano”.

Da qui l’idea di un nuovo capitolo in cui mondo digitale e fisico convergono. Yuanqing ha insistito sul fatto che non esiste un modello unico valido per tutti: “ogni persona è unica, ogni organizzazione è diversa”, e l’IA generica basata su informazioni pubbliche non è più sufficiente.

La risposta di Lenovo, ha spiegato, è un’IA personale costruita attorno agli individui e un’IA aziendale progettata sulle catene del valore delle aziende. Insieme all’IA pubblica, queste componenti definiscono quella che la multinazionale cinese chiama “una nuova era: l’IA ibrida”.

Per raccontare e spiegare meglio questa nuova epoca, il CEO di Lenovo ha chiamato sul palco uno dei protagonisti della corsa all’IA: Jensen Huang, il CEO di Nvidia.

La nuova AI Cloud Giga Factory di Lenovo

Nel dialogo sul palco, Yang Yuanqing e Jensen Huang hanno descritto l’attuale fase dell’intelligenza artificiale come un cambio di piattaforma paragonabile alle grandi transizioni che hanno segnato l’industria IT dagli anni Ottanta in poi.

Huang ha ricordato come lui e Yuanqing si siano incontrati “all’inizio della rivoluzione del PC”, passando poi attraverso Internet, il cloud e il mobile, fino a quella che oggi definisce una nuova piattaforma: “le applicazioni vengono costruite sull’IA”.

In questa lettura, l’intelligenza artificiale diventa lo strato fondamentale del computing, “quasi un sistema operativo”, con i grandi modelli linguistici destinati a fungere da base per le applicazioni future.

La portata del cambiamento, ha sottolineato Huang, è ancora più profonda perché reinventa l’intero stack tecnologico: dalle applicazioni tradizionali che giravano su CPU a sistemi di IA che funzionano su GPU, imponendo una modernizzazione di investimenti accumulati in decenni di industria IT.

È un passaggio che apre, secondo Huang, “opportunità da trilioni di dollari”, trainate dal calcolo accelerato, dall’IA generativa e ora dall’IA agentica, in un contesto in cui la dimensione dei modelli e il numero di token crescono a ritmi esponenziali, soprattutto con l’espansione dell’inferenza e dei sistemi di ragionamento.

Yuanqing ha osservato come la visione di Lenovo sia “completamente allineata” a quella di Nvidia. E ha ricordato che già al Tech World 2025 le due aziende avevano presentato insieme il concetto di IA ibrida, annunciando da allora innovazioni congiunte con cadenza quasi trimestrale.

Il nuovo capitolo di questa partnership, ha spiegato Yuanqing, è il lancio della Lenovo AI Cloud Giga Factory con Nvidia, basata sulla piattaforma Vera Rubin presentata proprio da Huang alla vigilia del CES.

Huang ha sottolineato come questa iniziativa testimonia una competenza spesso poco visibile di Lenovo: la capacità di progettare, costruire e installare sistemi complessi su scala globale, ricordando che “un terzo dei primi 500 supercomputer del mondo è costruito da Lenovo”.

L’idea, ha detto il CEO di Nvidia, è trasformare quell’esperienza in un prodotto, consentendo ai clienti di passare “dal computer alle fabbriche di IA” nel minor tempo possibile.

A rafforzare la partnership contribuisce anche la tecnologia di raffreddamento a liquido Neptune, che secondo i due CEO rende Lenovo “l’unica azienda in grado di combinare design interno, produzione interna e servizi globali a questa scala”, un tassello chiave per rendere operativa, concreta e industriale la visione dell’IA ibrida.

Qira, l’IA diventa personale

La conversazione con Huang ha preparato il terreno per uno degli annunci più importanti della serata: quello di un’IA personale chiamata Qira. Presentandola, Yang Yuanqing l’ha definita “il nostro primo super agente di IA personale”, spiegando che in Cina è conosciuta come Tianxi e che sarà “orchestrata attraverso tutti i dispositivi” per offrire un’esperienza di intelligenza artificiale realmente su misura.

Secondo il CEO di Lenovo, tutto parte dalla percezione: grazie a sensori, dispositivi indossabili come occhiali e pendenti intelligenti, e tecnologie ambientali come le telecamere per le sale riunioni, l’IA personale “vedrà ciò che vedete e sentirà ciò che sentite”, sempre con il consenso dell’utente.

