SAN FRANCISCO - Più intelligenza artificiale e più privacy. È questa la promessa del nuovo Galaxy S26, presentato da Samsung a San Francisco, una città in cui l'IA è letteralmente incombente: basta alzare lo sguardo verso le sommità dei grattacieli per rendersi conto che quasi ogni angolo è tappezzato da pubblicità dedicate a servizi di IA, in particolare chatbot.
Due grandi aziende si sfidano a colpi di manifesti: OpenAI con ChatGpt e Google con Gemini.
Tra i grattacieli della città simbolo della Silicon Valley, e di una tecnologia rivoluzionaria che imita il funzionamento e le capacità del cervello umano, Samsung ha tenuto il consueto evento Galaxy Unpacked di inizio anno per svelare i nuovi telefoni della serie S. Sono tre, come di consueto, con specifiche tecniche (e prezzi) crescenti: Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra.
L'intelligenza artificiale al centro della nuova serie S26
Più intelligenza artificiale, dicevamo, perché aumentano in modo significativo le funzioni dedicate basate sull'IA offerte dai nuovi top di gamma di Samsung.
La serie S, che dal 2024 rappresenta per il colosso tech l'AI phone per eccellenza, è la linea su cui arrivano per prime le funzioni più avanzate di intelligenza artificiale e, soprattutto, gli strumenti più evoluti di Google in questo campo, con cui Samsung ha da tempo una partnership molto solida.
Ciò significa che spesso le nuove funzionalità di Gemini, al momento una delle IA migliori al mondo, debuttano per prime sull'S26. Il nuovo smartphone - solitamente lanciato all’inizio dell’anno - diventa così non solo un modo per avere a disposizione l'hardware Android migliore sul mercato, ma anche una piattaforma attraverso cui sperimentare e utilizzare gli strumenti più sofisticati di Google.
Per Samsung, gli smartphone dotati di Galaxy AI - il pacchetto di strumenti basati sull’intelligenza artificiale sviluppato dal gruppo di Seul - rappresentano il primo passaggio strategico per rendere questa tecnologia parte dell’esperienza quotidiana.
C’è un divario tra le innovazioni e l'uso nel mondo reale. In un recente sondaggio condotto dal colosso tech sudcoreano, l'81% degli utenti di dispositivi mobili ha dichiarato che l'IA ha un valore pratico, ma allo stesso tempo addirittura l'85% degli utenti ascoltati era preoccupato dal fatto che l'IA sia ancora difficile da usare.
“Il nostro obiettivo con il Galaxy S26 era creare un telefono IA che si adattasse alle persone, collaborasse con loro e rendesse la vita di ogni giorno veramente facile, il tutto con l'IA che lavora senza interruzioni in background - ci ha detto Minseok Kang, Executive Vice President e Head of Smartphone Product Planning team, Mobile eXprience(MX) Business at Samsung Electronics - La vera promessa dell'IA non riguarda l'aggiunta di nuove funzioni, ma il rendere la vita più facile.
Eppure di nuove funzioni IA, il Galaxy S26, ne ha diverse. Vediamo quali.
Gemini come agente IA: l'esempio di Uber
Tra le nuove funzioni di intelligenza artificiale integrate dall'S26, ce n'è una che appare particolarmente promettente, sicuramente la più interessante tra quelle mostrate durante le demo a cui abbiamo assistito il giorno precedente al lancio dei nuovi smartphone, qui a San Francisco.
Si tratta della possibilità per Gemini di comportarsi come un vero e proprio agente IA, facendo finalmente quello che le persone si aspettano da un'intelligenza artificiale, e ciò che le big tech che sviluppano IA promettono da tempo: completare azioni in sequenza, ovvero operazioni complesse senza la supervisione umana, richiedendo il vaglio dell'utente soltanto alla fine del processo.
