LAS VEGAS – Motorola ha annunciato per il 2026 una strategia che intreccia design, materiali e servizi con una spinta decisa sul segmento premium.
Intorno, una linea Moto Things più completa e una nuova intelligenza artificiale, chiamata Qira, che si affianca alla Moto AI e prova a diventare davvero “trasversale” tra PC Lenovo e smartphone.
Ma per Motorola il CES 2026 è stato soprattutto l’occasione per svelare la nuova serie Signature, affiancata dal Razr Fold, il primo pieghevole “a libro” dell’azienda.
Un brand che si riposiziona: giovani, colore e “lifestyle tech”
Motorola inquadra le novità 2026 come la conseguenza di un riposizionamento già in atto: il brand sostiene che quasi il 60% dei suoi acquirenti oggi ha meno di 35 anni e che il colore è diventato una leva strutturale del portafoglio, con il 65% dei dispositivi venduti nell’ultimo anno in tonalità Pantone “di tendenza” invece che nelle classiche varianti scure.
Il messaggio, per quanto inevitabilmente di marketing, chiarisce la traiettoria: meno neutralità da “commodity”, più identità visiva e materiali riconoscibili, con collaborazioni (Pantone in primis) usate come collante tra smartphone e accessori. Sul piano commerciale, Motorola collega questa scelta a un aumento della consapevolezza del marchio e a una crescita prolungata nel premium: la quota delle serie di fascia alta viene descritta in crescita da oltre otto trimestri consecutivi e oggi intorno al 40% dei ricavi complessivi.
Motorola Razr FIFA Edition: un’edizione speciale
Tra gli annunci più “simbolici” del CES c’è il Motorola Razr FIFA Edition, primo dispositivo in edizione speciale legato alla sponsorizzazione che rende Motorola partner ufficiale per gli smartphone della Coppa del Mondo FIFA (annunciata a maggio scorso).
L’ispirazione è la grafica FIFA Unity, pensata per rappresentare l’unione globale: Motorola traduce il tema in una palette verde energica e in una texture di taglio sportivo, con l’obiettivo di trasformare il pieghevole flip in un pezzo da collezione per appassionati.
Le specifiche tecniche non sono state evidenziate, segno che il Razr targato FIFA non si discosta – in teoria - dall’ultimo Razr 60 uscito nel 2025. Per ora, fa sapere Motorola, il pieghevole dedicato ai Mondiali di calcio sarà un’esclusiva del mercato nordamericano.
Motorola Signature: nasce la linea “premium”
Per Motorola la novità chiave del 2026 è l’introduzione di una serie completamente nuova, Motorola Signature, che punta a un’idea di flagship più “raffinata”, dcon colori e materiali unici, specifiche da top di gamma e un supporto di livello superiore, “vantaggi esclusivi” localizzati per mercato e collaborazioni pensate per estendere l’esperienza oltre il dispositivo.
Per l’azienda è un cambio di tono: non solo hardware, ma un tentativo di costruire un programma di appartenenza, con un linguaggio vicino al lusso accessibile.
Il primo telefono della serie Motorola Signature viene raccontato come un esercizio di equilibrio tra sottigliezza e robustezza. Sul fronte dei materiali, Motorola ha impiegato per questo dispositivo alluminio spazzolato di grado aeronautico e finiture ispirate ai tessuti, con bordi morbidi e sagomati che agevolano la presa.
Le due varianti Pantone sono parte integrante del progetto: Pantone Carbon, un blu scuro opaco con texture ispirata al lino, e Pantone Martini Olive, un verde dorato abbinato a un materiale ispirato al twill, più tattile e intrecciato. La resistenza è insolitamente spinta per un prodotto che punta all’eleganza: Corning Gorilla Glass Victus 2, certificazioni IP68 e IP69 e certificazione di grado militare per quanto riguarda la resistenza dei materiali.
Attenzione all’hardware, dicevamo, ma anche al servizio. Per la serie Signature, Motorola promette sette anni di aggiornamenti del sistema operativo Android, con esplicito riferimento non solo a patch e release, ma anche a “future innovazioni IA”. In parallelo debutta Motorola Concierge, un’app che punta a offrire accesso ad assistenza e “esperienze curate” (viaggi, ristorazione, benessere, lifestyle, club).
L’accesso è dichiarato in oltre 50 grandi città e incluso nel dispositivo. Motorola prova insomma a introdurre nel mondo Android un’idea di supporto di alta gamma che finora è stata più tipica di programmi assicurativi o servizi terzi: resta da capire quanto, nella pratica, peseranno disponibilità locale e qualità della rete di partner.
