Luca Conti, storico blogger e ambientalista, si è spento questa mattina presso l’ospedale di Senigallia, nelle Marche, la città dove era nato nel 1975 e dove aveva scelto di vivere e operare per gran parte della sua carriera.
Il decesso è avvenuto a seguito di una lunga malattia oncologica che lo scrittore e consulente aveva deciso di raccontare pubblicamente attraverso i suoi spazi digitali, mantenendo fino agli ultimi mesi quel rigore comunicativo che lo aveva reso celebre.
La notizia della sua scomparsa ha generato un profondo cordoglio nel mondo dell'informazione, dell’ambientalismo e della tecnologia, settori in cui Conti ha operato per oltre vent'anni.
La nascita della blogosfera e il fenomeno Pandemia
Il contributo di Luca Conti alla cultura digitale italiana ha radici profonde nel 2002, anno in cui fondò Pandemia.info.
In un periodo in cui la rete era ancora un territorio per pochi addetti ai lavori, Conti comprese la portata del blog, inteso come diario pubblico e strumento di democratizzazione dell'informazione.
La blogosfera, termine tecnico che indica l'insieme di tutti i blog e delle loro interconnessioni, trovò in lui Conti uno dei primi e più autorevoli esempi italiani.
Attraverso Pandemia, Conti ha analizzato l’evoluzione dei nuovi media e il concetto di citizen journalism, ovvero la partecipazione attiva dei cittadini alla creazione e diffusione delle notizie, anticipando dinamiche che sarebbero diventate centrali con l’avvento delle piattaforme social moderne.
Una carriera tra saggistica e accademia
Oltre all’attività di blogger, Conti si era affermato come uno dei consulenti più preparati nel campo del marketing digitale e della comunicazione.
Autore di diciassette volumi tecnici e divulgativi, molti dei quali pubblicati con l'editore Hoepli, aveva ricoperto il ruolo di docente presso l’Università Milano-Bicocca e collaborato stabilmente con testate nazionali di primo piano, tra cui Il Sole 24 Ore.
L’impegno civile e il distacco dai social media
Un tratto distintivo di Conti è stato il suo profondo legame con i temi dell'ambiente e dell'etica civile.
Esponente dei Verdi a Senigallia e attivo nelle file del WWF Italia, portò la sensibilità ecologista anche nelle sue riflessioni tecnologiche.
Sorprendendo molti, nel 2019 scelse di abbandonare i principali social network, una decisione maturata per recuperare una dimensione più autentica e meditata della comunicazione, lontana dagli algoritmi e dalla polarizzazione delle piattaforme globali.
L’ultimo capitolo e la gestione del lascito digitale
Negli ultimi mesi della sua vita, Conti aveva applicato la sua lucidità analitica alla gestione della propria fine, un processo che nel mondo anglosassone viene definito death cleaning digitale.
Nel dicembre 2025 aveva annunciato la volontà di lasciar scadere i suoi domini storici e di chiudere le sue newsletter, riflettendo apertamente sulla natura effimera della presenza online.
Il suo ultimo post su Lucaconti.it, è datato 5 febbraio 2026, a tre mesi da un intervento chirurgico d'urgenza, prima dell'aggravarsi delle condizioni di salute.