Italian Tech

Tech Test

Narwal Flow 2, la prova: aspirazione potente ma la vera differenza la fa il lavaggio

Narwal Flow 2, la prova: aspirazione potente ma la vera differenza la fa il lavaggio

Il Narwal Flow 2 è un robot aspirapolvere e lavapavimenti premium che punta soprattutto sulla qualità del lavaggio. Il nuovo sistema a rullo con acqua calda e il ritorno dosaggio automatico lo rendono un aiutante efficace che ha bisogno di poche attenzioni. Il prezzo però è alto e resta qualche dubbio sulla rivoluzione del cervello IA

9 minuti di lettura

Nel panorama affollato dei robot aspirapolvere di fascia alta, Narwal ha saputo ritagliarsi negli anni una nicchia di fedelissimi grazie a una cura quasi maniacale soprattutto per il lavaggio dei pavimenti.

Con il nuovo Flow 2, presentato al CES 2026 di Las Vegas a gennaio scorso, e ora disponibile sul mercato, l'azienda cinese ha rifinito quanto di buono visto nelle generazioni precedenti e – soprattutto - correggendo un difetto del precedente Flow che a nostro avviso era enorme: la mancanza di una vaschetta per il dosaggio in automatico del detergente per la pulizia dei pavimenti. Soltanto questo elemento vale l’upgrade.

Per il resto il Flow 2 è un dispositivo che non promette solo di aspirare e lavare, ma di "capire" attivamente l'ambiente domestico, adattandosi a situazioni impreviste. Lo abbiamo provato per un paio di settimane e vi raccontiamo come va.

Potenza bruta e innovazione nel lavaggio

Ci troviamo davanti a un dispositivo estremamente potente con una capacità di aspirazione massima che tocca i 31.000 Pa, un valore che colloca il Narwal Flow 2 nella fascia più alta oggi disponibile per i robot aspirapolvere consumer, anche rispetto a marchi come Roborock, Dreame o Ecovacs. Alcuni modelli recenti dichiarano valori simili o superiori sulla carta, ma il Flow 2 resta comunque tra i prodotti più potenti in assoluto del mercato attuale.

In genere, una maggiore aspirazione comporta un incremento sensibile della rumorosità, soprattutto nelle modalità turbo. Narwal dichiara sulla carta un funzionamento inferiore ai 56,5 dB nelle modalità standard e silenziose, un valore relativamente contenuto per un robot di questa categoria.

L’aspirazione è affiancata dal sistema di lavaggio FlowWash. A differenza dei classici panni rotanti o vibranti, Narwal ha perfezionato un sistema a rullo continuo "a cingolo" che garantisce un’ampia superficie di contatto con il pavimento.

Abbiamo apprezzato particolarmente la capacità del robot di lavare con acqua riscaldata fino a 60°C, una soluzione ideale per sciogliere macchie di grasso o residui secchi in cucina, dove i robot tradizionali solitamente fanno più fatica.

Un design che strizza l'occhio all'arredamento

Dal punto di vista estetico, il cambio di rotta rispetto al passato è evidente.

La stazione di ricarica è stata completamente ridisegnata: è ora più slanciata e occupa meno spazio sul pavimento.

Narwal ha aggiunto anche un’illuminazione LED nella parte inferiore del pannello della base di ricarica, chiamata “Cyber Glow”, che dà alla base un aspetto abbastanza scenografico, soprattutto di sera. Narwal lo ha descritto come un effetto “caminetto”.

Nonostante le dimensioni della base siano state ottimizzate, la capacità dei contenitori non ne ha risentito, permettendo cicli di pulizia prolungati senza interventi manuali.

Nella parte superiore troviamo due grandi serbatoi separati per acqua pulita e acqua sporca, facili da estrarre dall’alto.

Sotto i serbatoi si trova, sulla sinistra, uno sportellino che protegge il sacchetto che raccoglie la sporcizia.

La stazione svuota automaticamente il contenitore che si trova nel robot e promette fino a circa 120 giorni di utilizzo senza interventi frequenti [un dato che, ovviamente, non abbiamo potuto verificare], a seconda della casa e della quantità di sporco raccolta.

Sempre sotto le taniche dell’acqua, ma sulla destra, c’è invece un piccolo contenitore che ospita il detergente. Una comodità irrinunciabile in questo genere di elettrodomestico, se si vuole davvero puntare all’autonomia. Basti pensare che il precedente Flow richiedeva un dosaggio manuale direttamente nel serbatoio dell’acqua pulita.

I materiali ci sono parsi estremamente solidi e l'assemblaggio generale trasmette quella sensazione di prodotto premium che giustifica, almeno in parte, il prezzo elevato.