A questa fase segue la collaborazione, resa possibile da PC, tablet e smartphone, attraverso i quali Qira aiuta a pianificare, preparare e comunicare, crescendo man mano che apprende. Il cuore di questo percorso è quello che Yuanqing ha descritto come un “computer IA privato”.

Con il tempo, ha detto il CEO, l’IA personale diventa “un partner cognitivo”, capace di pensare e agire in modo sempre più vicino all’utente.

Nella visione di Lenovo, Qira ridefinisce cosa significhi avere una tecnologia costruita intorno alle persone: funziona su telefono, PC, tablet e wearable, è disponibile ovunque serva l’IA e opera in modo trasversale tra piattaforme diverse, da Windows ad Android.

L’idea di una “personal ambient intelligence”

Nel disegno di Lenovo, Qira compare come “Lenovo Qira” sui prodotti Lenovo e come “Motorola Qira” sui prodotti Motorola, con la stessa intelligenza unificata dietro interfacce diverse. È un’IA che l’azienda descrive come “personal ambient intelligence”: non soltanto un assistente da interrogare, quanto un livello sempre attivo che prova a tenere insieme contesto, attività e dati mentre l’utente passa da un device all’altro.

Qira, spiega Lenovo, può proporre suggerimenti in modo proattivo, rispondere istantaneamente quando viene invocata o restare silenziosa in background fino a quando serve, adattandosi alle preferenze di ogni utente. Si attiva in modo naturale dicendo “Hey, Qira”, premendo il tasto dedicato o toccando il comando rapido sullo schermo.

La portata di questo annuncio è stata chiarita ulteriormente, pochi minuti dopo, da Luca Rossi, President of Intelligent Devices Group di Lenovo, che ha spiegato come con Qira si entri in una nuova era dell'IA personale, progettata attorno agli utenti e basata sulla fiducia e sul controllo totale dei propri dati.

Un super agente IA per ogni dispositivo

Rossi ha sottolineato come questo super agente sia in grado di operare senza soluzione di continuità tra laptop, smartphone e wearable, trasformando l'intelligenza artificiale da uno strumento passivo a un potente elemento distintivo nel mondo reale.

Luca Rossi ha anche mostrato un concept firmato Motorola. Un piccolo pendente, dotato di fotocamera e speaker integrati, che consente di indossare l’IA e di interrogarla in ogni momento.

Per parlare del futuro dei dispositivi indossabili nell’era dell’IA, è salito sul palco Cristiano Amon, CEO e presidente di Qualcomm, che con i suoi chip Snapdragon offre a computer, smartphone e occhiali smart la potenza di calcolo necessaria a svolgere compiti complessi.

Amon ha descritto l’emergere di una nuova classe di dispositivi destinata a cambiare il rapporto quotidiano con la tecnologia. Si tratta di dispositivi indossabili intelligenti che diventano “il vero dispositivo di IA personale”, compagni sempre attivi e contestuali, capaci di reagire in tempo reale e di unire mondo fisico e digitale.

Il valore dei dati nell’epoca dei wearable dotati di IA

Il punto chiave, ha sottolineato il CEO di Qualcomm, è la gestione dei dati: con il consenso dell’utente, questi dispositivi avranno accesso a informazioni personali rilevanti, decidendo cosa resta sul device e cosa viene elaborato nel cloud.

Per Amon il potenziale di mercato dei wearable è enorme, con una traiettoria che potrebbe portare a decine di milioni di dispositivi nel giro di pochi anni.

“Il motivo per cui parliamo di wearable e di questi dispositivi IA personali - spiega Amon - è che gli esseri umani hanno già deciso cosa indossare: saranno occhiali, gioielli, ciondoli, anelli, braccialetti e spille. Questa è l'opportunità in cui l'industria tecnologica si fonderà con l'industria della moda”. In questo scenario si inserisce la partnership di Qualcomm con Lenovo e Motorola, citata come esempio di azienda capace di “rendere smart” oggetti quotidiani, dagli smart glass a wearable che “vedono ciò che vedete e sentono ciò che sentite”, muovendosi in modo naturale con il corpo.

