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ChatGpt cita Grokipedia di Musk: perché succede, perché è un rischio

ChatGpt cita Grokipedia di Musk: perché succede, perché è un rischio

Un test del Guardian segnala l'emergere di Grokipedia, il database generativo di xAI, tra le fonti utilizzate da GPT-5.2, l’ultimo modello di OpenAI. Il fenomeno non è isolato - anche Claude di Anthropic lo ha fatto in passato - ed evidenzia le criticità della ricerca web potenziata dall’IA

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Recenti test condotti su GPT-5.2, l’ultimo e più avanzato modello linguistico di OpenAI rilasciato a dicembre scorso, hanno rivelato che il sistema attinge anche a Grokipedia per rispondere ai quesiti degli utenti.

Grokipedia è l’enciclopedia online interamente generata dall'intelligenza artificiale, lanciata a ottobre 2025 da xAI, la società di Elon Musk che ha creato il controverso chatbot Grok, con l'intento di sfidare il predominio informativo di Wikipedia.

A scoprire le singolari “citazioni” è stato il quotidiano britannico Guardian. La dinamica è paradossale: il chatbot di punta dell’azienda guidata da Sam Altman sfrutta come fonte un prodotto creato dal suo principale oppositore, Musk, col rischio di replicare pregiudizi o inesattezze che si celano - come è noto - negli algoritmi.

Il paradosso della ricerca automatizzata

Nel corso di una serie di test condotti dal Guardian, GPT-5.2 avrebbe citato Grokipedia nove volte su un campione di poco più di dieci interrogazioni relative a temi di nicchia o geopoliticamente complessi.

Le citazioni sono apparse con maggiore frequenza in risposte riguardanti le strutture paramilitari in Iran, la proprietà di fondazioni mediorientali e biografie di storici britannici coinvolti in celebri processi per diffamazione.

In queste circostanze, GPT-5.2 ha integrato nei propri testi affermazioni provenienti dal database di xAI che erano state precedentemente smentite da testate giornalistiche accreditate. Quanto accaduto mette in dubbio la capacità dei filtri di OpenAI di distinguere tra fonti verificate e contenuti generati da un’IA con scarse basi documentali.

Il problema non riguarda solo OpenAI e ChatGpt. In passato anche Claude, il chatbot sviluppato da Anthropic, un’altra azienda molto influente nel settore dell’intelligenza artificiale, ha citato Grokipedia per rispondere alla domanda di un utente.

La natura di Grokipedia e la filosofia di xAI

Per comprendere l'origine del problema è necessario inquadrare la natura di Grokipedia, un progetto che si discosta radicalmente da Wikipedia. Quest’ultima, infatti, si affida a una comunità globale di volontari umani per la redazione e la verifica delle voci, mentre Grokipedia è alimentata esclusivamente dai modelli Grok di xAI.

Lanciata con l'obiettivo dichiarato di fornire una prospettiva libera da quella che Musk definisce una deriva ideologica dei media tradizionali, la piattaforma ha rapidamente accumulato milioni di articoli: attualmente le pagine di Grokipedia sono circa sei milioni, contro i 7 milioni di Wikipedia.

Tuttavia esperti di sicurezza informatica e analisti della disinformazione hanno segnalato come la rapidità di produzione del sito avvenga a discapito della precisione, con numerosi casi di riferimenti a fonti inesistenti o l’inclusione di narrative vicine ad ambienti dell’estrema destra americana.

Meccanismi tecnici dietro la convergenza

Il motivo per cui ChatGpt finisce per citare Grokipedia risiede nel funzionamento dei moderni sistemi di navigazione web assistita, noti in ambito tecnico come Retrieval-Augmented Generation (RAG).

Quando un utente pone una domanda su un argomento per il quale il modello non possiede dati di addestramento aggiornati o sufficientemente dettagliati, l'intelligenza artificiale effettua una scansione del web in tempo reale.

Grokipedia, grazie a un’ottimizzazione aggressiva per i motori di ricerca e alla vastità del suo archivio, appare spesso tra i primi risultati quando gli argomenti sono poco trattati dalla stampa tradizionale.

OpenAI ha risposto a queste evidenze spiegando che il proprio sistema punta a estrarre informazioni da un ampio spettro di punti di vista pubblicamente disponibili.

“Applichiamo filtri di sicurezza per ridurre il rischio di proporre link associati a danni di elevata gravità, e ChatGpt indica chiaramente, tramite citazioni, quali fonti hanno informato una risposta”, ha detto un portavoce di OpenAI al Guardian. Ma la valutazione della credibilità di una fonte, a quanto pare, resta una sfida aperta.

Implicazioni legali e i rischi di un circolo vizioso

Il fatto che ChatGpt citi Grok assume un rilievo ancora maggiore se contestualizzata all'interno della battaglia legale tra Elon Musk e OpenAI.

Musk ha recentemente chiesto all’azienda di cui è CEO Sam Altman 134 miliardi di dollari, accusando la società di aver tradito la sua missione no-profit originaria attraverso la partnership con Microsoft.

Mentre i due colossi si preparano per un processo con giuria fissato per la primavera del 2026, l’evidenza che i rispettivi software si alimentino l'un l'altro crea un corto circuito informativo.

Il pericolo principale risiede nella legittimazione incrociata: se un utente vede ChatGpt citare Grokipedia, potrebbe essere indotto a ritenere quest’ultima una fonte autorevole, innescando un circolo vizioso in cui gli errori prodotti da un’intelligenza artificiale vengono assorbiti e amplificati da un’altra, rendendo sempre più difficile per il pubblico risalire alla verità dei fatti.