Il packaging ci è piaciuto molto: la scatola che contiene il Narwal Flow 2 è estremamente compatta, quasi una seconda pelle della stazione di ricarica, che è comunque ben protetta da cuscinetti interni di cartone e plastica. All’interno - ben nascoste, attenzione, dentro uno dei due serbatoi per ottimizzare gli spazi - si trovano anche l’unica spazzolina del robot e una piccola tanica di detergente.

Setup immediato e mappatura intelligente

Il processo di configurazione iniziale ci è apparso fluido e privo di intoppi.

Una volta collegato all'app Narwal tramite Wi-Fi, il Flow 2 ha impiegato circa 15 minuti per mappare un intero appartamento di grandi dimensioni.

Abbiamo apprezzato la capacità del sistema di identificare automaticamente la direzione delle venature del parquet: il robot pulisce seguendo il senso del legno per evitare aloni o danni superficiali, un dettaglio che dimostra l'attenzione del brand per le diverse tipologie di pavimentazione.

La creazione delle mappe 3D è precisa e permette di visualizzare gli ostacoli in tempo reale con estrema accuratezza.

Ci ha convinto meno la gestione della connettività iniziale, che in alcuni dei nostri test ha mostrato una certa ritrosia ad agganciarsi stabilmente alle reti Wi-Fi a 5GHz - un difetto che caratterizza anche i modelli del passato - suggerendoci di ripiegare sulla più classica frequenza a 2.4GHz per garantire una maggiore stabilità.

La navigazione in casa

Il sistema NarMind Pro sfrutta una doppia fotocamera ad alta definizione accoppiata a un processore dedicato ai Vision Language Models (VLM), su cui l’azienda cinese spinge molto per differenziare l’intelligenza del proprio prodotto dalla concorrenza.

L’uso dei Vision Language Models nei robot domestici rappresenta un’evoluzione concreta della computer vision tradizionale, perché consente alla macchina di interpretare l’ambiente con un livello di comprensione più vicino a quello umano. In un appartamento reale gli ostacoli cambiano continuamente, gli oggetti sono disordinati e le condizioni di luce variano.

Un sistema VLM può migliorare la capacità del robot di distinguere situazioni complesse, come un cavo intrecciato sotto una sedia oppure un calzino lasciato sul pavimento, adattando in tempo reale traiettoria e potenza di aspirazione. La combinazione tra doppia fotocamera e chip dedicato suggerisce che Narwal stia investendo davvero nella percezione contestuale, cioè nel tentativo di trasformare il robot da semplice aspirapolvere automatizzato a dispositivo capace di “leggere” la scena domestica.

Allo stesso tempo, la comunicazione commerciale delle aziende tende a usare termini molto avanzati per descrivere capacità che restano ancora limitate rispetto ai grandi modelli multimodali impiegati nel settore IA. Quando un produttore parla di “comprensione” dell’ambiente, nella pratica spesso si tratta di classificazione sofisticata degli oggetti e di ottimizzazione dei movimenti, più che di “ragionamento” vero e proprio.

Mancano dettagli tecnici pubblici sul modello utilizzato da Narwal, sulla quantità di dati di addestramento e sull’effettiva autonomia decisionale del sistema.

Per questo il riferimento ai VLM appare in parte fondato e in parte costruito per posizionare il prodotto dentro il linguaggio contemporaneo dell’intelligenza artificiale generativa, un settore che oggi ha un forte impatto sul marketing dell’elettronica di consumo.Durante i nostri test, abbiamo notato come il robot non si limiti a identificare un ostacolo come "generico", ma ne comprenda la natura: se sul pavimento si trova un cavo USB, il robot modula la distanza di sicurezza in modo più aggressivo rispetto a quanto farebbe con un altro oggetto come una ciabatta. Questo permette una gestione ottimale anche dei "piccoli incidenti" domestici: il sistema è in grado di distinguere tra una macchia secca e un residuo liquido viscoso, adattando la velocità di rotazione del rullo e la temperatura dell'acqua in tempo reale.

Occasionalmente il riconoscimento degli oggetti sul pavimento non è stato perfetto. Questo aspetto conta perché influenza il modo in cui il robot decide quanto avvicinarsi. Quando la classificazione è sbagliata, anche la pulizia può diventare meno precisa.

Anche la gestione degli ostacoli non ci ha convinto pienamente. Il robot riconosce abbastanza bene i cavi, appunto, però tende a tenersi troppo lontano: in alcuni casi lascia troppi centimetri di distanza, con il rischio di non pulire bene le zone vicine. Anche davanti ad alcuni mobili mantiene un margine che potrebbe essere sicuramente più aggressivo.