Il nuovo Galaxy S26 utilizza Gemini per cercare in autonomia un'auto Uber. Basta comunicare a Gemini la destinazione e l'assistente effettuerà una ricerca direttamente attraverso Uber, individuerà la macchina disponibile, restituirà il risultato con le soluzioni migliori, e l'utente non dovrà far altro che confermare la proposta che l’IA ritiene più conveniente.
Si tratta di un esempio concreto di un'intelligenza artificiale che compie azioni reali, ma è anche la dimostrazione di quanto sia complesso realizzare operazioni di questo tipo.
Al momento del lancio dell'S26, l'unico servizio con cui Gemini può interagire in questo modo è proprio Uber. Samsung ha fatto sapere che altri servizi arriveranno in futuro, ed è logico aspettarsi che queste funzionalità vengano estese ad altre piattaforme: un'IA che potrà ordinare cibo attraverso Glovo o Deliveroo, per esempio, oppure svolgere altre operazioni su servizi di terze parti. Per il momento, tuttavia, la funzione è limitata al solo Uber.
Una piattaforma aperta a più intelligenze artificiali
Nell'intenzione di Samsung c'è quella di trasformare l'S26 e l'intera serie S in una piattaforma capace di ospitare più intelligenze artificiali e più modelli differenti.
In quest'ottica si inserisce la possibilità, sul nuovo S26, di richiamare attraverso il pulsante fisico sul lato destro dello smartphone non soltanto Gemini, l'assistente digitale di Google, ma anche Perplexity, un diverso tipo di intelligenza artificiale che funziona come una sorta di motore di ricerca potenziato dall'IA. L'utente ha quindi la possibilità di scegliere come assistente predefinito Perplexity e utilizzarlo per effettuare ricerche in alternativa a Gemini.
Perplexity, naturalmente, non possiede tutte le capacità di Gemini: non ha comportamenti agentici e non permette, per esempio, di editare immagini.
Le differenze sono evidenti, ma la direzione intrapresa da Samsung è chiara: offrire una piattaforma che nel tempo potrebbe ospitare più modelli, perché nel mondo reale le persone utilizzano più chatbot e più sistemi di intelligenza artificiale contemporaneamente.
Tutto questo, pur sapendo che il mondo Android oggi è di fatto dominato da Google e da Gemini, che resta l'assistente di default su praticamente tutti gli smartphone con sistema operativo sviluppato dall’azienda di Mountain View.
“Abbiamo appreso dai nostri sondaggi che quasi otto persone su dieci utilizzano due o più agenti contemporaneamente, a seconda dell’attività da svolgere. Per questo Galaxy AI amplia le possibilità di scelta attraverso un ecosistema multi-agente - ci ha spiegato Minseok Kang -. L’integrazione avviene a livello di sistema operativo, così che l’intelligenza artificiale possa portare a termine le operazioni tra diverse applicazioni tenendo conto del contesto dell’utente. In questo quadro si inserisce anche Perplexity, introdotto come nuova opzione tra gli agenti disponibili. Se impostato come agente predefinito, può essere attivato rapidamente pronunciando “Hey Plex” oppure tenendo premuto il pulsante laterale. Il servizio è compatibile con le principali applicazioni, tra cui Note, Orologio, Galleria, Promemoria e Calendario”.
Un nuovo filtro chiamate: l’IA interroga i numeri sconosciuti
Tornando alle nuove funzioni di intelligenza artificiale dell'S26, ce n’è una pensata per chi vuole evitare chiamate moleste o preferisce non rispondere subito a numeri sconosciuti. Samsung introduce un filtro chiamate basato su IA che interviene quando sul display compare un contatto non presente in rubrica. Basta toccare l’opzione “Filtro chiamate” o “Screen calling” perché una voce sintetica risponda al posto dell’utente, chiedendo all’interlocutore di presentarsi e spiegare il motivo della telefonata.
Se chi chiama fornisce le informazioni richieste, il sistema trascrive in tempo reale le sue parole sullo schermo. A quel punto l’utente può decidere se entrare nella conversazione oppure interromperla. Le trascrizioni non vengono archiviate né salvate.
