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Hypershell X Ultra, la prova: l’esoscheletro che spinge le gambe in salita

Hypershell X Ultra, la prova: l’esoscheletro che spinge le gambe in salita

Abbiamo messo alla prova l'Hypershell X Ultra, un concentrato di titanio, fibra di carbonio e intelligenza artificiale pensato per le escursioni all’aperto. È un esoscheletro che permette di superare i limiti della fatica. Ma anche di affrontare in modo più rilassato i percorsi più impegnativi, soprattutto se non si è abbastanza allenati

8 minuti di lettura

Nei film di fantascienza gli esoscheletri potenziano i soldati e rendono gli uomini (quasi) invincibili. Nella realtà, almeno per ora, servono ad affrontare una salita ripida con lo zaino in spalla senza arrivare in cima con le gambe a pezzi. Un risultato che, a pensarci bene, non è comunque una cosa da poco.

L'Hypershell X Ultra è un esoscheletro motorizzato pensato per escursionisti, sportivi e chiunque abbia bisogno di un supporto fisico extra durante le lunghe camminate all’aperto.

Dopo averlo testato su sentieri impervi e pendenze tutt'altro che banali, proviamo a raccontarvi cosa funziona, cosa meno, e per chi ha davvero senso considerare un acquisto del genere.

Design e materiali

Al primo contatto, l'Hypershell X Ultra colpisce per la qualità costruttiva: solido nella struttura, rimane sorprendentemente leggero grazie all'uso massiccio di fibra di carbonio abbinata a una lega di titanio denominata "SinterShell", trattata con processi di sinterizzazione, che contiene il peso a soli 1,8 kg.

Il titanio inoltre dissipa il calore generato dal motore in modo più efficiente rispetto alla plastica o all'alluminio tradizionale, evitando surriscaldamenti durante le ascese più lunghe sotto il sole.

Il dispositivo è snodabile e pieghevole: viene fornito in una valigetta insieme a una batteria di ricambio – una è già collegata all'esoscheletro – ed è progettato per essere riposto nello zaino senza occupare spazio eccessivo.

La parte superiore del corpo macchina ospita l’alloggiamento per le batterie intercambiabili, protetto da uno sportello a tenuta stagna.

Non ci ha entusiasmato, tuttavia, il tasto fisico presente sulla scocca attraverso cui si accende e spegne l’esoscheletro, e si cambiano le modalità di erogazione della potenza dei motori: pur essendo gommato e ben protetto, risulta leggermente piccolo per essere azionato con facilità, soprattutto se si indossano guanti pesanti.

Le "gambe" dell'esoscheletro, ovvero i bracci che scendono lungo i femori, sono realizzate in fibra di carbonio ad alto modulo con una finitura opaca che resiste molto bene ai graffi accidentali contro rocce o rami.

Alle estremità dei due bracci c’è un binario telescopico che permette di adattare la lunghezza del dispositivo a diverse altezze, coprendo un range che va dai 150 ai 195 cm.

Le fasce femorali rappresentano invece il punto dove la tecnologia incontra il comfort, o almeno ci prova. Abbiamo notato che il sistema di aggancio rapido tramite clip magnetiche brevettate permette di indossare e sfilare l'esoscheletro in meno di trenta secondi, una comodità non da poco durante le pause brevi.

Tuttavia la regolazione delle cinghie inferiori richiede una certa perizia: se strette troppo, limitano la circolazione superficiale, se troppo lente, tendono a far "ballare" l'attuatore meccanico sulla coscia, riducendo parzialmente l'efficienza della spinta.

Comandi e interfaccia

L'interazione con l'Hypershell X Ultra si basa su un sistema essenziale ma funzionale.

In assenza di un display, occorre affidarsi ai LED di stato posizionati vicino al pulsante di accensione sul motore destro, che indicano la modalità attiva e il livello di carica residua.

Con un tocco rapido, e poi una pressione di due secondi, l’esoscheletro si accende. La stessa sequenza lo spegne.