A rendere possibile questa visione è l’evoluzione di Snapdragon, chiamato a combinare dimensioni ridotte, efficienza energetica e potenza di calcolo sufficiente per eseguire localmente modelli da miliardi di parametri, mantenendo al tempo stesso connettività avanzata. Qualcomm parla di tecnologie in grado di usare il Wi-Fi con consumi simili al Bluetooth, fino alla connettività cellulare, per restare sempre collegati al proprio agente AI.

Alla base di tutto, ha spiegato Amon, c’è un’architettura “always on” a basso consumo, in cui l’IA lavora sul dispositivo e nel cloud secondo un modello ibrido.

È qui che emerge la visione strategica più ampia: il valore dei dati edge. I dati generati vicino all’utente, in tempo reale, forniscono un contesto unico e difficilmente replicabile. Amon, a questo proposito, si è sbilanciato con una previsione: “Credo che chiunque sarà in grado di sfruttare i dati edge e fornire qualcosa di rilevante per l'utente, sarà il vincitore della corsa all'IA”.

I dati, inevitabilmente, chiamano in causa la questione della governance. Lenovo a questo proposito punta su una “architettura ibrida AI privacy-first” che consente all’utente di scegliere tra elaborazione on-device e cloud.

Questa impostazione dovrebbe consentire a Qira di diventare un “compagno” che agisce quando serve, senza trasformarsi in un’infrastruttura opaca.

Qira e Copilot, una convivenza possibile

Ma come si integrerà Qira nel sistema operativo Microsoft, il sistema operativo dei personal computer prodotti dall’azienda guidata da Yuanqing? Come conviverà con Copilot, il chatbot del colosso di Redmond che si è recentemente guadagnato un testo dedicato sulle tastiere dei computer?

Per spiegarlo, Luca Rossi ha conversato sul palco con Yusuf Mehdi, Corporate Vice President & Consumer Chief Marketing Officer di Microsoft.

Mehdi ha inquadrato Qira come il punto di convergenza tra l’ecosistema Lenovo e le tecnologie di Redmond. “Siamo entusiasti di portare tutta la potenza della tecnologia Microsoft in Lenovo Qira”, ha detto, spiegando che Azure e Windows Extend forniranno “i modelli di IA e l’infrastruttura più avanzati” per garantire prestazioni coerenti ovunque gli utenti utilizzino i loro dispositivi.

L’obiettivo, ha aggiunto Mehdi, è una crescente integrazione tra Copilot e Qira per offrire “esperienze più intelligenti, intuitive e naturali” capaci di unificare l’esperienza cross-device.

Mehdi ha ricordato come, negli ultimi due anni, Lenovo e Microsoft abbiano “reimmaginato completamente il PC dall’interno verso l’esterno”, dal funzionamento al design, per integrare l’IA in modo naturale nel flusso di lavoro.

L’interazione, ha spiegato, parte dalla voce e dal testo, con un PC “abbastanza intelligente da comprendere il contesto” grazie a funzioni come Copilot Voice e Copilot Vision, sempre con il consenso dell’utente. L’IA può così suggerire, assistere e adattarsi a ciò che appare sullo schermo, combinando elaborazione on-device per garantire privacy e bassa latenza con la potenza del cloud.

Guardando al futuro, Rossi ha sottolineato l’importanza di un’esperienza fluida tra telefono e PC. Mehdi ha risposto indicando la recente integrazione di Copilot sugli smartphone Motorola come uno degli sviluppi più significativi: dalla sincronizzazione dei messaggi all’accesso diretto all’app Copilot dalla schermata iniziale, fino a un’interfaccia più espressiva e personalizzabile.

“Le persone vivono su più dispositivi e si aspettano continuità”, ha concluso Mehdi, sostenendo che Lenovo e Motorola, insieme a Microsoft, siano “in una posizione unica” per costruire esperienze davvero integrate tra PC e mobile.

Lisa Su, CEO di AMD: “Stiamo vivendo una nuova era dell’informatica”

Quando Yang Yuanqing è tornato sul palco, ha chiamato una degli “architetti” dell’IA, celebrata da Time come “Persona dell’anno” insieme a molti altri innovatori protagonisti della corsa all’IA: Lisa Su, CEO di AMD, che quest’anno ha aperto il CES 2026 con il suo keynote.

Al pubblico presente nella Sphere di Las Vegas, Su ha detto che stiamo vivendo “una nuova era dell’informatica”, in cui l’IA diventa una capacità distribuita ovunque, dai data center all’edge.

