Roborock è oggi il marchio numero uno al mondo nella pulizia robotica intelligente. Lo dicono i dati IDC: il brand cinese ha spedito 5,8 milioni di unità nel 2025, raggiungendo una quota di mercato del 27% nel segmento degli aspirapolvere robot, e confermando per il terzo anno consecutivo in tutti i principali mercati globali.
Il Saros 20 è il modello più avanzato dell’azienda, e nelle scorse settimane lo abbiamo messo alla prova.
Si tratta di un robot che aspira con 36.000 Pascal di potenza, scavalca soglie fino a 8,8 centimetri, lava i pavimenti con moci sterilizzati ad acqua portata a 100°C e riconosce oltre 300 tipi di ostacoli grazie all'intelligenza artificiale.
L’obiettivo di questi dispositivi, come sempre, è svolgere in completa autonomia la pulizia dei pavimenti. Vediamo insieme se, come e quanto il Saros 20 riesce in questo intento.
Design e materiali
Appena estratto dalla confezione, la prima cosa che abbiamo notato del Saros 20 è l'assenza della classica torretta LiDAR che svetta sulla parte superiore, un marchio di fabbrica che per anni ha definito l'estetica di Roborock. Questa scelta non è solo estetica: eliminando la protuberanza rotante, il Saros 20 riesce a mantenere un profilo molto sottile: soli 7,98 centimetri.
Ci è piaciuta molto la qualità costruttiva, che trasmette una sensazione di solidità premium, con plastiche opache che non trattengono le impronte e un assemblaggio in generale solido. E abbiamo gradito anche il fatto che sia presente la vaschetta per il detersivo che viene dosato in modo automatico: questo consente di utilizzare detergenti Roborock, che restano consigliati, ma all’occorrenza anche altri prodotti in commercio (l’importante è che il detersivo impiegato non necessiti, ovviamente, di risciacquo).
La RockDock - la base dove il robot si ricarica, svuota la sporcizia raccolta e lava i panni - è stata ridisegnata per essere più compatta nonostante la complessità interna: ora si integra ancora meglio negli ambienti domestici.
Abbiamo apprezzato la cura nei dettagli, come i serbatoi dell'acqua facili da estrarre e trasportare - sono due, come al solito, dedicati ad acqua pulita e sporca - e il vassoio su cui riposa il robot che ora richiede molta meno manutenzione manuale rispetto alle generazioni precedenti.
Il primo impatto positivo con la macchina è stato un po’ incrinato, a essere sinceri, dall’assenza di ricambi nella confezione. Considerando il prezzo del Saros 20 ci saremmo aspettati almeno un paio di moci in più, visto che un utilizzo intensivo solitamente porta a un deterioramento in tempi abbastanza veloci.
Ancora più autonomo con la base che viene pulita a 100°
Uno dei punti deboli storici delle basi "all-in-one" è sempre stato l'accumulo di melma e residui nel vassoio di lavaggio, un problema che spesso trasformava la comodità dell'automazione in un nuovo compito domestico poco piacevole.
Con il Saros 20, abbiamo notato un miglioramento: l'utilizzo di acqua calda che nel caso del nuovo modello raggiunge i 100°C non serve solo a igienizzare i moci, ma agisce come uno sgrassatore naturale per la base stessa. Il risultato è che i residui oleosi e lo sporco più ostinato, che solitamente tendono a solidificarsi sul fondo del vassoio, vengano sciolti più facilmente e convogliati verso il serbatoio dell'acqua sporca.
Oltre all'azione termica, ci ha convinto il nuovo sistema di autopulizia fisica del vassoio, che ora integra meccanismi di raschiamento più efficaci e profondi. Durante il ciclo di lavaggio dei moci, una serie di spazzole interne e raschietti dinamici puliscono attivamente la superficie del vassoio, evitando che i detriti pesanti si depositino negli angoli morti o nelle scanalature del filtro.
Abbiamo apprezzato anche la riprogettazione del sistema di drenaggio: il condotto è stato ampliato per ridurre il rischio di intoppi causati da accumuli di polvere bagnata o peli. Nelle nostre settimane di test, abbiamo constatato che l'integrazione di un flusso d'aria calda potenziato non si limita più ad asciugare i soli panni rotanti, ma investe l'intera camera di lavaggio.