I colori dei LED – la cui intensità è regolabile direttamente dall'app ufficiale – segnalano la modalità di potenza attiva: il verde indica la modalità ECO, con una spinta contenuta pensata per le pendenze più lievi; il rosso la modalità Hyper, che eroga più potenza per affrontare salite più ripide; il blu la modalità Trasparente, che riduce al minimo l'assistenza motore per una camminata più naturale.

Per passare da una modalità all'altra è sufficiente tenere premuto l'unico pulsante fisico, mentre due tocchi rapidi permettono di aumentare gradualmente l'intensità della potenza, su una scala da 1 a 4.

Va detto che, sebbene dopo alcune settimane di utilizzo il passaggio tra le modalità con il pulsante fisico diventi più immediato e naturale, capita comunque di fare confusione.

L'unico tasto presente può generare una certa frustrazione nei momenti più delicati dell'escursione, costringendo a brevi pause in cui occorre distogliere lo sguardo dal percorso per concentrarsi sul piccolo pulsante arancione.

Prestazioni

Il funzionamento dell'esoscheletro è semplice: due motori sono nascosti nei dischi posizionati sul corpo macchina all'altezza delle anche.

Una volta indossato il dispositivo, la struttura snodabile – fissata ai quadricipiti – solleva le gambe a ogni passo in salita, assecondando il movimento naturale e portando il piede più in alto con l'ausilio del motore.

Grazie a una potenza di picco di 1000 W, l'assistenza fornita alle gambe rende affrontabili anche le pendenze più impegnative: abbiamo superato inclinazioni del 30% senza accusare particolare fatica.

A corpo libero, l'esoscheletro restituisce una sensazione quasi di leggerezza; è però con uno zaino in spalla di qualche chilo che se ne apprezza la vera differenza, poiché il carico sembra decisamente più contenuto e tollerabile.

La coppia di 35 Nm si rivela particolarmente efficace nelle ripartenze da fermo su terreni irregolari, dove il dispositivo fornisce quella spinta aggiuntiva necessaria a vincere l'inerzia.

Il superpotere che aiuta in salita

Avendo già testato in passato l'Hypershell Pro X, eravamo pronti all'esperienza che offre un dispositivo di questo tipo: è come avere all'improvviso una sorta di superpotere integrato.

Il nuovo modello X Ultra ci ha convinto ulteriormente per la naturalezza con cui il sistema asseconda la flessione dell'anca: grazie alla tecnologia dei motori a coppia elevata, la sensazione predominante durante la salita è quella di avere qualcuno che spinge la parte posteriore delle cosce a ogni passo.

Abbiamo anche misurato il vantaggio: nei nostri test, su pendenze importanti, il battito cardiaco è rimasto sensibilmente più basso rispetto a una salita affrontata con le nostre uniche forze.

Tuttavia, non ci ha entusiasmato il comportamento del dispositivo nei tratti di discesa particolarmente impegnativa. Quando il terreno richiede spostamenti laterali rapidi o balzi tra rocce instabili, l'esoscheletro introduce un'inerzia meccanica che limita i movimenti.

Nonostante l'intelligenza artificiale cerchi di mappare il terreno e la variazione di pendenza, e sebbene riconosca alla perfezione il cambio di marcia dalla salita alla discesa, c'è una lieve latenza tra il passaggio dalla spinta attiva al supporto passivo che costringe a prestare particolare attenzione ai primi passi effettuati verso valle.

Per quanto riguarda il sistema di fissaggio al corpo, l'ingegneria che sta dietro alla struttura in fibra di carbonio e titanio permette di scaricare il peso dell'esoscheletro in modo efficace, anche se dopo alcuni chilometri la zona lombare, dove si trova la batteria, va un po’ in sofferenza.

Abbiamo trovato il cinturone principale molto ben imbottito con materiali che ci sono sembrati sufficientemente traspiranti.

Tuttavia, le cinghie che fissano l'esoscheletro al corpo, in vita come sulle cosce, restano il vero punto critico che andrebbe migliorato: tendono infatti a cedere leggermente dopo neanche un'ora di camminata intensa, costringendo a una sosta forzata per piccoli aggiustamenti.