Sul piano delle prestazioni, Motorola colloca Signature in una nicchia precisa: il primo smartphone ultrasottile con Snapdragon 8 Gen 5.
Sono stati annunciati picchi fino a 3,8 GHz, un incremento del 36% sulla CPU e dell’11% sulla GPU. Per sostenere queste ambizioni senza trasformare la sottigliezza in un limite, Motorola descrive un sistema termico con due elementi: una rete multistrato in rame che renderebbe più “fluido” il percorso del calore e un gel termico in metallo liquido per allontanare più rapidamente la temperatura dalla CPU, con promessa di funzionamento fino a 4,4 °C più fresco.
La batteria dichiarata è da 5200 mAh, presentata come la più grande su un dispositivo ultrasottile, con TurboPower 90W e ricarica wireless 50W.
Il display del nuovo Signature viene definito Super HD, con diagonale AMOLED da 6,8 pollici e luminosità di picco fino a 6200 nit, oltre a validazione Pantone per accuratezza cromatica.
In abbinata, Motorola cita Dolby Vision e la capacità di visualizzare “oltre un miliardo di colori”, concentrandosi su profondità e contrasto più che su singole risoluzioni numeriche. Sul fronte audio arriva un tassello di branding tecnico: Sound by Bose direttamente dagli altoparlanti del telefono, con una promessa di resa “cinematografica” per i film e più stratificazione per musica e giochi.
Per Motorola il comparto fotografico del nuovo smartphone è un elemento chiave. Si intuisce dalle dimostrazioni che l’azienda ha organizzato su uno dei rooftop che a Las Vegas affacciano sulla Strip, all’altezza del famoso hotel Caesar Palace.
Il Signature ruota attorno a quattro fotocamere da 50 megapixel e sensori Sony Lytia. Il sensore principale è indicato come Sony Lytia 808 di nuova generazione, con tecnologia Ultra Pixel e descritto come il più grande 50 MP mai usato da Motorola. Completano il sistema: un ultra-grandangolare/macro da 50 MP con campo visivo di 122°, un periscopico Sony Lytia 600 da 50 MP con zoom ottico 3x e zoom totale fino a 100x, più una frontale Sony Lytia da 50 MP con autofocus.
Motorola ha aggiunto, con orgoglio, un elemento reputazionale: la collaborazione con DXOMARK per tuning e valutazione, e una dichiarazione secondo cui il Signature avrebbe già ottenuto la Gold Label nelle prime fasi dei test.
Motorola Razr Fold, il nuovo pieghevole sfida Samsung e Google
A Las Vegas, Motorola ha annunciato a sopresa anche un nuovo pieghevole: il Razr Fold.
Essendo il primo foldable a libretto dell’azienda, ci ha colpito per solidità e rifiniture: è sottile da chiuso e comodo in mano, ma soprattutto definito dal display esterno da 6,6 pollici che sembra quello di uno smartphone tradizionale.
Da aperto, il dispositivo passa a un display LTPO 2K da 8,1 pollici, orientato a produttività, creatività e intrattenimento, con layout adattivi e multitasking.
Due le colorazioni previste: Pantone Black and Blue, con texture ispirata al twill, e Pantone Lily White con finitura ispirata alla seta, più morbida e “lussuosa” al tatto.
Il grande display interno è pensato per lavorare con Moto Pen Ultra, un’altra novità annunciata a Las Vegas e acquistabile separatamente, che dovrebbe rendere annotazioni, disegno ed editing più naturali, anche grazie a funzioni IA. Motorola parla di disponibilità “nella maggior parte dei mercati”, e dunque anche in Italia, nel 2026. Ci aspettiamo un annuncio più preciso al prossimo Mobile World Congress di Barcellona.
Per quanto riguarda le fotocamere, Motorola dice che Razr Fold adotta gli stessi sensori e le stesse lenti “flagship” del Signature. I due dispositivi hanno sicuramente in comune l’architettura posteriore di fascia alta, mentre per i selfie il Fold adotta due moduli dedicati: una frontale Quad Pixel da 32 MP e una da 20 MP. L’idea è offrire flessibilità: selfie con le camere interne, oppure autoscatto con il sistema posteriore quando il dispositivo è aperto.
Moto Pen Ultra: precisione e funzioni IA
Per Razr Fold e Signature, Motorola introduce la stilo Moto Pen Ultra, mirata a designer, studenti e professionisti.
Sul piano tecnico si parla di precisione millimetrica, sensibilità alla pressione, rilevamento dell’inclinazione e rifiuto del palmo per un uso più naturale.