Questo processo di asciugatura totale garantisce che non rimangano ristagni di umidità, prevenendo la proliferazione batterica e rendendo la manutenzione manuale un evento sporadico anziché una routine settimanale. Ne siamo rimasti colpiti perché, per la prima volta, la promessa di una base che si pulisce da sola sembra finalmente supportata da una logica meccanica e termica solida.
Sistemi di visione e navigazione
Con il Saros 20, Roborock ha deciso di mandare in pensione il LiDAR meccanico tradizionale, scommettendo su una tecnologia che fino a poco tempo fa sembrava riservata esclusivamente alla guida autonoma di alto livello o alla robotica industriale avanzata.
L’assenza della torretta rotante - nota tecnicamente come LDS (Laser Distance Sensor) - risolve sul nuovo modello uno dei compromessi storici del settore: scegliere tra una navigazione più precisa e un profilo sottile. I sistemi meccanici tradizionali, basati su uno specchio rotante, sono intrinsecamente ingombranti e soggetti a usura meccanica nel lungo periodo.
Roborock invece punta sullo StarSight Autonomous System 2.0, un sistema di navigazione aggiornato che migliora il modo in cui il robot percepisce e interpreta l’ambiente domestico.
Al centro c’è un LiDAR a stato solido, una tecnologia basata su impulsi di luce per misurare distanze e rilevare oggetti. Rispetto alle versioni tradizionali, questa soluzione è più compatta e affidabile, e consente una lettura più stabile dell’ambiente. Il sistema utilizza anche un doppio trasmettitore, cioè due sorgenti di segnale che lavorano insieme.
Questo consente di raccogliere più informazioni contemporaneamente, migliorando la precisione nella rilevazione degli ostacoli e nella mappatura degli spazi. Infine, la tecnologia 3D Time-of-Flight (ToF) permette di calcolare la distanza dagli oggetti misurando il tempo impiegato dalla luce per raggiungerli e tornare indietro. In questo modo il robot crea una mappa tridimensionale dell’ambiente, distinguendo meglio forme, volumi e posizioni.
Questo pacchetto tecnologico permette al Saros 20 di muoversi con una fluidità quasi umana: non "sbatte" contro i mobili per orientarsi, ma rallenta con grazia millimetri prima dell'impatto.
La videocamera RGB frontale, supportata dall'intelligenza artificiale, è in grado di riconoscere oltre 300 tipi di oggetti diversi. Durante i nostri test, ha evitato con successo cavi di ricarica e scarpe, etichettandoli correttamente sulla mappa 3D generata nell'app.
Ci ha convinto particolarmente la capacità di navigare in condizioni di scarsa luminosità.
Ma ci aspettavamo di meglio nella gestione dei piccoli cavi scuri: nonostante la videocamera RGB, il Saros 20 ha mostrato una tendenza a tentare di "scavalcarli" invece di aggirarli, finendo spesso per trascinarli.
Il sistema di arrampicata AdaptiLift
Il cuore innovativo di questo dispositivo è senza dubbio l'AdaptiLift Chassis 3.0.
Ci siamo trovati davanti a un robot che non si arrende di fronte a soglie o scalini fino a 8,8 centimetri (gestiti in due step da 4,5 e 4,3 cm).
Abbiamo osservato con curiosità il meccanismo in azione: il robot non tenta di "saltare" l'ostacolo, ma solleva attivamente il proprio telaio utilizzando un braccio di arrampicata dedicato, proprio come farebbe un fuoristrada.
Questa funzione permette di pulire stanze con dislivelli che in precedenza richiedevano il sollevamento manuale del dispositivo.
Va detto, però, che la transizione è spesso lenta e laboriosa e incide sulla fluidità del percorso di navigazione. E che molteplici sollevamenti aumentano il consumo energetico della batteria: bisogna tenerne conto se le metrature da coprire sono elevate e gli ostacoli numerosi. Vuol dire che il robot potrebbe avere bisogno di ricaricarsi con più frequenza e la durata della pulizia, di consequenza, potrebbe aumentare.
Anche sui tappeti più spessi, fino a 3 centimetri, il telaio è in grado di sollevarsi dinamicamente per evitare che la scocca sfreghi contro le fibre, mantenendo la bocchetta di aspirazione alla distanza ottimale.