Il meccanismo ricorda quello della vecchia segreteria telefonica integrata nei telefoni fissi, quando si ascoltava il messaggio in diretta prima di scegliere se sollevare la cornetta. Con il Galaxy S26 è sufficiente premere un pulsante per prendere la linea e proseguire la chiamata.
La scansione intelligente dei documenti
Un’altra novità legata all’IA riguarda l’aggiornamento della scansione di documenti - o pagine di libro - attraverso la fotocamera e una funzione chiamata Doc Scan. L’IA in questo caso non individua il testo presente su un foglio o un cartello per consentire all’utente di copiarlo, incollarlo ed editarlo altrove (cosa che era in grado di fare il vecchio Galaxy S25). Doc Scan permette di effettuare la scansione di pagine di libri, appunti su fogli o contratti rimuovendo automaticamente le imperfezioni e restituendo documenti ottimizzati per la lettura. Eventuali pieghe e persino le porzioni di dita che finiscono nell'inquadratura vengono eliminate, il foglio viene appianato digitalmente e il risultato è un'immagine pulita con le scritte perfettamente leggibili, esportabile come PDF.
Non è possibile modificare il contenuto di ciò che viene inquadrato dallo smartphone, ma lo si può consultare in modo pulito, senza i difetti che esistono nella realtà.
Si pensi, per esempio, a quando utilizziamo lo smartphone per scansionare documenti da inviare come una carta d'identità, un passaporto o una patente: spesso non abbiamo modo di appoggiarli su una superficie e dobbiamo tenerli stretti tra due dita davanti alla fotocamera, con le dita che finiscono inevitabilmente nell'inquadratura. L'intelligenza artificiale di Doc Scan rimuove tutto questo.
Now Nudge: i suggerimenti dell'IA al momento giusto
Un'altra funzione interessante legata all'IA - anche questa una novità assoluta sul nuovo Galaxy S26 - è Now Nudge [“Nudge” in inglese significa “psinta”, un aiutino insomma], una sorta di suggerimento proattivo che arriva dall'intelligenza artificiale, in particolare quando stiamo scrivendo messaggi su applicazioni come WhatsApp.
Se qualcuno ci chiede, per esempio, se siamo liberi un determinato giorno a una determinata ora, la Galaxy AI - l'insieme delle intelligenze artificiali che operano all'interno degli smartphone Samsung - interpreta il messaggio ricevuto attraverso Now Nudge e, senza che facciamo nulla, ci suggerisce direttamente che quel giorno abbiamo già un appuntamento fissato in calendario. Quest’ultimo viene consultato automaticamente dall'intelligenza artificiale, evitandoci di dover aprire un'altra applicazione per controllare. Magari stavamo per rispondere di essere liberi, avendo dimenticato l'impegno già preso, e invece possiamo rispondere con consapevolezza che siamo già occupati, oppure avere la conferma di essere effettivamente disponibili.
Un altro esempio di questa intelligenza artificiale proattiva riguarda le fotografie: quando qualcuno ci scrive chiedendoci di inviargli le foto scattate la sera prima a cena o durante una festa, l'IA capisce il contesto e ci mette immediatamente a disposizione il pulsante per la condivisione delle immagini dalla galleria fotografica dello smartphone.
È importante chiarire che Now Nudge non è un’intelligenza artificiale che monitora automaticamente ciò che scriviamo su WhatsApp: l’eventuale attivazione di questa funzione avviene solo previo consenso esplicito dell’utente.
Circle to Search e l'editing fotografico potenziato
Resistono e si evolvono anche le funzioni di intelligenza artificiale ormai consolidate sui Samsung Galaxy della serie S26.
Circle to Search, sviluppata anch'essa da Google, si arricchisce nella nuova versione: può ora riconoscere più elementi e più oggetti all'interno della stessa immagine cerchiata sul display e, nel caso si tratti di indumenti o oggetti come vestiti o borse, può fornire direttamente link che portano al loro acquisto.