Ci rendiamo conto che il sistema ideato da Hypershell rappresenta probabilmente l'unico modo per garantire che l'esoscheletro si adatti a qualsiasi corporatura e stazza. Ci chiediamo tuttavia se una cinghia tradizionale con asole non possa offrire una regolazione più pratica ed efficace.

La stabilità complessiva è comunque di alto livello e, una volta trovata la "quadra" con le giuste regolazioni, l'Hypershell X Ultra diventa un'estensione del corpo che non balla e non produce rumori molesti, restituendo una sensazione di solidità strutturale che ci ha pienamente soddisfatto.

La app Hypershell+ è la marcia in più

L'esperienza d'uso dell’esoscheletro passa inevitabilmente per l'applicazione Hypershell+, un software che abbiamo trovato sorprendentemente maturo.

L’accoppiamento tra esoscheletro e smartphone è stato praticamente immediato. La app offre dei tutorial interattivi che spiegano come indossare correttamente l'esoscheletro per massimizzare le prestazioni.

Ci è piaciuta molto la possibilità di regolare l'intensità della potenza erogata - su una scala da 0 a 100% - attraverso uno slider che si sposta con un tocco. Utili anche i parametri avanzati raccolti nella sezione Motion Engine, come la distribuzione della coppia su ogni singola gamba e il controllo della velocità in discesa, una funzione che si è rivelata preziosa per preservare le ginocchia nei tratti più scoscesi.

Per chi preferisce non occuparsi delle regolazioni, l'app mette a disposizione 12 modalità intelligenti che configurano automaticamente l'esoscheletro in base allo scenario: dalla camminata su piano si passa alla salita di scale, alla marcia agonistica, alla pendenza, alla sabbia o al terreno montano.

Sono presenti anche modalità dedicate al ciclismo e alla corsa, ma francamente facciamo fatica a immaginare l'Hypershell X Ultra davvero utile in questi contesti.

Il peso, pur contenuto, risulta a nostro avviso sufficiente a compromettere una corsa prolungata; in bicicletta, invece, è preferibile affidarsi al motore elettrico della bici stessa, poiché l'esoscheletro rischia di limitare la libertà di movimento, soprattutto nelle situazioni più impegnative, quando è necessario appoggiare rapidamente un piede a terra su un fondo sconnesso per evitare di cadere.

Molto interessante, di contro, la modalità Fitness, definita “sperimentale”, che trasforma l'esoscheletro in un attrezzo da palestra portatile opponendo resistenza invece di aiutarci; monitorare lo sforzo aggiuntivo e vedere i watt di resistenza applicati in tempo reale sullo schermo ci ha dato una prospettiva del tutto nuova sull'utilità di questo dispositivo oltre il semplice trekking.

Al di là della app, ben disegnata e chiara in ogni sua voce, l’esoscheletro si presta a essere controllato con Apple Watch tramite watchOS. Questa soluzione è sicuramente più pratica rispetto all'uso dello smartphone, soprattutto se ci si trova nel mezzo di una salita impegnativa o ancora peggio sotto la pioggia [a proposito l’Hypershell X Ultra è impermeabile con certificazione IP54].

In entrambi i casi poter switchare tra la modalità "Eco" e quella "Hyper" direttamente dal polso, visualizzando al contempo l'autonomia residua e la frequenza della falcata, offre un vantaggio enorme.

L’ecosistema Android non offre una soluzione simile. È un peccato, perché costringe l’utente a estrarre lo smartphone dalla tasca o dallo zaino ogni volta che si desidera accedere a delle impostazioni avanzate o per controllare i dati registrati dai sensori dell’esoscheletro in tempo reale.

Come in un videogame: il boost temporaneo di 30 secondi

L’elemento più scenografico e, per certi versi, adrenalinico dell’intera interfaccia dell'app Hypershell+ è senza dubbio la spinta temporanea di 30 secondi che si attiva premendo l’icona a forma di razzo: si tratta di un vero e proprio "overclocking" del motore a magneti permanenti che porta la coppia ai suoi limiti fisici assoluti.

