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Elon Musk lancia XChat: l’app di messaggistica che sfida WhatsApp e Telegram

Elon Musk lancia XChat: l’app di messaggistica che sfida WhatsApp e Telegram

La nuova app di messaggistica lanciata da X ha l’obiettivo di entrare in un mercato dominato da WhatsApp, Telegram e Signal. Per il momento disponibile soltanto per iPhone e iPad, ha funzionalità standard

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Il lancio di XChat rappresenta finora uno dei passaggi più concreti del tentativo di Elon Musk di trasformare X (Twitter) in una piattaforma totale, quella “super-app” per fare ogni cosa annunciata nel 2022, quando il patron di Tesla ha comprato la piattaforma di microblogging pagandola 44 miliardi di dollari.

Entrare in un settore maturo e competitivo come quello della messaggistica istantanea può avere più senso di quanto possa apparire a una prima lettura, perché XChat non è un prodotto isolato, è un’estensione funzionale di X e, come tale, permette agli utenti di sfruttare i contatti esistenti sulla piattaforma.

Fattore, questo, che elimina la più grande barriera d’ingresso delle applicazioni di messaggistica istantanea ma ne introduce una meno evidente perché, fuori dall’ecosistema X, l’app XChat non ha alcun valore.

Le funzionalità di XChat

Le caratteristiche offerte da XChat rientrano nello standard del settore. I messaggi sono cifrati, si possono effettuare chiamate vocali e video, si possono gestire gruppi e la condivisione di file.

Sono previsti anche i messaggi temporanei o la modifica dei contenuti inviati. Tuttavia, non ci sono tracce di innovazione tecnica o di un’esperienza utente potenziata.

Un posizionamento che rende XChat immediatamente comprensibile a chi usa WhatsApp, Telegram o Signal e che, nel medesimo tempo, può non essere una molla che spinge gli utenti a preferirla alle app concorrenti.

A differenza dei messaggi diretti (DM) di X (Twitter) che consentono l’invio di testo e immagini, XChat amplia l’interattività con l’obiettivo di permettere alle persone di comunicare senza fare ricorso ad applicazioni esterne e in modo indipendente dai rispettivi numeri di telefono, al contrario di WhatsApp che ne fa l’identificativo univoco degli utenti.

Per il momento disponibile soltanto per iPhone e iPad, XChat ha suscitato le critiche di diversi esperti, convinti che assomigli più a un’alternativa a Facebook Messenger che un’alternativa a Signal.

L’attendibilità e la sicurezza

Uno degli aspetti che anima le discussioni degli esperti ruota attorno alla sicurezza. XChat dichiara l’uso della crittografia end-to-end che rende i messaggi leggibili solo da chi li invia e da chi li riceve ma, alcune analisi specialistiche, lasciano intendere che il livello di sicurezza non raggiunga quello garantito da Signal che, per inciso, usa un protocollo di cifratura Open source che può essere verificato da enti terzi.

Il problema è tanto tecnico quanto reputazionale. La fiducia è un fondamentale e X(Twitter), negli ultimi anni, ha avuto un rapporto altalenante con la gestione della privacy e della moderazione, elementi di primaria importanza per chi fa affidamento sulle app di messaggistica istantanea.

Un mercato saturo da ogni punto di vista

Prendendo in esame le tre app di messaggistica istantanea più diffuse, vanno citate WhatsApp che domina per diffusione, Telegram per la flessibilità e la gestione delle community e, infine, Signal che è sinonimo di sicurezza.

Per il momento almeno XChat non sembra in grado di rompere questi equilibri ma ha un vantaggio competitivo di tipo sistemico, ovvero funziona meglio come estensione della piattaforma X(Twitter), anche se ciò può non bastare per invogliare gli utenti ad abbandonare le altre app di messaggistica.

XChat è un tassello coerente con la strategia di Elon Musk, che amplia il raggio di azione di X Corp., la società che possiede e gestisce la piattaforma X(Twitter), ancorché non sembra avere i numeri per essere un prodotto di rottura.

Il suo successo dipenderà meno dalle funzionalità e più dalla capacità di X di diventare una piattaforma centrale nella vita digitale degli utenti.