Per quanto riguarda l'editing fotografico basato sull'IA, si ha naturalmente la possibilità di rimuovere oggetti e persone da uno scatto. Non solo: attraverso un prompt di testo si può anche aggiungere un elemento all’interno di un’immagine.
La serie S26 mette però a disposizione anche una nuova funzione che permette di fare direttamente sul telefono ciò che ormai si può fare all'interno delle app di Gemini, ChatGpt o altri chatbot: unire elementi provenienti da due foto diverse.
Per esempio, è possibile modificare l'aspetto di un selfie aggiungendo sulla testa della persona un cappello preso da un altro scatto realizzato appositamente. Si caricano entrambe le immagini all'interno della Galaxy AI, potenziata da Gemini, e avviene l'unione tra il selfie e gli altri elementi.
La foto risultante, modificata dall'intelligenza artificiale, presenterà un watermark, una piccola stella in basso a destra, che ne certifica la natura di immagine generata dall'IA.
A questo proposito Samsung ha sottolineato, ancora una volta, che i dati condivisi con la Galaxy AI che vengono utilizzati per le operazioni più complesse sul cloud di Google, come la generazione delle immagini appunto, non contribuiscono all’addestramento dei futuri modelli di IA di Google e dopo trenta giorni vengono rimossi dai server.
Nell'area demo allestita da Samsung a San Francisco è stato anche mostrato come Gemini sull'S26 sia ora in grado di ricostruire elementi nelle fotografie. L'esempio presentato riguardava una torta a cui mancava una fetta: l'intelligenza artificiale è stata capace di ricomporre la torta e riportarla al suo aspetto originale.
Il nuovo Finder intelligente
Una funzione inedita rispetto al precedente Galaxy S25 è il nuovo Finder, presente sulla pagina principale dello smartphone. Si tratta di una ricerca intelligente che permette per la prima volta di cercare on-device, in locale, tutti gli elementi che riguardano una determinata richiesta.
Se si scrive nel Finder, per esempio, "ristoranti San Francisco", l'intelligenza artificiale troverà non soltanto indicazioni sui ristoranti disponibili in città, ma anche tutte le informazioni archiviate nello smartphone sotto forma di appunti, documenti e immagini relativi a quell'argomento.
“Crediamo che l'IA non riguardi solo l'aggiunta di nuove funzioni, ma la riduzione dei fastidi della vita quotidiana - sottolinea Minseok Kang -. Il nuovo "Finder" è una testimonianza di questa filosofia. A volte non è facile trovare il luogo e l'ora di un appuntamento fissato molto tempo fa. Chi l'ha condiviso? Quale app? Quando? Senza dover ricordare ogni dettaglio, "Finder" nell'S26 cerca le informazioni registrate usando il linguaggio naturale. Puoi semplicemente chiedere e ottenere il risultato più velocemente”.
Il ruolo di Bixby nell'ecosistema S26
In tutto questo panorama di assistenti digitali resiste anche Bixby, lo storico assistente di Samsung.
È importante precisare che Bixby non dialoga con Gemini: non può utilizzare Gemini per svolgere operazioni e, viceversa, Gemini non può utilizzare Bixby. Questo apparente contrasto legato alla presenza di più assistenti digitali viene risolto da Samsung affidando a Bixby un ruolo specifico: la gestione delle impostazioni del telefono.
Bixby diventa così un assistente particolarmente utile per chi non vuole districarsi tra le decine di menu delle impostazioni di uno smartphone complesso come il Galaxy S26, o per chi non ha dimestichezza con le opzioni disponibili e preferisce semplicemente formulare una richiesta in modo conversazionale, come ad esempio "ho gli occhi affaticati, si può ridurre la luminosità?". In questo caso basta chiedere a Bixby, che effettuerà l'operazione: un'azione semplice per alcuni, ma potenzialmente complessa per chi non ha confidenza con gli smartphone.