Per le imprese, ha spiegato, l’IA deve essere “aperta, efficiente e fidata”, eseguibile nel cloud, on-prem e all’edge, con libertà di scelta tra CPU, GPU e acceleratori diversi, perché “non esiste un’unica risposta”.

Con l’accelerazione della domanda di inferenza e l’aumento delle dimensioni dei modelli, Su ha indicato l’infrastruttura IA rack-scale come elemento chiave, annunciando che Lenovo sarà tra i primi system vendor ad adottare l’architettura Helios di AMD.

Il messaggio conclusivo di Su è stato strategico: il futuro del computing si giocherà sulla collaborazione profonda nell’ecosistema e sulla possibilità per i clienti di distribuire l’IA dove crea più valore.

FIFA e la Coppa del Mondo dell’IA

La conclusione del Lenovo Tech World è stata dedicata alla partnership tra Lenovo e FIFA, in vista dei prossimi Mondiali di calcio che si giocheranno proprio quest’anno in Nord America.

Yang Yuanqing ha spiegato come le soluzioni tecnologiche di Lenovo supportino già gli arbitri nelle decisioni sul fuorigioco “con fiducia e quasi senza ritardi”, introducano avatar dei giocatori potenziati dall’IA per una rappresentazione più realistica e rendano possibile osservare il gioco da un’altra angolazione grazie alla stabilizzazione delle immagini delle body cam indossate dagli arbitri.

Sul palco è infine salito Gianni Infantino, presidente della FIFA, che ha definito la Coppa del Mondo 2026 “il più grande spettacolo mai visto sul pianeta”, con sette milioni di spettatori previsti negli stadi e fino a sei miliardi di persone davanti agli schermi in tutto il mondo.

Infantino ha annunciato che FIFA e Lenovo “abbracceranno pienamente l’intelligenza artificiale” attraverso Football AI, una piattaforma pensata per supportare squadre, arbitri e tifosi.

Il primo tassello è Football AI Pro, un assistente basato su IA generativa che, secondo Infantino, “democratizzerà l’accesso ai dati” offrendo analisi avanzate a tutte le 48 nazionali partecipanti e in seguito anche ai fan.

“Questo è solo l’inizio”, ha detto Infantino, parlando di sviluppi futuri destinati a rendere l’esperienza calcistica più immersiva.

E Yuanqing ha colto l’occasione per annunciare un prodotto speciale: un’edizione limitata del fodlable Motorola Razr brandizzata FIFA World Cup 26, in arrivo a febbraio - solo negli Stati Uniti, per ora - come simbolo di una collaborazione che, nelle parole di Infantino, grazie all’innovazione intende portare “benefici a ogni giocatore, ogni squadra e ogni tifoso in tutto il mondo”.

Le novità Motorola

Il Razr per i Mondiali non è stato l’unico dispositivo Motorola annunciato nel corso della serata. Oltre al nuovo Motorola Signature - un elegante smartphone premium pensato per competere nella fascia alta - è stato presentato Razr Fold, il primo foldable dell’azienda che si apre come un libro per offrire un grande display interno da 8,1 pollici con risoluzione 2K.

Anche lo schermo esterno, da 6,6 pollici, è ampio e comodo. Il supporto per la stilo Moto Pen Ultra – anche questa una novità annunciata a Las Vegas - punta a combinare intrattenimento e produttività nello stesso dispositivo.

Lo show finale di Gwen Stefani

Il sipario del Lenovo Tech World non è calato con i saluti di Yuanqing. Quando le luci della tecnologia si sono spente, quelle della musica si sono riaccese. Lenovo ha chiuso il Tech World regalando al pubblico della Sphere un’esibizione di Gwen Stefani: quaranta minuti di canzoni immersive, accompagnate da contenuti visivi ad altissima risoluzione e da un impianto audio eccezionale. Il pubblico ha cantato, in piedi, i suoi successi: da Just A Girl a Don’t Speak.

Stefani tornerà sullo stesso palco a maggio, per una serie di concerti con il suo gruppo storico: i No Doubt. E non c’è dubbio che Lenovo, con la sua presentazione, ha alzato - e di molto - l’asticella degli eventi tecnologici.

Uno spettacolo a tutti gli effetti, in puro stile Las Vegas.