In questo brevissimo lasso di tempo la percezione dello sforzo viene profondamente attenuata: è una sensazione di onnipotenza meccanica che ci ha permesso di superare gradoni di roccia o tratti ultra ripidi con una facilità che definiremmo disarmante. Sulla app un timer circolare scandisce i secondi residui di spinta extra.

Una volta terminato il countdown, l'app inibisce il riutilizzo immediato del boost per alcuni minuti, permettendo alla lega SinterShell di dissipare il calore accumulato durante il massimo sforzo del motore.

In definitiva, abbiamo trovato il boost temporaneo uno strumento eccezionale ideale per le situazioni di emergenza, ma va usato con estrema cognizione di causa. È una riserva di potenza brutale racchiusa in un'icona simpatica, che trasforma l'escursionista in una sorta di atleta potenziato per mezzo minuto.

Batteria e ricarica

L'Hypershell X Ultra include nella confezione due batterie intercambiabili da 2500 mAh ciascuna. Abbiamo testato l'autonomia su un percorso misto e siamo riusciti a coprire circa 30 km utilizzando prevalentemente la modalità Eco.

Se si decide di abusare della modalità Hyper, però, l'autonomia crolla drasticamente, costringendoci a cambiare batteria dopo circa 10 km.

Ci è piaciuto molto il fatto che le batterie siano sostituibili in pochi secondi, ma ci ha deluso il tempo di ricarica: serve quasi un’ora per avere il 25% di ricarica, mentre una ricarica completa super almeno tre ore, un tempo che ci è parso eccessivo per gli standard tecnologici odierni.

L’utilizzo dell’Hypershell X ultra, insomma, va attentamente pianificato, almeno per quanto concerne l’autonomia delle batterie.

Colori, prezzi e disponibilità in Italia

L'Hypershell X Ultra è disponibile in Italia principalmente attraverso il sito ufficiale del produttore e alcuni rivenditori specializzati in attrezzatura tecnica d'avanguardia. L’unica colorazione disponibile - quella che abbiamo ricevuto in prova e che vedete nelle immagini allegate a questa recensione - è sobria e professionale.

Il prezzo di listino si attesta sui 1.999 euro, una cifra importante che lo posiziona tra gli strumenti professionali per chi l'outdoor lo vive seriamente.

Conclusioni

L'Hypershell X Ultra è un pezzo di futuro che si può indossare già oggi, a un prezzo competitivo se si considera la ricerca e lo sviluppo che si celano dietro questa tecnologia.

Un esoscheletro di questo tipo non è un prodotto per tutti, né vuole esserlo: si rivolge a chi vuole spingersi oltre i propri limiti, a chi necessita di supporto fisico per superare limitazioni cliniche, o semplicemente a chi desidera affrontare lunghe escursioni in montagna e il trasporto di carichi pesanti con maggiore sicurezza e serenità.

Il dispositivo ci ha convinto per la potenza erogata e per la qualità dei materiali, mentre qualche dubbio rimane sulla libertà di movimento ridotta nei frangenti in cui sarebbe più preziosa: la discesa.

Camminare con l'Hypershell X Ultra restituisce una sensazione di onnipotenza che pochi altri gadget tecnologici sanno eguagliare. E quel momento in cui lo si indossa per la prima volta, lo si accende e le gambe in salita sembrano andare da sole è un effetto wow che chi ama l'innovazione non smette mai di inseguire.

Cosa ci è piaciuto

  • La spinta del motore da 1000W è impressionante nelle salite ripide.
  • Materiali nobili (carbonio e titanio) che garantiscono un peso record di 1,8 kg.
  • L’app consente di personalizzare e calibrare l’assistenza alle gambe con grande precisione.
  • Le batterie intercambiabili permettono di affrontare lunghe escursioni.
  • La possibilità di piegarlo e inserirlo con facilità in uno zaino, quando non serve.

Cosa non ci è piaciuto

  • Il prezzo di quasi 2.000 euro lo rende un prodotto d'élite.
  • In discesa l'ingombro meccanico può risultare limitante.
  • I tempi di ricarica delle batterie sono ancora troppo lunghi.
  • Le cinghie previste per fissarlo al corpo alla lunga cedono e l’esoscheletro tende a scendere verso il basso se non si interviene