A Bixby si possono chiedere anche operazioni più articolate, come la creazione di routine, funzionalità non sempre alla portata di utenti meno esperti. Per esempio, si può chiedere a Bixby di attivare la modalità scura sul browser Chrome ogni volta che viene aperto.
Bixby creerà automaticamente ciò che solitamente si fa a mano, ovvero una routine dedicata. Normalmente bisognerebbe accedere all'applicazione per le routine e impostare manualmente la regola "se si apre Chrome, utilizza la modalità scura". Bixby fa tutto questo in automatico, e la volta successiva che si apre Chrome il tema scuro sarà già attivo.
Privacy Display: la tecnologia esclusiva del Galaxy S26 Ultra
Una delle tecnologie più importanti introdotte con il nuovo smartphone Samsung è il Privacy Display, offerto in esclusiva sul Galaxy S26 Ultra, l'unico dei tre modelli della gamma S26 a integrare questa funzione.
Il Galaxy S26 Ultra è il top di gamma, lo smartphone con il prezzo più elevato e le prestazioni più alte, ma è anche l'unico a offrire questa particolare tecnologia.
Il Privacy Display è un sistema che protegge le informazioni visualizzate sullo schermo manipolando i pixel laterali del display [tecnicamente: viene controllato il modo in cui disperdono la luce].
Il risultato è una sorta di “magia”: i contenuti, le fotografie e il testo visualizzati frontalmente da chi tiene in mano lo smartphone restano perfettamente visibili, mentre chi si trova al lato o alle spalle della persona che sta usando il telefono vedrà uno schermo nero.
“Quando attiviamo la modalità privacy, lo schermo rimane nitido dal davanti, ma diventa difficile da vedere di lato. Ciò può essere ottenuto da due tipi di pixel chiamati pixel stretti e pixel larghi - ci ha spiegato Moon Sung-hoon, Executive vice president e Head of Hardware, Mobile eXperience di Samsung Electronics -. I pixel stretti emettono una luce dritta in avanti e i pixel larghi disperdono la luce attraverso un ampio angolo. Quindi, se si attiva la modalità privacy, i pixel stretti continueranno a emettere luce brillante mentre i pixel larghi opereranno a un livello minimo. Questo limitan la visibilità dell'angolo laterale mantenendo la chiarezza frontale. Può sembrare molto semplice e facile da fare, ma in realtà ci è voluto molto tempo per riuscirci”.
Il Privacy Display è indubbiamente una tecnologia di grande importanza nell'epoca in cui viviamo, fortemente correlata alla questione dell'intelligenza artificiale. Ovunque ci giriamo, ormai vediamo persone alle prese con ChatGpt o con Gemini, che affidano a un chatbot informazioni personali e pongono domande che sappiamo essere a volte molto intime, con dati sensibili e contenuti privati.
Un display che mette al sicuro questa interazione dagli sguardi indiscreti - e in generale tutte le documentazioni sensibili come quelle mediche o aziendali - è una delle ragioni per cui vale la pena prendere in considerazione il nuovo Galaxy S26 Ultra, sebbene il prezzo non sia esattamente alla portata di tutte le tasche.
È importante sottolineare due cose: questa tecnologia è al momento disponibile esclusivamente sul Samsung Galaxy S26 Ultra, nessun altro smartphone in commercio dispone di un sistema analogo.
Inotre il Privacy Display non risente dell’utilizzo di occhiali da sole con lenti polarizzate: chi li indossa e si trova accanto accanto a un Galaxy S26 Ultra non riesce comunque a vedere il display quando la funzione è attivata.
Esistono certo degli smartphone che, visti lateralmente, risultano difficili da leggere, ma in quei casi il merito è di una pellicola protettiva applicata sullo schermo.
Le pellicole che svolgono questa funzione presentano però diversi svantaggi: alterano leggermente la qualità visiva del display, e soprattutto rendono lo schermo permanentemente più scuro. Inoltre, una volta applicate, non possono essere rimosse a piacimento.