La app per una pulizia intelligente

La app del Flow 2 è indispensabile per tirare fuori il meglio dal robot, perché permette di scegliere – tra le altre cose - modalità di pulizia, livello di aspirazione, quantità d’acqua e precisione del passaggio.

Ci è piaciuta soprattutto la quantità di controllo disponibile, un punto di forza dei robot Narwal, anche di quelli che abbiamo testato in passato. Possiamo mandare il Flow 2 a pulire tutta la casa, una stanza specifica o una zona precisa, per esempio la cucina dopo cena o un punto dove è caduto qualcosa.

Attraverso l’app si può vedere anche il feed video in tempo reale della fotocamera e guidare manualmente il robot, una funzione utile per controllare casa quando si è lontani. Le modalità dedicate ad animali domestici e bambini sono coerenti con questa direzione: il robot può ridurre il rumore vicino a una culla, evitare aree di gioco e individuare le zone più frequentate dagli animali per una pulizia più intensa. In pratica l’app trasforma il robot in un dispositivo domestico più “presente” rispetto a un normale aspirapolvere robot, anche se queste funzioni richiedono una certa familiarità con impostazioni.

La parte meno convincente del sistema di controllo riguarda proprio la complessità. L’app è fin troppo ricca: può risultare piena di opzioni e richiede tempo per essere regolata bene. Nel nostro caso, per esempio, sono emersi problemi nella divisione delle stanze: in certi casi il software raggruppa cucina, soggiorno e ingresso come un unico ambiente, poi rende difficile correggere manualmente la mappa quando ci sono più accessi o elementi interpretati come ostacoli. È un limite importante, perché su un robot così costoso ci aspettiamo una gestione delle mappe più flessibile e meno rigida.

La funzione più particolare resta quella legata agli oggetti preziosi: se il Flow 2 individua chiavi, portafoglio, gioielli o smartphone, mantiene una distanza di sicurezza maggiore e invia una notifica con foto e posizione sulla mappa.

Oltre a essere lo strumento per impostare cosa deve fare il robot – ma anche cosa non deve fare, evidenziando per esempio le zone da evitare - la app ufficiale [disponibile sia per Android sia per iOS] è infatti anche un diario visivo della casa.

Il robot infatti non si limita a segnalare la presenza di un ostacolo, ma ne invia una fotografia nitida direttamente sulla mappa dell'applicazione: che si tratti di un cavo di ricarica, di un giocattolo o di un residuo organico, il sistema ci permette di visualizzare l'inghippo in tempo reale. È una funzione interessante, anche se oggi sembra più un’aggiunta intelligente che un motivo decisivo per scegliere questo modello.

Vale la pena notare che il robot spiega anche perché ha scelto di evitare una determinata zona o perché ha deciso di aumentare la temperatura del lavaggio dopo aver riconosciuto una macchia di sugo.

Potente ma silenzioso, il rullo si autopulisce

Ci ha sicuramente colpito la capacità di questo Flow 2 di gestire detriti pesanti grazie ai suoi 31.000 Pa di potenza, un valore che sulla carta sembra quasi eccessivo ma che, nella pratica quotidiana, è fondamentale per esempio se si hanno tappeti in casa.

Proprio l'aspirazione sui tappeti a pelo corto ci ha pienamente soddisfatto, grazie a un sigillo pneumatico che "incolla" letteralmente la bocchetta al suolo, tirando su anche la polvere più fine annidata nelle fibre.

Nonostante la forza d'aspirazione sia raddoppiata rispetto alla generazione precedente, ci siamo trovati di fronte a un dispositivo che gestisce bene il rumore: il suono è meno acuto e più ovattato, segno di un ottimo lavoro di insonorizzazione interna. Anche alla massima potenza, ci ha consentito di guardare la tv senza la necessità di aumentare il volume, come si farebbe solitamente se qualcuno ha un phon acceso nelle vicinanze.

Non ci ha entusiasmato la tendenza del robot a passare alla modalità massima troppo frequentemente anche su sporco leggero - un comportamento che si può impostare in automatico attraverso IA scegliendolo tra le impostazioni - perché può drenare la batteria più velocemente del previsto se non calibrato correttamente tramite l'app.

Il vero salto di qualità lo abbiamo riscontrato nel sistema di lavaggio FlowWash. A differenza dei competitor che utilizzano ancora moci circolari o vibrazioni soniche, Narwal ha implementato un rullo a cingolo continuo che esercita una pressione costante di 12N sul pavimento. Abbiamo apprezzato la gestione dell'acqua calda a 60°C (140°F), che viene spruzzata direttamente sul rullo mentre questo ruota ad alta velocità, permettendo di sciogliere residui secchi in modo più efficace.

