Quando il centro congressi Bharat Mandapam di Nuova Delhi ha ospitato i grandi della Terra, in occasione del G20 del 2023, l’ascesa di ChatGpt era appena iniziata.
Tre anni dopo il chatbot creato da OpenAI serve 800 milioni di persone nel mondo, e gran parte di queste - 100 milioni - si trovano proprio in India. Non poteva esserci palcoscenico migliore, insomma, per l’intelligenza artificiale.
L’India AI Impact Summit 2026 segna un momento storico per il settore, poiché è il primo grande vertice sulla governance dell'intelligenza artificiale ospitato in una nazione del Sud globale.
L’atmosfera, però, è stata anche quella di una fiera del potere industriale: si è parlato di investimenti e data center. E i leader delle principali aziende tech che sviluppano intelligenza artificiale hanno potuto contare sull’ennesima vetrina per le loro visioni.
Cosa ha detto Sam Altman, CEO di OpenAI, all’AI Impact Summit
Per Sam Altman si avvicina l’era delle macchine più intelligenti degli esseri umani.
Il CEO di OpenAI ha sorpreso la platea del summit indiano con una previsione precisa: una "superintelligenza" arriverà già entro la fine del 2028.
Altman ha affermato che - se l’IA manterrà la sua attuale traiettoria di crescita - tra soli due anni la maggior parte della capacità intellettuale globale si troverà all'interno dei data center invece che all'esterno.
"La superintelligenza artificiale, a un certo punto della sua curva di sviluppo, sarà capace di svolgere il lavoro di CEO di una grande azienda meglio di qualsiasi dirigente, certamente meglio di me", ha ammesso Altman.
"I lavori attuali verranno stravolti, poiché l'IA sarà in grado di svolgere sempre più attività che oggi trainano la nostra economia - ha affermato Altman - Sarà molto difficile lavorare più duramente di una GPU".
Altman ha poi parlato di sicurezza dell’IA, ribadendo la necessità di regole per il settore. "Ci aspettiamo che il mondo possa aver bisogno di qualcosa di simile all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per il coordinamento internazionale dell'IA, con la capacità di rispondere rapidamente alle circostanze in evoluzione", ha dichiarato il “papà” di ChatGpt.
Il CEO di OpenAI ha trovato comunque il modo di condire con un pizzico di ottimismo il suo discorso: "Troviamo sempre cose nuove e migliori da fare - ha detto -. Sono fiducioso che continueremo a essere spinti dal desiderio di essere utili gli uni agli altri, di esprimere la nostra creatività, di acquisire status, di competere e molto altro ancora".
E cos’ha detto Demis Hassabis, il CEO di Google DeepMind
Demis Hassabis, capo di Google DeepMind nonché Nobel per la Chimica nel 2024, ha detto che ci troviamo "in uno dei momenti più significativi della storia umana", paragonando l'IA all'avvento del fuoco e dell'elettricità.
L’intelligenza artificiale, secondo Hassabis, "avrà un impatto circa dieci volte superiore a quello della Rivoluzione Industriale, ma a una velocità dieci volte maggiore, sviluppandosi probabilmente nel giro di un decennio anziché di un secolo".
Dato questo livello di portata, il Nobel ha aggiunto che è necessario adottare un approccio scientifico per comprendere le capacità dell'IA e costruire dei paletti affinché la tecnologia "serva gli scopi che desideriamo".
Hassabis ha ipotizzato che la nascita di un'intelligenza artificiale di livello umano - la cosiddetta AGI - possa concretizzarsi in un arco temporale compreso tra i prossimi cinque e otto anni.
Tuttavia, secondo il CEO di Google DeepMind, i modelli odierni presentano ancora vincoli strutturali insuperabili: non sono ancora in grado di assimilare conoscenze ininterrottamente, mancano di una visione strategica per la pianificazione futura e non riescono a garantire un'operatività costante e priva di contraddizioni.
"Possono vincere medaglie d'oro alle Olimpiadi Internazionali di Matematica risolvendo problemi davvero difficili, eppure possono commettere errori in matematica elementare se una domanda è posta in un certo modo", ha dichiarato Hassabis.