OpenAI ha aperto al pubblico un nuovo strumento pensato esclusivamente per la traduzione, chiamato ChatGPT Translate.
Non si tratta di una capacità nuova di ChatGpt - in quanto era già possibile utilizzare il chatbot per tradurre testi in molteplici lingue - ma di una funzione che ha la sua “pagina” e la sua url (https://chatgpt.com/it-IT/translate/).
Tutto, dall’impostazione grafica al funzionamento, è studiato per risultare immediatamente intuitivo: due riquadri affiancati per il testo originale e quello tradotto, rilevamento automatico della lingua e supporto a decine di lingue, in una formula che ricalca da vicino quella dei servizi di traduzione online più conosciuti, come Google Translate o DeepL.
Tradurre e comunicare in più lingue, tenendo conto del contesto
ChatGpt Translate consente di tradurre rapidamente testi, voci e immagini in oltre cinquanta lingue, permettendo di passare dall’inglese allo spagnolo, al giapponese, all’arabo e a molte altre in pochi secondi, con un’attenzione al significato complessivo e non alla sola traduzione letterale delle parole.
Il sistema tiene conto del tono, delle espressioni idiomatiche e del contesto, adattando il linguaggio a registri formali, informali o regionali per rendere la comunicazione più naturale tra culture diverse.
Questo approccio, spiega OpenAI, lo rende uno strumento utile per lavorare, studiare o viaggiare, per tradurre documenti, ricerche e messaggi, e all’occorenza menu di ristoranti o insegne stradali.
Nella stessa chat, poi, si possono fare domande di approfondimento sul testo appena tradotto, chiedere di perfezionare una porzione di traduzione o di generarla nuovamente in un’altra lingua.
Perché è diverso da Google Translate
La differenza, in pratica, è semplice. A ChatGpt, oltre al testo o le immagini, si possono dare istruzioni precise: chiedere di mantenere la punteggiatura originale, di non tradurre i nomi propri, di usare un linguaggio legale o tecnico, oppure di rendere la traduzione più scorrevole. Questo lo rende spesso più naturale e più attento al contesto culturale, soprattutto quando le indicazioni sono chiare.
Google Translate, invece, punta su stabilità e coerenza. A parità di testo, il risultato tende a essere sempre lo stesso. È rapido, affidabile e disponibile sia come app sia online, con una sua pagina web.
Negli ultimi tempi Google lo sta arricchendo con nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale, come la traduzione in tempo reale e strumenti per esercitarsi con le lingue, su una scala enorme, con quantità di testo tradotte ogni mese difficili da eguagliare.
Il punto più delicato: quando una parola fa la differenza
Quando si traducono documenti come contratti, referti medici, paper accademici o testi legali, la scelta dello strumento è essenziale.
In questi casi, anche una piccola variazione può cambiare il significato. I traduttori automatici pensati solo per la traduzione tendono a restare più fedeli al testo originale. I chatbot come ChatGpt, invece, possono cercare di rendere il testo più fluido e naturale, anche quando sarebbe meglio una traduzione più letterale.
Il risultato è che ChatGpt spesso sembra più “umano” e scorrevole, ma proprio per questo può introdurre piccole interpretazioni non volute. Per questo è essenziale chiedere all’IA - attraverso un prompt ben strutturato - una traduzione molto rigorosa, senza aggiunte o modifiche, e poi controllare sempre il risultato finale.
Quando usare l’uno o l’altro
Quando si ha bisogno di una traduzione veloce e lineare, per esempio di una frase o di una pagina web, Google Translate è spesso la soluzione più pratica ed efficace.
Quando invece si desidera un testo che rispecchi il più possibile tono, cultura, contesto e modi di dire di un determinato Paese, ChatGpt è una soluzione ideale perché offre un approccio diverso, più simile a quello di una revisione che a una semplice conversione automatica.