Prestazioni: l’aspirazione
Se 36.000 Pascal di potenza sembrano un'esagerazione sulla carta, all'atto pratico si traducono in una pulizia esemplare sia dei pavimenti, sia - anzi soprattutto - dei tappeti. Tuttavia questa forza bruta è quasi impossibile da utilizzare in contesti domestici standard senza pagare un dazio elevato in termini di inquinamento acustico. Di certo meglio prevedere il passaggio del robot quando non si è in casa, programmando - o avviando - l’inizio della pulizia attraverso la app Roborock.
Inoltre il massimo della potenza può generare, occasionalmente, un "effetto ventosa" su tappeti leggeri, come quelli utilizzati in bagno, che finiscono per essere sollevati o trascinati invece di essere puliti.
Ciò che ci ha entusiasmato non è solo la forza bruta, ma il sistema DuoDivide: due rulli controrotanti progettati per convogliare i peli e i capelli verso il centro del condotto di aspirazione. In una casa con animali a pelo lungo, questa tecnologia può fare la differenza.
Come da tradizione, inoltre, la tecnologia FlexiArm estende fisicamente la spazzola laterale quando il robot rileva un angolo, per tentare di rimuovere gli accumuli di polvere anche negli angoli più remoti della stanza.
Prestazioni: lavaggio
Il sistema di lavaggio con i due moci rotanti non è una novità assoluta, ma l'implementazione qui è ai massimi livelli del settore. La pressione esercitata sul pavimento è costante e permette di rimuovere anche macchie ostinate di caffè o salsa lasciate a seccare.
Tuttavia, come abbiamo accennato, la vera rivoluzione avviene nella RockDock. La stazione non si limita a sciacquare i moci, ma utilizza acqua portata a 100°C per sterilizzarli e sciogliere i grassi più resistenti. Abbiamo notato una differenza tangibile, rispetto ai modelli precedenti, nell'odore e nell'aspetto dei panni dopo ogni ciclo di autopulizia.
Un altro dettaglio che abbiamo apprezzato è la possibilità del robot di "sganciare" magneticamente i moci alla base prima di iniziare un ciclo di sola aspirazione sui tappeti; è una soluzione molto più intelligente rispetto al semplice sollevamento di pochi millimetri, che spesso finisce comunque per inumidire i tappeti a pelo lungo e sporcare i moci.
La piccola nota dolente è che, nonostante l'asciugatura ad aria calda sia stata potenziata, il processo completo di pulizia e manutenzione dei moci all'interno della base è piuttosto rumoroso e prolungato.
Se il robot termina la sessione nel tardo pomeriggio, ci siamo trovati a dover convivere fino a dopo cena con un ronzio di sottofondo, dovuto alle operazioni necessarie a evitare che l'umidità residua generi cattivi odori.
Un altro aspetto che abbiamo analizzato con attenzione è la sinergia tra il lavaggio e il sistema AdaptiLift. Ci è piaciuta molto l'idea che il robot possa sollevare l'intero telaio per evitare di bagnare i tappeti, superando il limite dei pochi millimetri di sollevamento dei modelli precedenti.
Tuttavia, abbiamo notato che se il robot deve affrontare tappeti piccoli e ravvicinati, passando magari dal soggiorno al bagno, il continuo alzarsi e abbassarsi del modulo di lavaggio rallenta considerevolmente l'operazione di pulizia.
Nonostante questi piccoli nei, il sistema di lavaggio del Saros 20 ci ha convinto per la costanza della pressione esercitata sul pavimento: a differenza di altri modelli che sembrano solo "accarezzare" la superficie, qui si percepisce un'azione meccanica reale che riesce a lucidare il parquet in modo molto efficace.
Funzioni IA e applicazione
La scelta di abbandonare la classica torretta LiDAR, per passare allo StarSight Autonomous System 2.0, non si tramuta in performance peggiori. Anzi, questo sistema a stato solido, che vanta oltre 21.000 punti di scansione, rappresenta un'evoluzione nella percezione dello spazio.
Abbiamo notato come la mappatura iniziale sia diventata un'operazione fulminea, quasi istantanea, capace di distinguere non solo le pareti ma anche la volumetria degli arredi con una precisione chirurgica.
La sinergia con la tecnologia Reactive AI 3.0 ci ha permesso di dimenticare la fase di "bonifica" del pavimento prima di avviare il robot: la capacità di riconoscere oltre 300 tipologie di ostacoli è risultata estremamente affidabile nei nostri test.
L'applicazione Roborock rimane, a nostro avviso, uno dei punti di riferimento del settore per equilibrio tra profondità e immediatezza.