Il vero differenziale, secondo Motorola, è l’integrazione con funzioni basate su intelligenza artificiale: Circle to Search sviluppata da Google, correzione della scrittura a mano, Sketch to Image e Sketch Assist, strumenti pensati per accelerare il passaggio da appunto a contenuto “pulito”.
Moto Watch, il nuovo modello smart
Dentro la famiglia Moto Things - la linea di accessori che include i wearable - Motorola aggiorna in modo significativo la linea Moto Watch, posizionato come orologio “classico e sportivo” ma robusto. Le specifiche dichiarate includono cassa in acciaio inossidabile, Corning Gorilla Glass 3 e protezione subacquea IP68, oltre a un sistema di cinturini modulare: acciaio, silicone, finiture ispirate alla pelle e compatibilità con molti cinturini aftermarket.
La partnership tecnica rilevante, in questo caso, è con Polar, che porta su Moto Watch il proprio approccio al monitoraggio benessere/attività.
Motorola ha citato anche un GPS a doppia frequenza per maggiore accuratezza.
Tra le funzioni: notifiche, possibilità di rispondere alle chiamate dall’orologio e autonomia fino a 13 giorni.
Moto SoundFlow: speaker da 30W targati Bose
L’ingresso di Motorola nella categoria speaker passa da Moto SoundFlow, progettato per “stare in casa” anche visivamente: finitura premium ispirata ai tessuti e colori curati da Pantone.
Le specifiche includono uscita da 30 watt, tweeter dedicati e radiatore passivo per i bassi, con marchio Sound by Bose.
Sul versante connettività: Wi-Fi, AirPlay 2, Google Cast, Spotify Connect e Bluetooth 5.0.
La batteria è da 6000 mAh e la resistenza è IP67, quindi adatta anche a contesti come bordo piscina.
Interessante la parte software: Dynamic Stereo per abbinare due speaker e far “spostare” il canale stereo in base alla posizione, Room Shift per trasferire l’audio tra altoparlanti mentre ci si muove in casa e Quick Switch per passare la musica da Moto Buds o smartphone allo speaker con un gesto.
L’aggiornamento Moto Tag 2
Motorola aggiorna anche il tracker Moto Tag, giunto alla seconda generazione.
La promessa è più precisione e più resistenza: UWB e Bluetooth con channel sounding per una localizzazione “millimetrica”, utile per bagagli, zaini o bici.
L’autonomia sale fino a 600 giorni, con certificazione IP68 e design “sottile e ultrasottile” compatibile con più accessori.
Oltre al tracciamento, Moto Tag 2 può funzionare da otturatore remoto per la fotocamera e integra la funzione Trova il mio telefono. Sul tema sicurezza, Motorola cita crittografia end-to-end e avvisi anti-stalking, elementi ormai necessari per qualunque tag che ambisca a un uso quotidiano.
Moto IA e Motorola Qira: l’assistente “ovunque”
Per quanto riguarda il software, Motorola prosegue l’evoluzione di Moto IA, già avviata nel 2025 con funzioni come Next Move, Catch Me Up, Pay Attention e Remember This, e dice di aver ascoltato oltre un milione di utenti attivi mensili tra Razr ed Edge.
Le novità elencate a Las Vegas includono Copilot Vision, l’aggiunta di sei nuove lingue, il backup e ripristino dei “ricordi” e una maggiore guida all’uso.
Il salto concettuale, però, è Motorola Qira, presentata insieme a Lenovo - la multinazionale che controlla Motorola - come IA “unificata” capace di lavorare su PC Lenovo, telefoni Motorola e tablet, mantenendo contesto e continuità tra dispositivi (con il permesso dell’utente).
Motorola la posiziona come risposta alla frammentazione quotidiana: meno rimbalzi tra app e prompt ripetuti, più flusso tra note, notifiche e attività.
Secondo Motorola, Qira dovrebbe diventare anche più “percettiva” e capace di azione contestuale (per esempio nella gestione di fasi di un viaggio), soprattutto man mano che verranno aggiunti connettori a servizi terzi.
Motorola afferma che i suoi dispositivi non eseguiranno solo Qira, ma daranno accesso anche a piattaforme IA di terze parti, citando Google Gemini, Microsoft Copilot e Perplexity, con l’idea di lasciare agli utenti la scelta dello strumento più adatto al contesto.
L’infrastruttura di controllo dell’ecosistema viene ricondotta a Smart Connect, un’app “tutto-in-uno” per coordinare Moto Things e dispositivi.
Sul calendario di rilascio, Motorola Qira dovrebbe arrivare prima su selezionati PC Lenovo nel primo trimestre del 2026 e poi estendersi a selezionati Razr, Signature ed Edge più avanti nel corso dell’anno.