Il sistema di autopulizia continua del rullo evita che lo sporco venga trascinato da una stanza all'altra: l'acqua sporca viene immediatamente aspirata in un serbatoio dedicato, mantenendo il rullo sempre pulito durante l'intero ciclo. Ci siamo accorti però che negli angoli retti il rullo, pur estendendosi leggermente, fatica ancora a raggiungere l'ultimo millimetro di superficie.

Durante i nostri test con macchie secche di caffè e sugo, il Flow 2 ha richiesto un solo passaggio per lasciare la superficie immacolata e senza striature.

Autonomia e manutenzione

La batteria rappresenta una nota positiva: con una singola carica, il Flow 2 è stato in grado di coprire oltre 140 metri quadrati senza dover tornare alla base.

Quando rientra, la stazione si occupa di tutto: lava il rullo con acqua a 100°C per una sterilizzazione completa e lo asciuga con aria calda a 60°C per prevenire la formazione di cattivi odori e batteri.

Ci ha colpito l'efficienza idrica: rispetto al modello precedente, il Flow 2 utilizza circa il 50% di acqua in meno per coprire la stessa superficie, rendendo l’intervento umano sul serbatoio dell’acqua pulita meno frequente rispetto al passato.

Un appunto dobbiamo farla all’asciugatura del rullo, che richiede un tempo troppo lungo, nella nostra esperienza vicino alle due ore, e sebbene il rumore prodotto non sia elevato alla lunga può risultare fastidioso soprattutto se la base di ricarica si trova nella stanza prescelta per riposo o relax.

Un aspetto positivo, invece, riguarda la resistenza al groviglio. Il Narwal Flow 2 utilizza una spazzola centrale con setole inclinate e una geometria a spirale che sposta capelli e peli verso il centro della bocchetta d'aspirazione, dove vengono risucchiati prima di potersi avvolgere attorno ai cuscinetti.

Disponibilità e prezzo

Il Narwal Flow 2 arriva sul mercato italiano con un prezzo di listino di 1.299 euro [stazione standard, quella che avevamo in prova] e 1.499 euro [stazione compatta, equivalente a metà dell’ingombro verticale, si può collegare direttamente all’impianto idrico]. In entrambi i casi i tratta di un investimento importante che lo colloca direttamente in competizione con i top di gamma di Roborock e Dreame, che forse hanno prezzi leggermente superiori.

Conclusioni

Ci è piaciuto il fatto che Narwal abbia costruito un robot molto orientato al lavaggio, più che alla sola aspirazione.

La potenza dichiarata, intorno ai 30.000 Pa, è elevata e aiuta su polvere, briciole e peli, ma il vero punto distintivo resta la pulizia dei pavimenti con detergente senza risciacquo: il sistema a rullo con acqua calda dà davvero l’impressione di pulire in modo più profondo rispetto ai classici mop rotanti, soprattutto nella gestione dello sporco quotidiano.

Allo stesso tempo, alcune promesse legate all’intelligenza artificiale ci sono sembrate più ambiziose che realmente trasformative nell’uso quotidiano. Il robot riconosce bene molti oggetti e gestisce discretamente i cavi, però tende a essere troppo prudente: in diverse situazioni abbiamo notato che resta lontano da mobili, angoli o ostacoli fissi, lasciando zone pulite meno accuratamente di quanto ci aspettassimo. Anche la navigazione, pur essendo generalmente buona, non appare sempre fluida come dovrebbe essere su un prodotto di fascia così alta. Il rapporto tra prezzo e maturità del software, insomma non ci ha convinto del tutto. Anche se, su questo, Narwal può intervenire con aggiornamenti.

In sintesi, abbiamo apprezzato molto il Narwal Flow 2 come robot lavapavimenti premium: pulisce bene, richiede poca manutenzione e lavora in modo silenzioso. Ci è sembrato invece meno convincente come “rivoluzione IA”, perché le funzioni intelligenti migliorano l’esperienza, senza cambiare davvero le regole del gioco.

Cosa ci è piaciuto

  • Sistema di lavaggio a rullo con acqua calda molto efficace.
  • Silenziosità operativa anche a livelli di aspirazione elevati.
  • Design della base station più compatto ed elegante.
  • Efficienza idrica notevolmente migliorata.

Cosa non ci è piaciuto

  • Prezzo di listino troppo elevato.
  • Navigazione non sempre fluida.
  • App potente ma non per tutti: offre un po’ troppe impostazioni
  • Tempo di asciugatura del rullo eccessivo.