Il Privacy Display di Samsung, al contrario, può essere attivato e disattivato dall’utente in qualsiasi momento.
I livelli di personalizzazione del Privacy Display
La nuova protezione dell’S26 Ultra offre due livelli di intensità. Al livello massimo, il display viene oscurato in modo molto marcato, risultando un po' più scuro anche per chi lo guarda frontalmente. Al livello minimo, la luminosità si abbassa leggermente, quel tanto che basta a rendere più complessa, anche se non impossibile, la lettura da parte di chi sta vicino.
Ma le possibilità di personalizzazione vanno ben oltre. È possibile configurare l'attivazione automatica del Privacy Display all'apertura di determinate applicazioni: un apposito menu permette di selezionare quali app rendere immediatamente oscurate non appena vengono lanciate, con la disattivazione automatica del Privacy Display alla loro chiusura. Si può così attivare la protezione per le applicazioni più sensibili, come quelle dell'home banking, quelle legate all'intelligenza artificiale o la galleria fotografica.
Un ulteriore livello di personalizzazione, ancora più chirurgico, riguarda l'oscuramento delle notifiche. Attivando questa funzione, quando compare un pop-up relativo a una notifica — in particolare i messaggi della messaggistica istantanea — soltanto la porzione superiore dello schermo viene oscurata, impedendo a chi si trova nelle vicinanze di vedere il contenuto del messaggio ricevuto o chi ci sta scrivendo.
Infine, l'ultima personalizzazione riguarda l'inserimento di PIN o password: quando il sistema richiede l'immissione di queste credenziali, è possibile fare in modo che il Privacy Display si attivi automaticamente, proteggendo i dati di accesso da occhi indiscreti.
La privacy secondo Samsung: la piattaforma Knox
Tutta l'intelligenza artificiale dell'S26 viene protetta, sootlinea Samsung, attraverso la piattaforma Knox, da tempo fiore all'occhiello dell'azienda sudcoreana per la protezione dei dati degli utenti.
Il punto di partenza della filosofia Samsung in materia di sicurezza è un principio che l'azienda ribadisce con forza: non può esistere privacy senza una solida sicurezza alla base. Per questo ogni dispositivo Galaxy S26 è protetto fin dal livello del chip attraverso un approccio multilivello che comprende la personalizzazione on-device, l'elaborazione cloud controllata dall'utente e la protezione dell'intero ecosistema tramite Knox Matrix.
Al cuore di questo sistema si trova Knox Vault, la soluzione di sicurezza basata sull'hardware che rappresenta il perno dell'intera architettura. A differenza della maggior parte dei dispositivi mobili, che si affidano esclusivamente al software per proteggere i dati sensibili, i Galaxy integrano una barriera fisica tra le informazioni più riservate e tutto il resto del sistema: Knox Vault dispone di un proprio processore dedicato e di una memoria separata, utilizzati per crittografare i dati sensibili e custodire le chiavi crittografiche.
Password, PIN, dati biometrici, informazioni finanziarie e chiavi di cifratura vengono isolati in questo ambiente protetto, che funziona come una stanza blindata all'interno del telefono, sempre attiva e operativa in background senza richiedere alcun intervento da parte dell'utente.
La rilevanza di Knox Vault diventa ancora più evidente nell'era dell'intelligenza artificiale. Man mano che la Galaxy AI diventa più utile, diventa anche più personale: impara le abitudini dell'utente, si adatta alle sue esigenze e ha bisogno, per farlo, di accedere a dati profondamente personali.
Samsung ha sviluppato a questo scopo il Personal Data Engine (PDE), introdotto per la prima volta con la serie Galaxy S25 e ora alla base delle esperienze IA più avanzate anche sull'S26. Il Personal Data Engine lavora silenziosamente in background per apprendere dalle abitudini e dalle preferenze dell'utente, e proprio perché elabora questi dati direttamente sul dispositivo, i vantaggi della personalizzazione vengono ottenuti senza che le informazioni vengano trasferite a server remoti.