L'introduzione dello SmartPlan 3.0 propone strategie di pulizia dinamiche: il Saros 20 per esempio impara le nostre abitudini e suggerisce autonomamente cicli di pulizia più intensi in un’area specifica, come quella intorno al tavolo da pranzo, aumentando la potenza di aspirazione e la frequenza di lavaggio dei moci.
Ci è piaciuta la funzione che permette al robot di riconoscere le tende come ostacoli non solidi, spingendosi oltre per pulire quei centimetri di polvere che solitamente rimangono ignorati.
Tuttavia non ci ha entusiasmato la necessità di dover marcare manualmente alcune di queste zone sull'app per ottenere il massimo della precisione, un piccolo passaggio burocratico che stona con l'automazione totale promessa dal brand.
La privacy è un altro punto su cui è opportuno ragionare, soprattutto se si utilizza la videocamera integrata del robot da remoto, manovrando l’aspirapolvere attraverso la app come se fosse un joystick: le certificazioni TÜV Rheinland e l'allineamento al GDPR rassicurano sul trattamento dei dati video, che vengono elaborati localmente e non caricati sul cloud.
L'assistente vocale integrato – che si attiva al comando "Hello Rocky" - funziona bene anche senza connessione internet, e permette di impartire comandi rapidi senza dover impugnare lo smartphone.
Abbiamo però riscontrato qualche falso positivo di troppo: può capitare che il robot si senta chiamato in causa senza motivo. Quando il robot è impegnato nella massima aspirazione, inoltre, farsi ascoltare dall'assistente Rocky è quasi impossibile: ci abbiamo rinunciato.
Batteria, prezzi e disponibilità in Italia
L'autonomia è garantita da un modulo da 6.400 mAh che dalle nostre stime permette di coprire almeno 250 metri quadrati con una singola carica. La ricarica, in ogni caso, è del 30% più veloce rispetto ai modelli precedenti.
Il Roborock Saros 20 è un modello uscito a febbraio 2026. Il prezzo di listino si attesta sui 1.499 euro, il prezzo dello store ufficiale. Su Amazon - al momento in cui scriviamo - si riesce a trovare a meno.
Sebbene la cifra sia importante, le caratteristiche del Saros 2 sono in linea con questa fascia di prezzo.
Conclusioni
Il Roborock Saros 20 affronta con maturità i limiti fisici che caratterizzano la categoria: il sistema AdaptiLift 3.0 supera soglie fino a 8,8 centimetri, il profilo da 7,98 cm permette di pulire sotto quasi ogni mobile, e i 36.000 Pascal di potenza garantiscono risultati eccellenti sia sui pavimenti che sui tappeti.
Il lavaggio con acqua a 100°C e il sistema DuoDivide, che convoglia capelli e peli verso il centro del condotto eliminando quasi del tutto i grovigli, completano un quadro tecnicamente convincente.
Non mancano però alcune note critiche. Il prezzo di listino a 1.499 euro lo colloca in una fascia accessibile solo a un pubblico selezionato. La stazione di ricarica, pur efficiente, si fa sentire acusticamente durante le fasi di manutenzione dei moci, che possono prolungarsi a lungo. In modalità di massima aspirazione, inoltre, il rumore prodotto dal robot è significativo. Qualche limite emerge anche nella navigazione, in particolare nella gestione dei piccoli cavi scuri, che il sistema di visione tende a scavalcare invece di aggirare.
Nel complesso, il Saros 20 è un dispositivo che mantiene le sue promesse principali: riduce al minimo l'intervento umano e si adatta con efficacia ad abitazioni complesse. Chi è disposto a sostenere il costo troverà un prodotto che, ad oggi, offre una tecnologia avanzata ed efficace, non a caso premiata dal mercato.
Cosa ci è piaciuto
- Sistema di arrampicata AdaptiLift 3.0 che supera ostacoli prima impossibili.
- Altezza ridotta sotto gli 8 cm che permette di pulire sotto quasi ogni mobile.
- Potenza di aspirazione da 36.000 Pa che eccelle su tappeti e fessure.
- Lavaggio dei moci con acqua a 100°C per un'igiene superiore.
- Sistema DuoDivide che elimina quasi totalmente il problema dei capelli aggrovigliati.
Cosa non ci è piaciuto
- Prezzo di listino elevato, accessibile solo a una fascia di utenza premium.
- L’asciugatura dei moci e del vassoio un po’ rumorosa e prolungata.
- In modalità massima potenza, il rumore è importante.