Funzioni come Now Brief, introdotta con l’S25 per guidare l'utente durante la giornata con aggiornamenti personalizzati, o la nuova Now Nudge di cui abbiamo parlato in precedenza, si appoggiano proprio al PDE, che conserva tutto in locale.
Le altre cose da sapere sul nuovo Galaxy S26
Design unificato e materiali premium
Il design della serie S26 è ora uniforme su tutti e tre i modelli, con stessa spondatura e curvatura. L'S26 Ultra si distingue per l'uso dell'Armor Aluminum 3 e del Gorilla Glass Armor 2, materiali ultraresistenti e antiriflesso. Il blocco fotocamera posteriore riprende lo stile del Galaxy Fold 7. Il colore di punta è il Cobalt Violet, affiancato da nero, bianco, sky blue e due esclusive online (pink albicocca e silver).
Processori: Snapdragon 8 Elite e Exynos 2600
L'S26 Ultra monta lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 personalizzato per Galaxy, con un miglioramento del 40% nella NPU dedicata all'intelligenza artificiale, rendendo praticamente istantanee operazioni come la generazione di immagini. L'S26 e l'S26 Plus adottano invece il nuovo Exynos 2600 a 2 nanometri, con benchmark analoghi al predecessore e un focus analogo sulle capacità di calcolo AI.
Display Dynamic AMOLED 2X ad alta luminosità
Tutti e tre i modelli montano display Dynamic AMOLED 2X a 120 Hz con luminosità fino a 2600 nit. Grazie a un proscaler integrato, anche i contenuti a bassa risoluzione vengono migliorati automaticamente, e la gamma cromatica riprodotta è più ampia rispetto a molti concorrenti top di gamma.
Vapor Chamber e dissipazione termica avanzata
Per gestire il calore durante l'uso intensivo, l'S26 Ultra integra una Vapor Chamber più grande e un foglio in grafene (TIM) che migliora la dissipazione del 20% rispetto all'S25 Ultra. Temperature più basse significano prestazioni costanti nel tempo e minor consumo di batteria.
Batteria e ricarica rapida fino a 65 watt
L'S26 Ultra supporta la Super Fast Charging 3.0 a 65 watt, passando da 0 a 75% in soli 30 minuti. L'S26 Plus si ricarica a 45 watt e l'S26 base a 25 watt via cavo. In wireless si arriva a 25 watt per Ultra e Plus, 15 watt per il modello base.
Fotocamera: più luce grazie alle nuove aperture focali
La fotocamera principale da 200 MP dell'S26 Ultra guadagna il 47% di luminosità in più grazie all'apertura f/1.4, mentre il teleobiettivo 5x da 50 MP migliora del 37% con apertura f/2.4. Questi miglioramenti hardware, combinati con il software Nightography, si traducono secondo Samsung in foto e video notevolmente più luminosi, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità.
Disponibilità e prezzi
Tutti e tre i modelli presentati a San Francisco sono già disponibili in Italia.
Il Galaxy S26 sarà disponibile con 12 GB di RAM e 256 GB di memoria a un prezzo di 1.029 euro - il modello più accessibile aumenta di 100 euro rispetto al 2025, anche se cresce la memoria (256 invece di 128 GB dell’S25 che un anno fa è stato lanciato a 929 euro). La variante dell’S26 con più memoria, 512 GB, costa invece 1.229 euro.
Il Galaxy S26+, sempre con 12 GB di RAM, partirà da 1.289 euro per il taglio da 256 GB e arriverà a 1.489 euro per quello da 512 GB.
Infine, il Galaxy S26 Ultra sarà proposto a partire da 1.499 euro nella configurazione da 12 GB e 256 GB, per poi salire a 1.699 euro con 512 GB di memoria e raggiungere i 1.999 euro nella versione top da 16 GB di RAM e 1 TB di memoria interna.